Vivendo a Ouidah, Benin, ma essendo a pochi passi dal confine, ho l'occasione spesso di andare in questa città , Lomè, una volta chiamata "la perla dell'Africa nera", ma ora veramente in disarmo, sfiancata da più di trant'anni di dittatura.
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Vedi tutto Provenendo dal Benin, paese carico di entusiasmo politico e voglia di fare, ho trovato un Togo ripiegato su sè stesso, incapace a prendere il proprio destino e la propria strada. Incosciamente, mi sono ritrovato, forse non a caso, al mercato dei feticci: il mercato all'ingrosso per stregoni, sorciers e feticheurs, le tante pelli di animali seccate, e i teschi di scimmia, facevano giusto controltare ala sporcizia e noncuranza vista per le strade. Allora che il Togo tutti lo conoscono, mentre il Benin nessuno sa nemmeno dov'è. E la mitica spiaggia di Lomè?: in relatà non ci sono stato, dopo aver passato la zona industriale ho pensato che solo un pazzo poteva bagnarsi in quelle acque, meglio dunque ritornare verso il Benin e fermarsi alla città prima di riattraversare il confine: Anehò, qui in una spiaggia deserta e qualche ragazzo che ti porta noci di cocco, mi sono un pò riappacificato con questo paese...L'unica cosa che ho notato e il relativo buon prezzo rispetto al sud del Benin, effettivamente la vita è meno cara che a Ouidah o a Cotonou, ma è anche vero che ormai il Togo è terra d'immigrazione nel suo piccolo vicino: vuoi per l'instabilità politica, vuoi per la voglia di fare dei beninesi.
Qui di seguito allego alcuni consigli per chi vuole visitare il Benin allora:
anni fa ho visitato il sudamerica (Messico, Guatemala, ecc), poi sono ritornato sull'Africa, dapprima in gruppo, poi avendo fatto famiglia giù, da solo. A mio avviso girare da solo è molto più incasinante e stressante l'Africa, vuoi sia per i collegamenti (orari fantasiosi, mancanza di rete ferroviaria adeguata, prezzi variabili ad personam), sia per la difficoltà di penetrare in un modo di pensare assai diverso dal nostro. Per noi se una cosa è rossa, è di colore rosso...nell' Africa nera non è detto, potrebbe essere un giallo scuro, un rosa ammuffito ecc. ma mai rosso! in sostanza quello che voglio dire è che il viaggio da solo è pensabile, ma occorre mettere in chiaro alcune cose: potrebbe essere deludente dal punto di vista turistico e paradossalmente umano: mi spiego meglio: le cose belle le puoi vedere solo se te le mostrano e molte volte le cose più vere sono in posti non segnati dalle guide turistiche; aspetto umano: pur conoscendo perfettamente le due lingue( inglese/francese), saresti fregato, buggerato (per loro non sei altro che un portafoglio ambulante che gira), e questo è riferito a tutte le persone che incontrerai e che ti mostreranno amicizia (non saranno mai disinteressate...). dico questo per esperienza, personalmente amo il Benin sopra ogni altra cosa, ma sono pur sempre bianco, e quindi anche se parlo perfettamente la lingua, vesto e mangio come loro, e conosco i prezzi, solo facendo valere le mie ragioni, riesco ancora oggi a non essere fregato; per cui se tu vai da solo rischi che la tua vacanza sfori di parecchio il tuo budget previsto. Detto questo l'Africa è il più bel continente del mondo, e anche se giri da solo non sarai mai in solitudine.
Ghana: mai andato, quindi non ti so dire niente; l'unico contatto che ho è di un giovane spagnolo che è arrivato da noi da Accra, dopo che gli avevano fregato quasi tutti i soldi, credo comunque valga la pena di visitarlo;
Togo: l'ho visitato adesso, Lomè e dintorni, mi è sembrato paradossalmente più povero del Benin ( in ogni caso la frontiera è a un'ora da casa nostra); è sicuramente più a buon mercato per quanto riguarda il mangiare e il dormire, per i trasporti non ho riscontri diretti, ma direi che è come in Benin (caro)
Benin:
si mangia e si beve bene con 5 euro a pasto, se invece vuoi rischiare nei chioschetti sulla strada, anche con 1 euro e mezzo (vaccinazioni: epatiti, tifo ecc necessarie in questo caso)
si dorme mediamente con 12/14 euro in hotel (però se vieni da noi abbiamo la possibilità di farti dormire sempre presso famiglie e paghi + o meno 9 euro)
trasporti:
qui comincia la dolente nota: treno improponibile a meno che tu non abbia a disposizione un mese per il Benin, allora potrebbe essere molto caratteristico vedere il treno che si ferma in tutti i villaggi....
autobus: esistono autobus di linee private che fanno le lunghe tratte (400 km si spende 12 euro), vanno prenotati con un giorno di anticipo
taxi brousse: pericolosi, scassati scomodi e cari come l'autobus, ma prendibili in ogni momento, basta aspettare che il taxi sia pieno ( un'automobile da 5 posti ne carica 9 di persone: uomo avvisato...)
noleggio auto: consigliabile prenderlo con autista, altrimenti la polizia, i doganieri, la gendarmeria ecc ti fermeranno sempre e comunque e se non ti accorgi (credimi è facilissimo) di un loro posto di blocco sono guai....costo sui 80 euro al giorno più la benzina (considera altri 20/30 euro al giorno);
non voglio obbligarti a fare il viaggio in gruppo, ma credo che come prima esperienza africana, sia decisamente la cosa più ragionevole, (sia per la sicurezza, sia per le finanze, sia dal punto di vista turistico) poi una volta stabiliti dei contatti, o delle idee, il tuo viaggio si può sempre prolungare. Lo dico per esperienza, in quanto molti giovani pensano che girare l'Africa nera sia come andare con l'interrail....
detto questo se deciderai di venire da solo sappi che a casa nostra è sempre aperta ( mi darai le tue coordinate e ti verremo a prendere all'aereoporto, non ci sono taxi come dicono le guide turistiche....e i voli arrivano quasi tutti di notte al buio).
BENIN E TOGO
arrivo in tarda serata a Cotonou, trasferimento nella notte a Ouidah; cena e a letto
Visita di Ouidah, con i taxi-moto: Foresta Sacra, Tempio del Pitone, questo per un primo contatto con il voodoo, per meglio comprendere l’ambientazione del nostro viaggio. A seguire il Forte Portoghese, usato per il commercio degli schiavi, ora perfettamente traformato in museo del voodoo e della storia della tratta negriera. Ouidah è stato uno dei centri maggiori di imbarco di questo continente, vedremo come questa ferita ancora incide nella società africana e nell’animo intimo delle persone afro-americane. Pranzo alla Maison e poi ci metteremo sulla strada che gli schiavi dovevano affrontare prima di essere imbarcati : piazza cha cha, così chiamata in onore del Vicere’ di Ouidah (Francisco De Souza), un meticcio porto-brasiliano, fratello di sangue del re del Dhaomey, e vero e proprio “motore” di uno dei più importanti imperi dell’Africa Occ. Proseguo nel “cammino”, fermata all’interno del quartiere brasiliano, alla Casa Zomai ( o casa oscura), e alla fossa comune, dove ci sono ora due ceppi a ricordo di questa tragedia. Arrivo alla Porta del Non Ritorno, visita della bellissima spiaggia: possibilità di entrare al Museo della Negritudine. Ritorno in città tardo pomeriggio, andremo a vistare un museo che ospita una mostra dedicata alla Donna Africana, vero pilastro di questo continente.
Il giorno dopo visita di Port Novo, capitale amministrativa del Benin. Visiteremo il Museo etnografico, piccolo gioiellino per capire le varie etnie e le usanze di questo paese. Seguirà la visita al Palazzo del Re Toffa (dal nome dell’ultimo re libero), e capiremo come si viveva ad una corte di un regnante nei secoli scorsi. Pranzo e poi al pomeriggio visita al Centro Shongai: scuola di agraria biologica e sperimentazione di nuovi sistemi di coltivazione e di stili di vita , soprattutto per le popolazioni che vivono in brousse. In serata ritorno alla Maison.
Si va a Ganviè, la Venezia d’Africa, una popolazione di 25000 abitanti. Si tratta di un’etnia (i tufini) che inseguiti dai Fon, per essere venduti come schiavi, si rifugiarono sulla laguna: i guerrieri Fon non potevano cadere in combattimento nell’acqua, pena la perdita dell’anima nell’acqua stessa, questa credenza salvò i tufini e diede inizio ad una serie di villaggi sulla laguna, di cui il più famoso è Ganviè. In serata ritorno a Ouidah
Si parte al mattino presto, per il confine con il Togo, dove si prevede di armarsi di pazienza per avere i visti e arrivare quindi a Lomè: la capitale. Qui visiteremo il Museo Nazionale, famoso per le “pietre tonanti”, pietre considerate magiche dalla popolazione. Proseguo nella visita della cità ed arrivo al mercato dei feticci (tutto per lo stregone fai da te…). Ritorno, ci fermeremo a Aneho, vecchia capitale del Togoland, e altro famoso porto d’imbarco di schiavi.
visiteremo il castello di Abomey, capitale dell’impero Dhaomey, il più grosso impero dell’Africa occ. , capace di tenere testa ai francesi per quasi un secolo. Il regno era famoso per utilizzare un’armata temibile e spietata, le terribili amazzoni: donne guerriero, votate e addestrate solo per morire in guerra. (emancipazione anticipata o in realtà un altro sfruttamento?…). Il castello di Abomey si estendeva su circa due ettari, questo per darvi l’idea della grandezza dell’impero: è stato restaurato anche con contributi italiani. Si potranno vedere i troni degli antichi regnanti. All’interno funziona un’ottimo laboratorio di artigianato, e i prezzi sono più conveniente che al Sud. Visita infine di un villaggio non turisticonei pressi. Ritorno a Ouidah in serata
b. Mattina presto partenza per Cotonou, qui prenderemo l’autobus linea Confort
Per il trasferimento al Nord. Il bus farà una breve fermata fisiologica nella cittadina di Dassa, noto santuario mariano dell’Africa occ. Meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli cattolici.Arrivo a Djougou nel tardo pomeriggio, qui saremo alloggiati in un piccolo hotel, e saremo accuditi da una giovane coppia: Angel e Yves
Breve visita al dispensario di Papbegou, quindi fermata al mercato di Copargo località simbolo per una battaglia divenuto poi già storia di come una popolazione abbia difeso i propri valori e proprie tradizioni.Quindi un po’ di trekking e arrivo infine al villaggio dei Taneka sulle colline dell’Atakora. Conoscenza con il re, visita educata (pensate all’impatto di dieci persone che arrivano in casa vostra con macchine fotografiche e telecamere; quindi usare il massimo rispetto, e attenti a dove mettete i piedi, è pieno di piccoli santuari sacrificali). Arrivo alla Grotta sacra, spendida vista sulla savana. Al pomeriggio visita del lebbrosario e orfanotrofio gestito da suore Nda; visita di Barei villaggio non turistico, visita di un laboratorio di vasi in terracotta fatti sensa tornio. Se il Re di Djougou sarà presente, visita a corte.
Visita di , faremo il museo velocemente, e poi incontro con Francosie, cooperante ong, dedita all’alfabetizzazione delle donne nei villaggi, e a seguire i piccoli progetti agricoli svolti da gruppi di donne. Visita dell’etnia dei Tata Somba, chiamati i “castellani d’Africa” per via delle loro capanne a più piani a forma di castello. Entreremo in un villaggio, sempre con molto rispetto…Infine visita alle cascate di Kota, ( non le cascate Vittoria, ma sicuramente un modo per rinfrescarsi nell’arsura della savana.) Ritorno a Djougou.
partenza mattina presto con l’autobus Confort e ritorno a Cotonou nel pomeriggio. Di lì con mezzi locali arriveremo a Ouidah in tempo per la festa che si svolgerà nella Maison dell’ultimo dell’anno. Danze e canti fino all’alba.
Riposo e relax al mattino; al pomeriggio visita del Lac Oueme’, visita di un villaggio. A sera incontro con lo scrittore e regista Jules Nago. Proiezione di un suo corto- metraggio.
mattina incontro a Cotonou con l’ong Afamies, che si occupa di far studiare i bimbi che lavorano all’interno del mercato Danktopka e di micro-credito alle donne nel mercato, uno dei più grandi dell’Africa Occ. Segue visita all’Hall des Arts (souvenir per tutti i gusti).
Ritorno a Ouidah, pomeriggio relax alla spiaggia di Ouidah; sera partenza per laereoporto per il primo gruppo.
visita di Grand Popo le più belle spiaggie del Benin, segue visita di Guezin villaggio lacustre non turistico, vista di Heve’ villaggio voodonsi non turistico.
http://www.webalice.it/flavio.nadiani
Voto complessivo