Piazza San Carlo, il salotto della città di Torino
Elegante, enorme e custode dell’enigmatica statua di un cavaliere e di un toro portafortuna, Piazza San Carlo è una delle piazze più belle di Torino
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Denominata dai cittadini torinesi “salotto della città”, è il cuore pulsante del capoluogo piemontese: Piazza San Carlo racchiude al suo interno alcuni fra i più bei monumenti della città magica. Grazie alla presenza di moltissimi caffè, anche storici, è un luogo di ritrovo e di socializzazione.
È collegata a Piazza Castello, la piazza principale, e Piazza Carlo Felice attraverso una delle vie cardine di Torino, Via Roma.
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La storia di Piazza San Carlo
Misura complessivamente 12.768 metri quadrati, ha una forma rettangolare ed è delimitata da splendidi edifici. Fu progettata nel XVII secolo da Carlo di Castellamonte e arricchita nel secolo successivo dal genio di Benedetto Alfieri.
I lavori per edificarla vennero iniziati nel 1618 e si conclusero nel 1638: all’epoca venne inaugurata da Madama Cristina di Francia con il nome di Piazza Reale.
Un secondo periodo, che andò dal 1650 al 1750, la vide prendere il nome di Piazza D’Armi, poiché divenne il corridoio principale dell’esercito che andava da Piazza Castello alla cittadella fortificata. Durante l’assedio di Torino del 1706 la piazza fu colpita da colpi di cannone, di cui tre palle sono ancora visibilmente conficcati nei muri di Palazzo Solaro del Borgo e alle finestre dei piani che si elevano sopra il bar Mokita.
Dal 1750, tranne per un breve periodo in cui fu denominata Piazza Napoleone, la piazza ha acquisito l’attuale nominativo di Piazza san Carlo.
Oggi la Piazza è famosa soprattutto per i caffè storici, che si trovano su tutto il suo perimetro. Di fronte al Caffè Torino è presente un bassorilievo taurino, che in realtà secondo i cittadini è un amuleto, perché, se calpestato, si dice porti fortuna.
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I monumenti e la statua di Piazza San Carlo
Al centro della piazza si staglia imponente la bellissima scultura in bronzo realizzata da Carlo Marochetti nel 1838, raffigurante Emanuele Filiberto di Savoia in quello che sembra l’atto di sguainare la spada dopo la vittoria nella battaglia di San Quintino.
Ma in realtà la statua vuole simboleggiare la pace, infatti il condottiero tira le redini del cavallo e infodera la spada, “deponendo” le armi.
Ai lati si ergono diverse strutture architettoniche:
- Palazzo Solaro del Borgo, conosciuto anche come Palazzo Isnardi di Caraglio, per le famiglie che si succedettero nella possessione dello stesso, un palazzo a tre piani molto elegante, utilizzato oggi come hotel
- Palazzo Turinetti, anch’esso a tre piani e oggi sede della banca Intesa San Paolo
- Ingresso della Galleria San Federico, sede di uffici e negozi e del famosissimo Cinema Lux
- le due chiese gemelle di Santa Cristina e di San Carlo, che più che essere gemelle si sono copiate nel tempo, e hanno un forte carattere barocco.
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Il toro di PIazza San Carlo
Sotto i portici che costeggiano la piazza, c’è il Caffè Torino e tra i suoi tavolini si nasconde il famoso toro di Piazza San Carlo. È uno dei simboli della piazza, in quanto legato alla superstizione secondo cui basterebbe calpestare i testicoli dell'effigie in bronzo per ricevere buona fortuna. Legata a questa tradizione ce n’è un’altra, ai torinesi, infatti, piace accomodarsi ai tavolini del bar e osservare, a volte con grande scetticismo, tutti i turisti e non che si accingono a ricevere la buona sorte dal povero Toro.
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Perché si chiama Piazza San Carlo
Il nome è legato alla Sacra Sindone, custodita oggi nel Duomo di Torino. Era il 1453 quando i duchi di Savoia acquistarono la Sindone da Margherita di Charny. Nel 1578, dopo che la capitale del Ducato era stata spostata da Chambery a Torino, Emanuele Filiberto decise di portare con sé anche la reliquia.
L’occasione gli si presentò quando l’arcivescovo di Milano decise di andare in pellegrinaggio a Chambery, dove si trovava originariamente la sindone. Emanuele decise così di portarla a Torino, per accorciare il viaggio dell’arcivescovo: egli era Carlo Borromeo, che divenne santo dopo 26 anni dalla sua morte, nel 1610.
È anche grazie a lui se oggi la Sacra Sindone si trova a Torino e la città ha voluto omaggiarlo dedicandogli una Piazza.

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