Il Parco Nazionale di Timanfaya, il ‘caldo’ parco di Lanzarote
È un parco dove a regnare sovrana è la natura più selvaggia e incontaminata, da esplorare tra coraggiosi licheni e crateri vulcanici
Parco Nazionale di Timanfaya stock.adobe.com
Pensi a Lanzarote, e pensi immediatamente alle splendide spiagge di questa isola che fa parte dell’arcipelago delle Canarie. Eppure Lanzarote sa riservare tante e piacevolissime sorprese anche a chi è in cerca di un soggiorno all’insegna del contatto con la natura, magari condito da un pizzico di avventura.
Se è questo quello che stai cercando, il Parco Nazionale di Timanfaya è il posto giusto per te.
Il parco ‘lunare’ di Lanzarote
Il Parco Nazionale di Timanfaya è un enorme parco di origine vulcanica che si trova nella zona sud-occidentale dell’isola di Lanzarote, che nel 1993 ha ottenuto dall’UNESCO il riconoscimento di riserva biosferica. L’area, accessibile solo tramite apposite guide organizzate, è tutta caratterizzata da paesaggi di eccezionale e insolita bellezza. Ti troverai immerso in luoghi privi di vegetazione, aridi e secchi, dalle forme rugose e dai colori caldi come le temperature del suolo, che in alcuni punti raggiunge temperature molto alte proprio a testimonianza (e prova) della sua origine vulcanica.
I vulcani sono, del resto, i protagonisti assoluti del Parco Nazionale di Timanfaya, le cosiddette Montañas del Fuego (Montagne del Fuoco) le cui imponenti sagome sono visibili un po’ ovunque, compagni di viaggio costanti della tua visita.
I coni vulcanici più importanti del parco sono la Montaña de Timanfaya, la Montaña Rajada, la Caldera del Corazoncillo, il Volcán Nuevo del Fuego o del Chinero e le Calderas quemadas, che nel complesso costituiscono una vera e propria ‘strada dei vulcani’ che puoi esplorare in tanti modi diversi.
Le visite disponibili nel Parco Nazionale di Timanfaya
Puoi esplorare il parco a piedi, in autobus turistici oppure a dorso di un cammello o di un dromedario, seguendo diversi percorsi. Prima di iniziare il tuo viaggio, ti consigliamo di andare al Centro visitatori di Mancha Blanca dove potrai trovare informazioni e programma che ti saranno utili nel corso della visita.
Se scegli di muoverti a piedi puoi percorrere la Ruta de Tremesana e la Ruta del litoral, così chiamata perché si tratta di un percorso parallelo alla costa. Passeggiando sarai sempre accompagnato da piante di licheni, le uniche abbastanza forti da resistere alle condizioni geologiche non proprio favorevoli del parco di Lanzarote, da bizzarre formazioni di roccia e strati di terra rossi, arancioni e gialli. Ti sembrerà davvero di essere in un altro mondo, un mondo tutto fatto di fuoco e vulcani, dove non mancano neanche… i geyser.
Se i più famosi sono indubbiamente quelli del nord Europa e soprattutto dell’Islanda, in quanto a bellezza i geyser di Lanzarote non hanno niente da invidiargli, e nel parco ce ne sono alcuni davvero impressionanti concentrati soprattutto sull’isolotto di Hilario.
I sapori del parco
E se ti dicessimo che nel parco di Timanfaya potresti concederti anche delle esperienze di gusto? Non esserne stupito, e sappi che siamo in una zona dalla forte vocazione vitivinicola dal momento che le emissioni vulcaniche hanno a loro modo reso la terra incredibilmente fertile e ideale per l’impianto di vigneti, che coprono intere colline in luoghi come la vicina città di La Geria.
Non solo, all’interno del parco troverai il particolare ristorante Ristorante El Diablo che porta la firma di César Manrique e dove potrai gustare soprattutto specialità alla griglia. Pur non avendo un menù ricchissimo, andare al Ristorante El Diablo è una esperienza unica nel suo genere, a partire dalla sua architettura; costruito nel 1970, l’edificio ha una pianta circolare con facciate in vetro che regalano delle viste impressionanti sul paesaggio vulcanico circostante. La costruzione è inoltre interamente rivestita in pietra a secco che riprende ed esalta i toni scuri del materiale vulcanico.
Sempre opera di Manrique la figura di un diavolo di ferro ossidato che quasi all’improvviso appare in luoghi strategici delle Montagne del Fuoco e che ne rappresenta il simbolo archetipico, chiara allusione alla loro natura vulcanica.

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