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10 motivi per cui anche tu dovresti andare in vacanza in autunno in Abruzzo  

Borghi mozzafiato, foreste incantate e tanto foliage: sono queste le attrazioni abruzzesi da non perdere in autunno

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C’è un Abruzzo che si fa amare tutto l’anno, con la maestosità delle sue montagne, la purezza dell’Adriatico e le sconfinate aree verdi disseminate qua e là da borghi incantati. Una regione sempre e comunque a misura di turista, anche e soprattutto nei colori unici dell’autunno.Foliage, prime nevi, relax e tranquillità. Una bassa stagione che si rivela perfetta per visitare quei tesori magici che questo angolo d’Italia offre. Scopriamo allora quali sono le 10 attrazioni, le 10 cose da fare in Abruzzo in autunno che non dovete perdere per nessun motivo al mondo.

Campo Imperatore, il piccolo Tibet d'Abruzzo

10 motivi per cui anche tu dovresti andare in vacanza in autunno in Abruzzo

Una piana enorme, lunga decine di migliaia di chilometri, che si erge fino a 2.100 metri di quota, ai piedi di sua maestà Gran Sasso. Ecco Campo Imperatore, una gemma tutta abruzzese da scoprire in ogni stagione: in inverno con gli sci, in primavera con le ciaspole, in estate a cavallo e, in autunno, a piedi o in E-Bike. C’è anche una sorta di malinconia nel visitarlo a novembre, dato che proprio questo è l’ultimo mese in cui si può raggiungere la cima in automobile; alle prime nevicate consistenti, infatti, la strada d’accesso viene chiusa, lasciando l’immensità del pianoro all’uso esclusivo della fauna selvaggia fino a maggio. Un’escursione qui ha tutto un altro valore.

Punta Aderci, il simbolo dell’Adriatico abruzzese

10 motivi per cui anche tu dovresti andare in vacanza in autunno in Abruzzo

Una riserva naturale regionale, una lingua di terra verde affacciata su uno degli scorci più belli della Costa dei Trabocchi. A Punta Aderci il mare è limpidissimo, ma non ne avevamo dubbi. Quello che più si ammira è il panorama dal balcone con staccionata: lo specchio blu, le scogliere a strapiombo – che ricordano altri lidi - le colline chietine e il profilo inconfondibile della Majella. Il modo migliore per scoprire Punta Aderci in autunno è a cavallo. D’altronde la quasi totale assenza di turisti permette di cavalcare fino alla riva, sfruttando le strade di ghiaia e terra che disegnano i confini del parco. E poi non dimentichiamoci Vasto, lo splendido borgo antico che domina tutto il territorio meridionale, fino al confine col Molise. Da visitare, soprattutto il caratteristico centro storico.

Il Bosco di Sant'Antonio, regno del foliage

10 motivi per cui anche tu dovresti andare in vacanza in autunno in Abruzzo

Nel territorio comunale di Pescocostanzo sorge un luogo, un’oasi diciamo, che rappresenta un perfetto esempio di conservazione naturale: è il Bosco di Sant’Antonio, paesaggio fiabesco ai limiti della realtà. 17 ettari di foresta, una delle faggete più importanti e panoramiche d’Abruzzo, con una storia millenaria intrisa di leggende e verità. In antichità era un luogo sacro votato agli dei, dedicato a Giove soprattutto; oggi è una perla turistica di sicuro interesse, tutto l’anno. Le attività all’aria aperta, le escursioni, la commistione tra sentieri e praterie incontaminate attirano gli appassionati dello slow tourism, che in autunno possono godere qui di un foliage senza eguali. Colori inimitabili e che resistono pochissimo alla caducità del tempo, dato che già da dicembre questo splendido luogo diventa teatro di alcune piste da sci di fondo più belle del centro Italia. Che aspettiamo?

Santo Stefano di Sessanio, il borgo diffuso

10 motivi per cui anche tu dovresti andare in vacanza in autunno in Abruzzo

Abbiamo accennato al turismo lento e a quella voglia implicita di scoprire passo dopo passo le bellezze che la nostra terra ci offre. L’Abruzzo è in qualche modo la meta perfetta, perché si può unire facilmente tutti i tipi di paesaggi e tesori possibili. Ed ecco quindi che arriviamo a Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi che sovrastano il mitico Altopiano di Navelli. Centro medievale ma dalla storia millenaria, condito da stradine romantiche e vicoli in pietra. D’altronde non è un caso se appartiene al club dei borghi più belli d’Italia. Nell’ultimo periodo questo paese è salito alla ribalta per l’iniziativa locale di ripopolamento, che offre una casa (quasi) gratis e fino a 40 mila euro a fondo perduto a tutti gli under 40 che si vorranno trasferire e avviare un’attività nel territorio comunale. Una bella somma anche per chi vuole cambiare vita, preferendo la calma, la tranquillità e la vita di montagna – siamo a più di 1.200 metri di altezza – allo stress della città. Se invece preferite una visita sporadica, ricordatevi di non mancare all’appuntamento con la tavola: prelibatissimi legumi locali, il pluripremiato zafferano di Navelli e una chicca, il pecorino canestrato del vicino Castel del Monte. E buon appetito!

A spasso nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

10 motivi per cui anche tu dovresti andare in vacanza in autunno in Abruzzo

Uno dei tre parchi nazionali – gli altri sono quelli del Gran Sasso e della Majella – presenti sul territorio è l’”Abruzzo, Lazio e Molise”. Ultimo baluardo per la conservazione di alcune specie autoctone, come l’orso marsicano e il camoscio appenninico, e fiero portatore sano di gioielli paesaggistici. E’ difficile fare una cernita delle attrazioni senza tralasciare qualcosa, ma, visto che parliamo di autunno, ci sono 3 luoghi che meritano di sicuro un’attenzione maggiore. Il primo è la mitica camosciara, una riserva naturale dedicata alla tutela ambientale, dove non è raro incontrare sui sentieri cervi, caprioli e camosci, appunto. Sita nel territorio di Civitella Alfedena, questo luogo è perfetto anche per osservare il foliage.
Foliage che torna consistente anche se parliamo di Forca d’Acero, il valico d’accesso all’Abruzzo – dal Lazio. Qui le curve stradali disegnano un’attrattiva tra i boschi unica per i bikers; per gli escursionisti puri, invece, segnate in agenda l’oasi di Macchiarvana, un locus amoenus ottimo anche per cogliere funghi ed erbe officinali.
Infine è impossibile non citare il lago di Barrea e il borgo di Villetta Barrea, due luoghi che meritano una visita soprattutto nei mesi più calmi – e meno carichi di turisti. In bicicletta sul lungolago, ne vale davvero la pena.

Aielli, il borgo dei murales

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Ci spostiamo di qualche decina di chilometri verso l’Aquila, per incontrare un altro parco naturale di rilievo: quello regionale del Sirente-Velino. Qui, nella zona meridionale, sorge un borgo inedito, meritevole di una visita approfondita. Aielli, d’altronde, è un vero e proprio spaccato di storia marsicana. Il centro storico (Aielli alto), arroccato su uno sperone roccioso, domina la piana del Fucino sin dall’età del bronzo. Ma l’occasione che ha dato nuova linfa al paese è di epoca recente. Con il nuovo secolo, infatti, le vie del borgo sono diventate la location perfetta per opere di street art e murales, che qui trovano un sostrato fertile e tanti eventi che onorano artisti da tutto il mondo. E pensare che tutto è nato con la trascrizione del romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone sui muri della città. Insomma, un autentico incontro tra arte, letteratura e cultura, che rendono Aielli una meta assolutamente da scoprire.

L'Altopiano delle rocche all’ombra del Sirente

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Rimanendo nei confini del parco regionale Sirente-Velino, arriviamo all’Altopiano delle Rocche. Forse il paragone è un po’ ingeneroso, ma non è un azzardo accostare i paesaggi di questa piana con quelli dolomitici. In autunno è possibile scoprire in estremo relax i 3 borghi, Ovindoli, Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, senza dimenticare tutto quello che serve per una vacanza completa: escursioni di ogni tipo, spa e centri benessere e una cucina locale con i fiocchi. E, se si è fortunati, si potrebbe anche avere la possibilità di una prima sciata, magari a inizio dicembre, con gli attrezzatissimi impianti di Monte Magnola o quelli vicini di Campo Felice. Ma, tornando a quei colori che solo l’autunno può offrire, lasciatevi ammaliare dalla cima più suggestiva di tutto l’Abruzzo: il monte Sirente. Una parete rocciosa che ricorda quelle pregiatissime delle Alpi, con una marcia in più garantita dalle foreste incontaminate – e per larghi tratti inaccessibili – che si spingono fino ai 2.000 metri di quota. Una dritta furba? Fermatevi nelle zone di Fonte Anatella o dei Prati del Sirente. In particolare in quest’ultimo sito potrete osservare praterie ombrate solo dal Sirente e un cratere (oggi piccolo laghetto) di origine meteoritica.

Sulmona, la piccola capitale dei confetti

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Arriviamo così al centro più importante della Valle del Peligna, la famosa patria dei confetti, sempre in prima linea quando si parla di artigianato e oreficeria. Si tratta ovviamente di Sulmona, centro storico di immane valore artistico e culturale, cuore vivo e glamour della provincia dell’Aquila. Non solo confetti, però, dato che a Sulmona è presente una fervente vita sociale condita da feste e ricorrenze; il fatto che sia da sempre sede della diocesi locale, difatti, ha contribuito a creare un polo catalizzatore di rassegne religiose e culturali, con tanto di chiese, dimore storiche e teatri pronti a vestirsi a festa. Soprattutto nel periodo che precede il Natale. E non dimentichiamoci che negli ultimi anni un’altra attrattiva è stata prontamente tirata a lucido. Eh sì perché la famosa Transiberiana d’Italia parte proprio da Sulmona. La linea ferroviaria più alta e paesaggistica, oggi in disuso, è diventata uno degli itinerari turistici su rotaia più amati e ambiti. Sempre sold out, solitamente soprattutto nel periodo dei mercatini di Natale. Quest’anno, data l’incertezza dovuta alle contingenze pandemiche, riuscire a salire a bordo e godere dei panorami dal finestrino potrebbe avere tutto un altro sapore. Pescocostanzo, Roccaraso, Campo di Giove e, ovviamente, Sulmona vi attendono.

Rocca Calascio, l'Abruzzo del mito

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Eremi, Castelli, abbazie medievali e luoghi dello spirito completano la storia millenaria d’Abruzzo. Impossibile non citare il Castello di Rocca Calascio, classificato niente di meno che da National Geographic nella lista dei 15 castelli più suggestivi al mondo. Location di tanti film, tra i quali il pluripremiato “LadyHawke”, e punta di diamante di un’escursione da fare almeno una volta nella vita. Dentro le mura e fuori le mura, di una fortezza segnata dal tempo ma ancora incredibilmente intrigante. La vista del Gran Sasso poi, magari innevato in questo periodo, completa l’offerta. Un luogo che sa di storia e che consigliamo di raggiungere a piedi, lasciando l’auto al borgo di Calascio. 45 minuti di ripida salita fino alla rocca, sulla strada asfaltata e abbracciati da piante di timo e rosa canina. La meta vale il viaggio; la rocca, di origine medievale, è situata a quasi 1.500 metri di quota, rappresentando uno dei punti fortificati più elevati di tutta Italia. Lasciatevi da parte una giornata intera per visitare il sito, per fare più foto possibili e magari aspettare il tramonto, quando i muri e le rocce grigio chiare si coloreranno di rosa. Uno spettacolo unico.

Lago di Scanno, il lago a forma di cuore per un autunno d'amore

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Sì, lo sappiamo. Scanno è una meta sdoganata, quasi mainstream, potremmo dire, quando si parla di Abruzzo. Ma il romanticismo del lago a forma di cuore e la suggestione di boschi colorati di verde, marrone e arancio donano un’essenza totalmente diversa a tutta la zona nel periodo autunnale. Anche se forse siamo un po’ in ritardo, si sappia che questa zona (così come quella non troppo distante di Passo Godi) è perfetta per osservare e ammirare i rituali amorosi dei cervi, vera e propria attrazione del periodo settembre-ottobre. Ma, tornando al lago, un salto sul balcone da cui fare le foto al bacino splendente – il più grande d’Abruzzo tra quelli naturali – non è mai una cattiva idea. Il (giustamente) nominato sentiero del cuore, infatti, porta in un’ora e mezza fin su in cima al colle che sovrasta il versante sud. Da qui la prospettiva rende giustizia alla fama di lago dell’amore, con una vegetazione estesa ai lati che fa quasi scomparire ogni traccia antropica. Uno stato d’animo che quindi si riempie di meraviglia selvaggia e tranquillità. Cosa volere di più?

 
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