Castello di Agliè, la fortezza delle fiction a pochi chilometri da Torino
Una magnifica residenza sabauda, un autentico gioiello architettonico da visitare. Il Castello di Agliè è un viaggio indietro nel tempo
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Dame e cavalieri, duchi, principi e re. Chissà quanti saranno stati i nobili piedi che hanno calpestato lo splendido edificio con una storia lunga sette secoli e che, in tempi più profani, ha ospitato anche il set di diverse e famose fiction televisive (tra tutte ‘Elisa di Rivombrosa’).
Si tratta del Castello Ducale di Agliè, comune a trenta chilometri da Torino, nella rete delle Residenze Sabaude del Piemonte: una fortezza nata nel Medioevo diventando in seguito il frutto di una confluenza di stili architettonici nel corso dei secoli. Un gioiello da non perdere per chi visita Torino e dintorni.
Le origini del Castello di Agliè, sette secoli di bellezza
La bellezza architettonica, gli arredi originali, gli affreschi, i reperti archeologici e gli immensi giardini con alberi secolari, sette secoli di storia racchiusi – e stratificati - in un solo edificio.
Le prime notizie sul Castello risalgono al ‘600 quando il padrone di casa era Filippo San Martino, consigliere di Cristina di Francia, che decise di rimodernare l’estetica e la grandezza commissionando all’architetto Amedeo di Castellamonte il rifacimento della facciata e la realizzazione del cortile e di due gallerie adiacenti. Nella seconda metà del ‘700 arrivarono i nuovi importanti inquilini che fecero costruire gli appartamenti e la chiesa collegata al palazzo: fu in questo momento che divenne tenuta reale grazie ai Savoia. Partì un grandioso progetto di riqualificazione dalle mani dell'architetto Birago di Borgaro che chiamò i fratelli Collino per la creazione delle fontane e lo stuccatore Bolina per le decorazioni; del giardino si occupò invece Michel Benard. Durante il periodo napoleonico il castello divenne addirittura ricovero per poveri e il parco venduto a privati. Quando ritornò in mano reale un secolo dopo, sotto il regno di Carlo Felice, vennero ristrutturati gli arredi interni e, all’esterno, comparirono il laghetto, il grande lago e le isole cambiandone l’immagine agli occhi dei visitatori.
Il Castello di Agliè divenne di proprietà dello Stato italiano solo nel 1939 e da quel momento è aperto al pubblico.

Come visitare il Castello di Agliè
C’è da perdersi tra l’eleganza e lo splendore delle trecento stanze, un enorme salone da ballo affrescato, la quadreria e le collezioni d’arte preziose, fino alle raccolte ornitologiche e orientali. Intorno al castello un giardino all’inglese e uno all’italiana oltre a un parco con piante secolari.
Il Castello di Agliè nonostante sia un bene patrimonio dell’umanità Unesco rimane ancora, suo malgrado, ai margini dei giri turistici più gettonati, un luogo che sembra essere dimenticato: basti vedere i dati degli ingressi stabili sotto i 50 mila annui, la metà rispetto ai tempi appaganti del turismo da fiction.
Orari: da venerdì a domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19. I restanti giorni sono previste aperture straordinarie solo in date definite. Prenotazione obbligatoria drm-pie.aglie.prenotazioni@beniculturali.it
Per la visita ai giardini – da martedì a domenica dalle 9 alle 19 - non è necessaria la prenotazione ed è gratuita per i residenti nel Comune di Agliè.
Il costo del biglietto è di 4 euro (ridotto 2 euro).
Per raggiungere il Castello Ducale di Agliè da Torino prendere la Tangenziale Torino Nord, la superstrada per Caselle, poi l’uscita 3 (Rivarolo – Gran Paradiso), la SS 460 fino a Feletto e da lì seguire le indicazioni per Agliè.


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