San Vittore alle Chiuse, l’abbazia-gioiello delle Marche
A due passi dalle Grotte di Frasassi, un’abbazia dalla bellezza senza tempo, immersa nel verde e custode di misteri e leggende che non vedrai l’ora di lasciarti svelare
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È una delle maggiori chiese in stile romanico delle Marche, un tempio circondato dalla generosa natura marchigiana che sembra essere un tutt’uno armonico con la cornice che la custodisce. L’Abbazia di San Vittore delle Chiuse è un posto speciale, dove splendore architettonico e misteriose leggende si incontrano.
Il suo nome la dice lunga sulla sua spettacolare posizione: attraversato dalle acque del fiume Sentino a sua volta sovrastate dall’iconico ponte in pietra, sembra quasi essere abbracciato da un naturale anfiteatro montuoso, appunto una ‘chiusa’, dal quale svetta in tutto il suo monumentale fascino.
Cosa vedere nell’Abbazia di San Vittore alle Chiuse
Un primo elemento che salta all’occhio è l’incredibile somiglianza dell’abbazia con una fortezza difensiva, merito della torre cilindrica e dell’alto torrione quadrangolare che adornano la facciata dell’edificio. La sua architettura, insolita e diversa da quella che siamo abituati a ritrovare nelle abbazie italiane, è stato motivo di interesse da parte di tanti studiosi, che ne hanno ricercato l’origine giungendo a diversi risultati. Alcuni ritengono che ci siano delle similarità con architetture del nord Europa (tedesche, normanne e lombarde), tesi rafforzata dalla sua quasi severa sobrietà. L’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, infatti, presenta una pianta a croce greca iscritta in un quadrato, arricchita da archi e volte in pietra che le conferiscono una certa linearità, interni poco illuminati e motivi ornamentali quasi del tutto assenti.
Uno stile, quello dell’abbazia di San Vittore alle Chiuse, che si ritroverebbe peraltro in altre tre chiese marchigiane (Santa Croce di Sassoferrato, Santa Maria delle Moje a Jesi e San Claudio al Chienti a Corridonia), insieme alle quali formerebbe una sorta di ‘serie’ di edifici che gli studiosi definiscono deuterobizantini, poiché si rifarebbero a modelli tipici dell’arte e dell’architettura del secondo periodo aureo dell’Impero Bizantino (anche se ancora non è ben chiaro come un simile stile architettonico sia arrivato nelle Marche all’epoca della loro costruzione, che risale ai primi dell’anno Mille).
Questo, dunque, è ancora oggi un mistero, e pensa che è solo il primo di una lunga serie di misteri che interessano l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse e di cui ti parleremo tra pochissimo.
I misteri dell’abbazia di San Vittore alle Chiuse
L’abbazia di San Vittore alle Chiuse è un luogo molto amato dai viaggiatori appassionati di misteri, leggende ed esoterismo, poiché al suo interno custodisce un simbolo molto particolare, inciso nella pietra e posto vicino alla pala sinistra dell’altare. Si tratta di un otto, o di un simbolo dell’infinito rovesciato, a cui sono state date nel tempo diverse interpretazioni: alcuni studiosi lo inquadrano come un rimando alla possibilità di raggiungere l’infinito grazie alla fede, altri credono che sia una traccia esoterica lasciata dai templari. Nonostante le diverse ipotesi formulate, ancora non si è giunti ad una risposta univoca, e quindi continuiamo a lasciarci avvolgere dal suo alone di mistero!
Su alcune colonne della chiesa sono inoltre presenti dei graffiti che, secondo gli appassionati di esoterismo, rappresentano un Nodo di Salomone, e una losanga che simboleggia una variazione del noto simbolo del Centro Sacro.
Il Museo Speleo Paleontologico ed Archeologico
Annesso al tempio c’è anche il Museo Speleo Paleontologico ed Archeologico dove è custodito il fossile di ittiosauro, un rettile di ambiente marino che visse durante l’Era Mesozoica e che, al secondo piano, rappresenta il suo reperto più importante.
Il museo si sviluppa su tre piani, ciascuno dedicato ad una sezione: oltre a quella paleontologica dove si trova l’ittiosauro, abbiamo la sezione geologica al primo piano dedicata alla studio del fenomeno carsico, alla formazione della gola di Frasassi e del complesso ipogeo, e il terzo che ospita la seziona archeologica dove ammirare i reperti preistorici ritrovati nel territorio di Genga.
Dove si trova l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse e come arrivare
L’abbazia si trova nella piccola frazione di San Vittore, appartenente al comune di Genga che è uno dei maggiori che incontrerai nel Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi.
Per raggiugerla prendi l’autostrada A14 ed esci al casello di Ancona nord. Da qui imbocca la superstrada per Roma fino all’uscita per Genga e poi segui le indicazioni per l’abbazia.

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