Il Santuario della Madonna Nera di Tindari tra storia e leggenda
Non è solo un importante luogo di pellegrinaggio, ma un luogo speciale dove il bellissimo mare della Sicilia e la leggenda si incontrano
Tindari elxeneize - Shutterstock.com
In meno di un’ora di macchina da Messina puoi raggiungere il Santuario della Madonna Nera di Tindari, uno dei maggiori luoghi di culto e pellegrinaggio in Sicilia e gioiello architettonico dallo stile unico e quasi… esotico.
Il santuario ti accoglie all’arrivo con un aspetto a dir poco spettacolare: alto sul mare, regala delle viste sull’acqua dei laghetti di Marinello che non dimenticherai facilmente, e che rende il suo profilo assolutamente inconfondibile.
La storia del Santuario di Tindari
La storia del santuario inizia secoli e secoli fa, quando la zona era una colonia della Magna Grecia; la sua antichità è del resto provata dalla vicina area archeologica (ti consigliamo vivamente di farci un salto!).
Il Santuario è diviso in due parti, una antica e una moderna, poiché la struttura precedente aveva una capacità limitata non in grado di contenere le folle dei pellegrini, devoti alla Madonna Nera e ansiosi di vedere di persona la statua che custodisce al suo interno e che ne rappresenta il simbolo per eccellenza.
Quella del Santuario di Tindari è una statua molto particolare della Vergine Maria, le cui origini sono legate ad una celebre leggenda secondo la quale la scultura, trasportata per mare dall’Oriente perchè sfuggisse alla persecuzione iconoclasta dell’epoca, impedì alla nave di ripartire dopo che aveva trovato rifugio nella baia siciliana per sfuggire ad una violenta tempesta. I marinai riuscirono a riprendere la navigazione solo dopo aver lasciato a terra la statua, che venne poi portata sul colle dove sorgeva il Santuario di Tindari, posto dove è conservata ancora oggi.
La statua della Madonna nera di Tindari è unica nel suo genere, caratterizzata da un volto allungato non facilmente riscontrabile in altre statue religiose, e seduta su un trono che riporta le parole Nigra Sum Sed Formosa, "Sono nera ma sono bella", una strofa del Cantico dei Cantici.
La leggenda del Santuario di Tindari
Al santuario è legata una leggenda che ha contribuito alla fama religiosa del santuario e a renderlo importante meta di pellegrinaggio in Sicilia.
La leggenda narra che una giovane donna siciliana si recò al Santuario per adorare la Vergine Nera insieme alla sua bambina, per ringraziarla di aver guarito la figlia da una grave malattia. Alla vista della Madonna, però, la donna rimase delusa ed esclamando ‘Sono venuta da lontano, per vedere una più brutta di me!)’; subito dopo la donna si accorse di non avere più la bimba in braccio, scivolata in mare e dispersa tra le onde che si infrangevano ai piedi del promontorio del Santuario. La donna corse allora verso l’acqua e si accorse che le onde si ritraevano man mano che avanzava verso il mar, lasciando sempre più spazio alla sabbia finché non riuscì a prendere la mano della bambina per portarla in salvo. Un evento miracoloso, dunque, testimonianza della grande misericordia della Madonna di Tindari, ma che molti legano anche alla attuale conformazione dei laghi di Marinello.
La spiaggia e i laghetti di Marinello, che hanno un aspetto molto particolare (puoi saperne di più qui) si sarebbero formati proprio in seguito al miracolo, e per molti credenti questa lingua di spiaggia vista dall’alto ricorda la forma delle braccia della donna che stringe a sé la bambina.

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