Nostra Signora delle Rocce a Kotor, viaggio sull’isola artificiale del Montenegro
La sua bellezza è incantevole, così come incantevole è la leggenda che si cela dietro il suo nome e che incuriosisce i visitatori da tutto il mondo
Kotor_698490622
A novanta chilometri da Dubrovnik sorge la baia di Kotor, una delle mete principali della costa del Montenegro, paese giovane ma pieno di paesaggi da favola. I simboli della spiaggia, non soltanto turistici, sono i due isolotti galleggianti che si trovano proprio di fronte e dove è possibile arrivare imbarcandosi dalla località di Perast.
La nostra attenzione è verso una di queste isole, Gospa od Skrpjela, Nostra Signora delle Rocce.
La leggenda dietro Nostra Signora delle Rocce a Kotor
L’isola artificiale venne creata nel XV secolo ma secondo la leggenda furono due fratelli marinai di Perast, il 22 luglio 1452, a trovare un’immagine della Madonna proprio in questo punto, su di una scogliera: la portarono a casa una e più volte ma sistematicamente l’icona scompariva per riapparire nel punto del ritrovamento. Alla fine si rassegnarono all’evidenza, era chiaro che la Vergine voleva rimanere lì per sempre. Così decisero di costruire una chiesa in suo onore come protettrice della gente di mare e dei pescatori e non solo, insieme ad essa fu necessario innalzare un’isola su cui erigerla.
Fu così che al centro venne costruita la Chiesa di Nostra Signora delle Rocce, un tempio cattolico dalle sembianze da moschea per evitare eventuali attacchi ottomani. Ancora oggi, ogni 22 di luglio, una festa solenne celebra la nascita dell’isola con una processione di barche che costeggiano il fiordo.
Viaggio all’interno della Chiesa di Nostra Signora delle Rocce
Visitando la chiesa dell’isolotto potrete ammirare un piccolo grande tesoro. Da vari oggetti arrivati dall’Oriente oltre a quasi settanta dipinti di Tripo Kokolja, famoso artista barocco del posto, a diversi manufatti. Uno fra tutti l’arazzo della Vergine realizzato con fili d’oro e d’argento da Jacinta Kunic, donna di Perast che in attesa del ritorno del marito marinaio ricamò l’opera infilandoci anche i propri capelli: venticinque anni di lavoro per poi diventare cieca.
Inoltre all’interno della Chiesa di Nostra Signora delle Rocce si trova un altare in marmo datato 1796 e realizzato dallo scultore genovese Antonio Kapelano; sopra di esso l’icona della Madonna delle Rocce dipinta nel XV secolo da un pittore locale.

Voto complessivo