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Un palazzo lungo 170 metri domina la città ma resta quasi sempre inaccessibile: dietro le sue porte si nasconde una storia sorprendente  

170 metri di stile: questo palazzo è uno dei più grandi della città, ma solo in pochi possono visitarlo

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Capita spesso di arrivare a Prati, alzare gli occhi verso il Tevere e restare colpiti da una massa monumentale che sembra dominare tutto il quartiere. Il Palazzo di Giustizia di Roma, per tutti il Palazzaccio, è uno di quegli edifici che non passano inosservati: racconta la nascita della capitale moderna, le ambizioni dello Stato unitario, le polemiche di un’epoca e anche il volto attuale della giustizia italiana.

Roma capitale e la nascita del palazzo sul Tevere

170 metri di stile: questo palazzo è uno dei più grandi della città, ma solo in pochi possono visitarlo

Dopo il 1870, con Roma diventata capitale del Regno d’Italia, la città dovette trasformarsi rapidamente per ospitare ministeri, uffici e grandi istituzioni nazionali. In questo scenario prese forma il quartiere Prati, allora in forte sviluppo, scelto anche per la sua posizione strategica lungo il Tevere e vicino a Castel Sant’Angelo. Qui si decise di costruire un edificio che fosse molto più di un tribunale: un simbolo della nuova autorità statale. Il progetto venne affidato a Guglielmo Calderini e i lavori iniziarono nel 1889, inunclima di entusiasmo ma anche di forti aspettative. La collocazione sul lungofiume contribuì a dare al palazzo un ruolo scenografico decisivo nel disegno urbano di una Roma che voleva presentarsi finalmente come capitale moderna e autorevole.

Architettura monumentale e scoperte archeologiche sorprendenti

170 metri di stile: questo palazzo è uno dei più grandi della città, ma solo in pochi possono visitarlo

L’edificio colpisce per lo stile eclettico, con richiami rinascimentali e barocchi, pensato per comunicare solennità e prestigio. Calderini adottò tecniche allora avanzate, come il cemento armato, poi rivestito in travertino, materiale che ancora oggi definisce l’immagine compatta e chiara del complesso. Durante gli scavi emersero però testimonianze inattese dell’antica Roma: tra i ritrovamenti più celebri ci furono i sepolcri di Crepereia Tryphaena e Crepereio Euhodo. La giovane Tryphaena divenne famosa soprattutto per la straordinaria bambola in avorio rinvenuta accanto al suo corpo, un oggetto delicato e commovente che trasformò una scopertaarcheologica in una storia capace di parlare ancora oggi ai visitatori. È uno degli aspetti più affascinanti del palazzo: sotto un grande edificio del potere moderno riaffiora la memoria privata della città antica.

Il Palazzaccio tra polemiche, statue e grandi decorazioni

170 metri di stile: questo palazzo è uno dei più grandi della città, ma solo in pochi possono visitarlo

Il soprannome Palazzaccio nacque presto e non aveva un tono affettuoso: molti romani giudicavano il palazzo troppo imponente, troppo costoso e quasi eccessivo rispetto al contesto urbano. Le controversie sulle dimensioni e sulle spese accompagnarono la costruzione e segnarono a lungo la sua reputazione. Eppure proprio questa monumentalità, insieme al ricco apparato decorativo, ne ha fatto un edificio unico. All’esterno spiccano le figure allegoriche della Giustizia, della Legge, della Forza e della Fama, oltre alla scenografica quadriga di Ettore Ximenes che domina la sommità. All’interno, uno degli ambienti più rappresentativi èl’AulaMagna,decorata con gli affreschi di Cesare Maccari, dedicati alla storia del diritto romano. Qui il linguaggio artistico trasforma la funzione istituzionale in racconto visivo, rendendo il palazzo non solo sede pubblica ma anche manifesto culturale.

La Cassazione oggi, gli interni e la vista su Roma

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Oggi il Palazzo di Giustizia ospita la Corte suprema di Cassazione e il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, confermando il suo ruolo centrale nella vita giudiziaria del Paese. Al suo interno trovano posto aule solenni, uffici di rappresentanza e la preziosa Biblioteca centrale giuridica, punto di riferimento per studiosi e professionisti del diritto. Gli spazi interni, ampi e articolati, restituiscono il senso di un edificio pensato per rappresentare l’autorità dello Stato ma anche per sostenere un’attività quotidiana intensa e complessa. C’è poi un dettaglio che sorprende sempre: dalle finestre del palazzo si aprono vedute spettacolari sulla città, con scorci sul Tevere, su ponte Sant’Angelo,sulle cupoledel centro storico e su molti dei profili più amati di Roma. È anche per questo che il Palazzaccio, pur discusso fin dall’inizio, resta un simbolo potente nel cuore di Prati.

 
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