Villa Carlotta: tra opere d’arte e romantiche fioriture, un eden di bellezza
Un gioiello architettonico che si specchia sulle acque del Lario, una visione tra i profumi di erbe aromatiche del suo giardino all’italiana
La villa sul lago di Como stock.adobe.com
Esistono opere di razionalità creativa capaci di fondere la tecnica alla natura, Villa Carlotta è l’esempio perfetto: spunta come una visione sulle sponde del Lago di Como, da sempre località privilegiata da nobili e artisti internazionali.
Un tempo residenza nobiliare, oggi custode di arte, cultura e opere immortali come Amore e Psiche del Canova, l’edificio viene considerato una delle architetture più belle della zona. Villa Carlotta si descrive nella meraviglia dei saloni e dei decori raffinati di fine Seicento ma anche nello stupefacente giardino in stile formale o “all’italiana”, dove la geometria prevale all’improvvisazione, una natura addomesticata in cui prosperano rare essenze botaniche, un microcosmo di bellezza che incanta.
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La storia di Villa Carlotta, buen retiro di nobili e mecenati
Villa Carlotta si affaccia alle placide acque del lago di Como nel comune di Tremezzo, una delle mete più ambite dai turisti che amano il Lario, ma anche punto di riferimento della vita culturale ed economica del territorio. Qui infatti si svolgono numerosi eventi, mostre e convegni internazionali che coinvolgono studiosi e appassionati da tutto il mondo. Quale sede migliore per condividere sapere e bellezza? Questa incantevole villa venne edificata alla fine del Seicento dai marchesi Clerici di Milano. Nel 1801 la proprietà passò a Giovanni Battista Sommariva, all’epoca presidente del Comitato di Governo della Repubblica Cisalpina istituita da Napoleone Bonaparte nell’ Italia settentrionale, e fu proprio lo statista nonché grande cultore dell’arte a conferire al luogo un’attitudine all’arte: le sue stanze divennero ben presto una sorta di museo privato dove Sommariva amava collezionare opere uniche, soprattutto sculture. A lui si deve la presenza delle opere di Antonio Canova e Berthel Thorvaldsen, che tutt’oggi si possono ammirare nelle sale della villa.
I suoi eredi non ebbero la stessa passione e scelsero di vendere la residenza nel 1843 alla principessa Marianna di Prussia che, nel 1850, donò la dimora alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze con il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen. Anche alla nobile coppia la villa deve tanto: scelsero di restaurarla con gusto rinnovando arredi e decorazioni, affidandosi all’estro e alle competenze dell’architetto Lodovico Pogliaghi. Non vennero mai cambiati i preziosi fregi e soffitti in legno dipinto che tutt’oggi è possibile ammirare alzando lo sguardo. La coppia abbellì anche gli esterni rendendo il giardino un paradiso di biodiversità, con alcune specie molto rare.
Nel corso della Prima Guerra Mondiale la villa venne confiscata dallo Stato italiano e passò in gestione all'Ente Villa Carlotta, in quanto bene appartenente a cittadini di Stati nemici. È proprio in questo periodo che si delinea l’idea di costituire un ente privato preposto alla conservazione e valorizzazione del patrimonio di Villa Carlotta che venne realizzato nel 1927.
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Il giardino all’italiana di Villa Carlotta, un’opera d’arte di natura
Da non perdere è l’incantevole giardino all’italiana di Villa Carlotta, che si caratterizza per la sua pianificazione rigorosa: siepi, aiuole di bosso, fontane e statue sono tutte pedine di una scacchiera perfetta ed ognuna gioca il proprio ruolo nell’armonia dello spazio. Uno stile che rimanda alla dominio della natura da parte dell’uomo, un’ideale riconducibile all’Illuminismo, corrente di pensiero che combacia con il periodo di costruzione della villa.
Un’oasi naturale dalle perfette proporzioni dove convivono diverse specie floreali provenienti da tutto il mondo: perdersi tra una fioritura delle azalee in primavera o di ortensie in estate è uno smarrimento dei sensi che lascia volentieri spazio alla ragione, una rivalsa emozionale ed inaspettata.
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Come arrivare a Villa Carlotta
Arrivare in macchina a Villa Carlotta è l’opzione più semplice, da Como: strada statale 340 per Menaggio. Da Milano: Autostrada A9 Milano-Laghi uscita Lago di Como, quindi strada statale 340 per Menaggio. Dalla Svizzera (Lugano): strada Lugano-Menaggio, quindi strada statale 340 direzione Como.
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