Le Gole del Raganello, il canyon da non perdere in Calabria
Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, al confine con la Basilicata, è uno dei luoghi da non perdere nella Calabria ‘verde’
Gole del Raganello MORENO01 - Shutterstock.com
Un’esplosione di gelide cascatelle, vasche d'acqua cristallina, scivoli naturali che si gettano in piccoli laghetti, pareti di roccia separate tra loro solo da strette fessure da cui filtra pochissima luce, tronchi d’albero che scendono spinti dalle correnti del torrente Raganello: è questo lo scenario, sospeso tra sogno e realtà, delle Gole del Raganello, scrigno di tesori naturali della Calabria.
Le gole ‘leggendarie’ del Pollino
Le Gole del Raganello si trovano nella parte orientale del Pollino tra San Lorenzo e Civita, un canyon profondo fino a 400 metri e lungo 13 km lungo il quale si incontrano luoghi come il Ponte di Pietraponte, la Porta del Canyon, la Forra d’Ilice, la Conca degli Oleandri, la frana ciclopica e il Tunnel dei Colombacci. Il percorso termina nelle vicinanze del cosiddetto Ponte del Diavolo, sotto l’abitato di Civita.
Tra strapiombi e verticalità, quello delle Gole del Raganello è un mondo di grande bellezza, dove storia popolare e fascino naturale si incontrano per fondersi in perfetta armonia. Con un paesaggio che quasi richiama le bolge dantesche e una accessibilità ridotta, non stupisce che nel corso del tempo sia stato ‘casa’ di personaggi controversi come banditi, ladri, briganti e malfattori, che qui venivano a nascondersi e a rifugiarsi dopo le loro scorribande. A testimoniare questa pratica ci sono i nomi con cui alcune delle grotte scavate nelle Gole del Raganello sono ancora oggi comunemente note come la grotta dei Briganti e la grotta di Marsilia.
In queste stesse grotte si sono nel tempo rifugiati, tuttavia, anche i pastori che portavano le greggi a pascolare durante l’inverno, probabilmente circondati dagli stessi rapaci e dalle piante tipiche che ancora oggi costituiscono l’eccezionale habitat delle Gole del Raganello.
Curiosità sul nome
Sono tante le storie che riguardano l’origine del nome di questo luogo, che secondo alcuni studiosi andrebbero ricercate molto indietro nel tempo e addirittura al periodo bizantino, poiché la parola Raganello deriverebbe dal greco ragas, termine che indica un dirupo roccioso. Un nome quanto mai calzante per un luogo come questo, dove il torrente ha scolpito il paesaggio creando delle vere e proprie gole di roccia attraversate dall’acqua.
Altri hanno invece ritenuto plausibile che deriverebbe da termini locali come ragàre, cioè trascinare, lottare, a indicare l’azione del fiume che trascina tutto a valle litigando metaforicamente con le acque del torrente chiuse fra le alte pareti di roccia.
Interessanti anche le leggende che gli anziani del posto raccontano da anni sul none delle Gole del Raganello, come la storia secondo la quale deriverebbe dal una piccola rana conosciuta e presente nel torrente, la raganella.

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