Alcatraz, la fuga quasi impossibile
La prigione del mito, delle leggende e delle fughe rocambolesche, dopo decenni dalla chiusura evoca ancora tante suggestioni
Alcatraz Shutterstock.com
L’isola di Alcatraz spunta solitaria nella Baia di San Francisco, e proprio qui si trovava il carcere di massima sicurezza più famoso degli Stati Uniti. Anche se dismesso da decenni, “the Rock”, o “the Bastion”, come viene tutt’oggi chiamato, resta nell’ideale collettivo un mondo a parte dal quale è impossibile fuggire, nonostante disti solo 2 km dalla terraferma. Il carcere di Alcatraz fu veramente per anni un’isola distante dalla realtà, abnegazione della libertà. Di questo luogo si narrano storie e leggende, ma anche rivolte e peripezie: furono 36 i prigionieri che tentarono la fuga e soltanto 5 riuscirono nel loro intento. A cinquantacinque anni dalla chiusura, questo luogo mantiene tutta l’atmosfera di un tempo e visitarlo è un’esperienza che permette di conoscere la storia e di stimolare l’immaginazione.
Alle origini del mito
Il nome “Alcatraz” deriva dall’intuizione del cartografo spagnolo, Juan Manuel Diaz, che per primo realizzò la carta della baia di San Francisco e scelse per l’isola un toponimo che si rifaceva alla sua fauna: i pellicani, gli “alcatraces”. Durante il periodo della corsa all’oro, nella seconda metà dell’Ottocento, venne eretto un faro sull’isola per illuminare le rotte dei cercatori che arrivavano da mare. Attorno al ciclope luminoso sorsero una manciata di edifici soprannominati “Cittadella” o “Fort Alcatraz”.
L’isola fu un punto strategico durante la guerra civile americana del 1861, venne adibita a deposito di armi da fuoco e per la prima volta divenne luogo di detenzione per alcuni prigionieri di guerra confederati. Solo nel 1907 Alcatraz venne dichiarata ufficialmente Wester U.S. Military Prison, prigione militare dell’Ovest degli Stati Uniti. Pochi anni dopo venne abbattuto il vecchio faro e il forte fu totalmente modificato: furono costruite delle celle sotterranee e una grande struttura detentiva, la stessa che oggi è possibile visitare.
Prigione federale di massima sicurezza
Nel 1934 Alcatraz divenne prigione federale di massima sicurezza e la sua fama travalicò i confini dell’isola per raggiungere L’America e il mondo intero. Tutti conoscevano il penitenziario come il luogo di detenzione tra i più rigidi del pianeta, e qui scontarono la pena i peggiori criminali come il noto Al Capone, e quelli più recidivi con la perenne voglia d’evasione che avevano già tentato la fuga da altri penitenziari.
Da Alcatraz era impossibile sfuggire, o quasi. L’isolamento in un carcere di massima sicurezza in mezzo alle acque gelide dell’oceano dovevano essere deterrenti sufficienti ma che non bastarono per evitare alcune rocambolesche evasioni, come quella di Theodore Cole e Raph Roe nel 1937, i quali tentarono la fuga con degli pneumatici rubati dove lavoravano, all’interno delle officine del carcere. Oppure la leggendaria “Fuga da Alcatraz” di Frank Morris e dei fratelli Anglin, scappati dal penitenziario allargando il condotto di aerazione delle celle con un cucchiaio da cucina, anni di paziente lavoro mentre costruirono anche una zattera, assemblata con materiali di fortuna, la quale consentì loro di fuggire. Era l’11 giugno 1962 quando scomparvero tra le nebbie della baia, fenomeno ricorrente in quel tratto di mare. Le condizioni burrascose del mare fecero presumere l’affogamento e degli altri evasi si persero completamente le tracce.
La struttura
La struttura del carcere di Alcatraz è tutt’oggi visitabile. Il complesso conta 348 celle nei blocchi principali, 36 celle di segregazione e 6 celle di isolamento. Quelle più anguste misurano 4 metri quadri, ma le peggiori sono altre, quelle che che venivano chiamate “The hole”. “Il buco” era la cella di massimo isolamento, e tutte quelle di questo genere erano disposte nel seminterrato. Non prevedevano luce, non c’era il letto e la pulizia era inesistente. Questi spazi erano destinati ai peggiori criminali che non rispettavano le regole del carcere, celle come un luogo dell’oblio per il totale alienamento e annientamento della persona. Oggi le regole per la detenzione sono cambiate, anche nei casi estremi, ma Alcatraz descrive ancora la sua storia nei muri anneriti dal tempo.
Come arrivare
Per arrivare all’isola di Alcatraz, la partenza è dal porto di San Francisco, per arrivare al porto, prendere la linea F del tram. Le linee dei traghetti dedicati a questo tragitto partono dal molo numero 33.

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