Grande attesa per il primo dei nostri parchi dell'Ovest e la grande aspettativa non viene tradita. Appena fuori Las Vegas siamo in pieno deserto; strade larghe, semi vuote, guidare è un vero piacere, e lo stress del traffico milanese è
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Vedi tutto un lontano ricordo.
Dopo circa un'ora di viaggio il paesaggio cambia, diventa montuoso, tendente al rosso e ricorda i famosi film western americani. Arriviamo così allo Zion National Park: la posizione è incantevole, il visitor center è situato nel mezzo di una vallata circondato da montagne rocciose rosse, quasi di forma dolomitica. Imbocchiamo la strada che percorre la vallata, fermandoci di tanto in tanto per ammirare il paesaggio e fare fotografie; purtroppo il sole sta scomparendo dietro le nuvole e i colori perdono un po.
Le cime sono bellissime e superano i 2000 mt, con nomi fantasiosi quali Courth of Patriarchs (un brevissimo sentiero porta ad un punto panoramico), Altar of Sacrifice, The Great White Throne.
Lungo la vallata scorre un fiume, il Virgin. Facciamo così una passeggiata di circa 1 ora tra andata e ritorno, un bel sentiero (Emerald Pools Trail) che prima attraversa il fiume, poi raggiunge un laghetto dove dovrebbe esserci una cascatella, ma il periodo è secco e non resta che un filo d'acqua; quindi il sentiero si inerpica tra roccie giganti, fino ad arrivare ad un pianoro da dove si gode un bellissimo panorama sulla vallata e su tutte le cime.
Un senso di pace immenso.
La giornata è quasi finita, raggiungiamo il nostro motel all'entrata del parco dove la piccola piscina è circondata da questo supremo paesaggio. Ceniamo poi in un ristorantino all'aperto a base di carne alla griglia ammirando un bellissimo tramonto, con le montagne che si tingono di rosso vivo.
L'atmosfera è da puro Far West.
La strada che lascia lo Zion in direzione Bryce Canyon è spettacolare; è una strada con asfalto rosso che sale fino ad un passo, fino quasi a sfiorare le cime. Qui si possono ammirare i Mesa, alture a forma di cono levigate dal vento.
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