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La Cappella di Montesiepi tra storia e… spade nella roccia  

A pochi metri dall’Abbazia di San Galgano, un piccolo luogo di culto (ma che ha scatenato un ‘grande’ caso)

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Cappella di Montesiepi - Cappella di Montesiepi - ajlber - Istockphoto.com

Cappella di Montesiepi  ajlber - Istockphoto.com 

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Siamo nel cuore della Toscana, in una zona verdissima che ogni giorno è letteralmente presa d’assalto da turisti provenienti da ogni parte del mondo perché ospita la celebre, misteriosa, unica e sola Abbazia di San Galgano.

Stavolta, tuttavia, noi vogliamo allontanarci di un paio di centinaia di metri soltanto per mostrarti un piccolo eremo dalla grande, anzi grandissima bellezza (a tratti velata da toni leggendari).

 

La Cappella di Montesiepi e San Galgano, una lunga ‘storia d’amore’

La Cappella di Montesiepi, di costruzione persino antecedente a quella dell’Abbazia di San Galgano, è un luogo dove ancora oggi si sente forte la presenza di San Galgano, attraverso il ciclo di affreschi del Lorenzetti e il teschio del santo che ospita al suo interno. La Rotonda (così è anche nota la Cappella di Montesiepi per la sua forma spiccatamente circolare) fu costruita subito dopo la morte del Santo, nel luogo in cui sorgeva la capanna dove San Galgano visse l'ultimo anno della sua vita. Un legame fortissimo, dunque, quello tra Montesiepi e San Galgano, provato da fonti che raccontano di quanto la cappella sarebbe stata un posto davvero determinante per il santo.

San Galgano era infatti stato un giovane scapestrato e prepotente che, in seguito all'apparizione di San Michele, decise di cambiare vita e di ritirarsi sulla collina di Montesiepi in eremitaggio. Proprio qui conficcò la sua spada in una roccia per usarla come croce di fronte cui pregare e per dimostrare quanto volesse realmente abbandonare ogni forma di violenza.

La spada di San Galgano è ancora lì, ed è soprattutto merito suo se all’interno della cappella di Montesiepi si respirano tempi antichi e leggendari, che rimandano a storie cavalleresche. E in effetti questa atmosfera surreale si fa sentire così tanto che a qualcuno è venuto un dubbio… amletico. Ma andiamo con ordine.

Montesiepi

 

La Cappella di Montesiepi e la Spada nella Roccia: San Galgano vs re Artù

Ti accorgerai della presenza della spada nella roccia appena dopo essere entrato nella Cappella di Montesiepi, perché se ne sta proprio di fronte all’altare custodita in una teca di vetro. Una protezione adoperata dopo anni in cui la spada nella roccia è stata ‘vittima’ di tanti atteggiamenti superficiali che potevano alternarne la conservazione: nel corso del tempo, infatti, sono stati tantissimi i curiosi che si sono cimentati nella ‘impresa’ di estrarre la spada nella roccia, proprio come dei moderni re Artù.

Parlando del famoso sovrano protagonista del ciclo bretone, sono tante le analogie con la vicenda della spada nella roccia di San Galgano, con la differenza che San Galgano è una figura realmente esistita, in netta opposizione alla figura mitica e solo letteraria di re Artù. Questo metterebbe seriamente in dubbio il primato di re Artù nell’immaginario collettivo.

Montesiepi

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Recensioni Cappella di Montesiepi

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La Cappella di Montesiepi è una piccola chiesetta che si trova a poche centinaia di metri dall'Abbazia di San Galgano e rappresenta, più di ogni altro edificio, la vita del santo, le cui gesta sono rappresentate in alcuni affreschi che ... Vedi tutto si trovano al suo interno. San Galgano nacque a Chiusdino (SI) nel 1148 e in gioventù fu un ragazzo scapestrato e prepotente. In seguito all'apparizione di San Michele, decise di ritirarsi sulla collina di Montesiepi in eremitaggio, dove, a dimostrazione dell'abbandono di ogni forma di violenza, conficcò la sua spada in una roccia con l'intenzione di usarla come croce di fronte cui pregare. Morì nel 1181 e subito venne dichiarato santo da Papa Lucio III. Risalendo dall'Abbazia lungo uno stretto viottolo si giunge sulla sommità della collina dove è situata la Cappella di Montesiepi di forma circolare e al cui interno, a parte un piccolo negozietto che vende souvenirs, ci si ritrova subito immersi in un'atmosfera surreale che rimanda a tempi antichi e leggendari: impossibile non notare la somiglianza con la storia di Re Artù e la Spada nella Roccia, se non che, quella di San Galgano, è precedente. Appena entrati, di fronte all'altare si nota subito la famosa spada racchiusa in un vetro per proteggerla dai vandali. Sulla sinistra si trova invece, una cappellina, aggiunta successivamente, dove, oltre agli affreschi riguardanti la vita del santo, ci sono due scheletri di braccia (che si ritiene appartengano a coloro che hanno tentato di estrarre la spada), un altare e il teschio di San Galgano (mentre il resto del corpo non è mai stato trovato). Durante il 1900 la spada ha subito alcune vicissitudini di tipo vandalico: molti hanno tentato di estrarla e una volta l'elsa è stata rotta e in seguito riattaccata per cui, a un certo punto, si è creduto che la spada fosse un falso, ma gli studi dell'università di Siena hanno dimostrato, non solo che la parte ricongiunta combacia perfettamente con quella infilata nella roccia, ma anche che all'interno della roccia stessa c'è davvero una lama che risale ai tempi del santo.
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