Leone Morente di Lucerna, la forza di un giuramento
La “fiera” di Lucerna scolpita nella roccia, uno dei monumenti più commoventi d’Europa dove i sentimenti animano la pietra
Leone morente Keitma / Shutterstock.com
La bellissima città di Lucerna, nell'omonimo Cantone svizzero, richiama ogni anno numerosi turisti attratti dalle placide acque del lago Dei Quattro Cantoni su cui si affaccia una corona di montagne innevate. L'architettura medievale del centro è un ricamo urbano, in cui si susseguono torri, mura, ponti, piazze, chiese e case affrescate. Una delle tappe imperdibili nei pressi di questa storica città è il monumento al Leone Morente, situato nel suggestivo contesto di una cava di arenaria, in una nicchia alta 10 metri scavata nella roccia.
Il leone ferito, simbolo di forza e orgoglio
Il Leone Morente è un progetto dello scultore danese neoclassico Bertel Thorvaldsen, grande rivale di Canova, che con la figura allegorica del leone ferito a morte riesce a coinvolgere l'immaginario e a trasmettere la forza anche nel sacrificio. Lo scultore Lukas Athorn realizzò l'opera tra il 1820 – 1821, cogliendo i dettagli e restando fedele agli intenti del suo progettista. Il monumento incanta, fa volare la fantasia, loda e sublima gli ideali così come scritto sul frontone sopra la nicchia "Helvetiorum fidei ac virtuti", ricordando i nomi degli ufficiali deceduti e di quelli sopravvissuti e il numero approssimativo delle vittime (DCCLX = 760) e dei superstiti (CCCL = 350).
Il leone venne realizzato in marmo e giace sul fianco ferito a morte: il capo è abbassato sullo scudo di Francia che sembra voler proteggere con gli artigli fino allo stremo, la zampa destra sulla freccia spezzata, a lato lo scudo svizzero. Il monumento commemora il sacrificio delle Guardie Svizzere al servizio del Re di Francia, trucidate a Parigi nel 1792 durante l'assalto rivoluzionario al Palazzo delle Tuileries in cui i soldati resistettero strenuamente per favorire la fuga della famiglia reale. Prodi disposti a morire ed essere massacrati pur di non tradire il loro giuramento di fedeltà. L'opera è di grande impatto emotivo, traspare tutta la sofferenza della sconfitta e del dolore ma anche l'orgoglio di essersi sacrificati fino all'ultimo in difesa di un ideale ed ora aspettare con fierezza la morte.
La forza del ricordo
L'idea di realizzare un monumento commemorativo al migliaio di Guardie Svizzere trucidate nell'attacco di Tuileries a Parigi durante la Rivoluzione Francese, fu del maggiore Pfiffer von Altishofen, che trovandosi fortuitamente a Lucerna in quei giorni, sopravvisse ai suoi commilitoni e pensò come onorarne la memoria e il sacrificio. La sua idea trovò molti consensi ed oboli da parte di monarchi e di privati ma fu realizzabile solo nel periodo della "Restaurazione", quando nel 1815 la Svizzera riacquistò la sua indipendenza dal dominio di Napoleone, il condottiero non avrebbe certo visto di buon occhio un monumento per chi aveva difeso la monarchia.
Il progetto dell'opera fu affidato a Bertel Thorvaldsen che recatosi a Lucerna ideò luogo e dettagli stendendo le prime bozze. Si tralasciò l'idea di usare il bronzo come materiale e si preferì il marmo ispirandosi alle statue dell'antichità. Non essendo stato pagato come dovuto, la completò nella sua bellezza ma variò la forma della nicchia dandole la sagoma di un maiale a rivalsa del denaro non pattuito. Certa è la profonda emozione che suscita come disse Mark Twain: "Il pezzo di pietra più triste e commovente al mondo".
Come arrivare
Il monumento si trova a poca distanza dal centro storico di Lucerna, l’indirizzo è Denkmalstrasse 4.
È possibile arrivare comodamente anche in autobus. Dalla stazione Centrale di Lucerna: linee 1 (Maihof), 19 (Kantonsspital/Friedental), 22 (Perlen/Inwil) o 23 (Dierikon-Root). Fermata “Löwenplatz”.

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