Medina: la guida completa e aggiornata
Guida Medina, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Medina, in arabo al-Madina al-munawwara, cioè la città illuminatissima, si trova in Arabia Saudita, nella regione dell’Hijaz e occupa un’oasi verdeggiante e fertile con una ampia pianura. I suoi abitanti sono poco meno di un milione. Dista circa 200 chilometri dal Mar Rosso, tramite il solco dello Uadi Safra, alla cui fine c’è il porto di Yanbu al-Bahr.
Temperature molto elevate che superano di media i 30°C, tra novembre e febbraio, con picchi elevati fino a oltre 40°C negli altri mesi. Può accadere che le temperature notturne siamo più basse, aggirandosi sui 15-16°C. La pioggia è un evento raro.
La città è molto antica, tanto che è citata con il nome di Yathrib in alcune cronache assire risalenti al IX secolo avanti Cristo. I Romani la chiamavano Yatrippa, nelle mappe realizzate nelle esplorazioni della penisola arabica al tempo dell’imperatore Augusto. Esplorazioni decisamente importanti, poiché quella era la zona da dove passavano le carovane che portavano l’incenso, assai prezioso per i tempi.
In zona c’erano diverse tribù di origine ebraica che si dedicavano anche all’agricoltura nei territori fertili dell’oasi nonché alla produzione e al commercio di gioielli in oro e argento e oggetti in ferro tra cui spade e coltelli.
Con l’arrivo di genti arabe, l’equilibrio dell’antica Yathrib cominciò a vacillare: dopo un periodo di pace apparente, l’area fu scossa da violenti battaglie, soprattutto con la giornata di Bu?ath, la yawm Bu?ath in arabo. Per pacificare gli animi, nel 620 viene chiamato il profeta Maometto che si stanziò nella cittadina, anche perché nella sua città di origine, La Mecca, non accettavano le sue predicazioni relative alla nuova religione monoteista che egli professava. L’arrivo anche dei suoi seguaci avvenne a partire dal 16 luglio 622, anno in cui inizia l’Egira (il trasferimento) dei musulmani nella città che cambia il suo nome in Medina, cioè la città del profeta.
Nei primi tempi, tra gli abitanti di diverse fedi, si registrò un patto pacifico di convivenza ma la prima comunità dei Musulmani, la Umma, prende sempre più piede ed è qui che si decidevano le più importanti sorti della storia islamica degli esordi. Ed è qui che il profeta morì e fu sepolto, per cui la città è considerata santa, visitata dai fedeli Musulmani nel corso di un pellegrinaggio che si può effettuare tutto l’anno e non è obbligatorio come quello verso La Mecca, che tutti i credenti, secondo i precetti della loro religione, devono effettuare durante la loro vita.
Nel 1517 è dominio dei Turchi, tra il 1804 e il 1812 dei Wahhabiti (rigorosamente rispettosi delle regole religiose), che la contesero fino alla prima guerra mondiale anche agli Egiziani. Nel 1924 diventa parte del regno degli Wahhabiti che conquistano il potere in Arabia Saudita.
Economia agricola e di turismo religioso per Medina, che è pure sede della Islamic University of al-Madinah al-Munawarah e della Taibah University.
Tra gli eventi, da ricordare la Festa Nazionale il 23 settembre, e i due appuntamenti religiosi, la Eid Al Fitr, celebrata alla fine del mese lunare di digiuno di Rama?an, e la Eid Al Adha, la festa del sacrificio, che cade nel decimo giorno del mese di Dhul-Hijjah (il dodicesimo mese del calendario lunare islamico) e celebra il pellegrinaggio alla Mecca.
A Medina, via libera a una cucina internazionale, ma se si vuole rimanere sul classico, i piatti tipici sono datteri (anche ripieni di mandorle tritate) e latte di capra o di cammello, ma anche quelli ricchi di spezie, come la abu laham, una specie di pizza rotonda condita con carne, porri e tahina, salsa a base di sesamo. Molto apprezzati anche la mutabbaq, pasta ripiena di carne tritata, le lahuh, crepes con carne e yogurt, i sambusak, fagottini di pasta sottile riempiti con carne o verdure e fritti. Tra le salse, c’è la duqqus, piccante a base di coriandolo fresco, peperoncino, aglio, pomodoro e succo di limone, che si accompagna a diverse pietanze assieme al riso. Da bere, il the alla menta. Gli alcolici sono proibiti.
A Medina, l’ingresso ai non musulmani è vietato. Da ricordare che il venerdì è giorno di riposo e di preghiera.



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