Riserva naturale di Collemeluccio, viaggio dentro il bosco prezioso di Pescolanciano
Una foresta incantata per ritrovarsi dentro una fiaba dove la regina incontrastata è madre natura
Riserva naturale Collemeluccio Di aledm90 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=53409665
Siamo a Pescolanciano (Isernia), noto come la ‘porta dell’Alto Molise’, e il bosco in questione è quello della Riserva naturale di Collemeluccio, istituita nel 1971 e riconosciuta come Riserva della biosfera Mab (Man and Biosphere) dell’Unesco – una delle otto italiane - per la protezione e conservazione dell’ambiente visto l’importante valore naturalistico.
Alberi secolari, sentieri da percorrere e rane, libellule e farfalle ad accompagnarci in questo giro fiabesco, come non proteggere un tale paradiso?
Flora&Fauna, le due dimensioni della Riserva di Collemeluccio
Nel cuore dell’Appennino molisano tra natura incontaminata e paesaggi mozzafiato, la Riserva si estende su trecento ettari prevalentemente di boschi. La flora si arricchisce di alberi di cerro e di faggio (sotto i 900 metri i primi sopra i 1300 i secondi) oltre che di svariate specie autoctone tra cui aceri vari come l’acero di Lobelius, il ciliegio, il frassino maggiore, il nocciolo, il carpino bianco ed altre tipologie finalizzate a sfamare la fauna selvatica. Già, perché la Riserva di Collemeluccio è diventata negli anni habitat ideale per molti mammiferi che qui hanno messo radici: lepri, cinghiali, caprioli, tassi, volpi, scoiattoli e poi lui, il re del bosco, il lupo che grazie alla protezione dell’ecosistema ha potuto inoltrarsi nella riserva.
Non mancano poi i volatili che qui costruiscono il loro nido come il picchio, il falco pecchiaiolo, la colombella, il gufo o il barbagianni.
I semi provenienti dall’abetina di Collemeluccio, una rete di boschi diffusi un tempo sulla dorsale appenninica, sono inclusi nel libro nazionale dei boschi da seme e vengono utilizzati per ‘fecondare’ il rimboschimento del centro e sud Italia.
Tra sentieri e Museo naturalistico, come raggiungere la Riserva di Collemeluccio
Il bosco di Pescolanciano si dirama tra sentieri segnalati e organizzati per facilitare il visitatore sia a piedi che in bicicletta. Nel rispetto del programma Mab, negli ultimi anni il Corpo Forestale e l’Università del Molise stanno progettando di ingrandire la Riserva distinguendo il nucleo attuale come area tutelata e integrando buona parte dei comuni limitrofi come aree di protezione esterna.
Tra i punti da segnalare sulla mappa, oltre al Museo naturalistico – Riserva della Biosfera Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise che ospita i legni e gli animali simboli della foresta, c’è il belvedere ‘Colle Gendarme’ con il suo fascinoso paesaggio, l’arboreto iniziato nel 1920 con varie specie esotiche, i ruderi di un antico mulino ad acqua sul fiume Trigno e la Fonte Cupa.
Per arrivare a Pescolanciano da Isernia basta percorrere la strada Trignina per quindici chilometri, poi la statale 86 Histonia e, infine, la provinciale Trignina direzione Pietrabbondante che porterà all’entrata della foresta dal ponte sul Salcitaro.
