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200 anni prima che in America, il primo "Pentagono" al mondo è stato costruito in questa splendida città italiana  

Cinque lati, una grande corte interna e l’acqua tutto intorno: questo edificio settecentesco nacque con una funzione molto diversa da quella che svolge oggi.

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Nel cuore del porto storico di Ancona, la Mole Vanvitelliana sorprende per la sua geometria rigorosa: un grande pentagono regolare disegnato sull’acqua, oggi diventato uno dei simboli più curiosi e affascinanti della città. Progettata nel Settecento da Luigi Vanvitelli come lazzaretto, nasceva per isolare uomini e merci potenzialmente contagiosi, trasformando il mare in barriera sanitaria naturale e alleata silenziosa delle autorità dell’epoca. Percorrendo il perimetro o attraversando il cortile interno si percepisce ancora questa vocazione originaria, anche se le funzioni sono cambiate radicalmente. Fra esposizioni, eventi e il Museo TattileStataleOmero, la Mole è oggi un polo culturale che dialoga con il porto, con gli archi romani e settecenteschi e con la particolare geografia del promontorio anconetano. Un luogo ideale per capire, in poche centinaia di metri, come la città abbia sempre vissuto di mare, commercio e scambi.

Mole Vanvitelliana: un pentagono sull’acqua nel porto di Ancona

200 anni prima che in America, il primo Pentagono al mondo è stato costruito in questa splendida città italiana

Chi arriva alla Mole Vanvitelliana spesso non si rende conto subito della sua forma. Da terra si colgono i lunghi fronti porticati, le murature compatte, la sensazione di trovarsi davanti a una cittadella sospesa tra porto e città. È dall’alto, o osservando una mappa, che il disegno diventa evidente: cinque lati perfettamente ordinati compongono un grande pentagono regolare circondato dall’acqua.

La Mole, nota anche come Lazzaretto di Ancona, nasce negli anni Trenta del Settecento su un’isola artificiale realizzata all’interno dello scalo. Non è un capriccio formale, ma una vera infrastruttura sanitaria e portuale, pensata per gestire l’arrivo di navi, merci e persone in tempi in cui il pericolo delle epidemie era concreto. Oggi quello stesso involucro severo ospita mostre, eventi, installazioni e il Museo Tattile Statale Omero, diventando una tappa irrinunciabile in ogni itinerario alla scoperta di Ancona.

Architettura pentagonale, corte centrale e il tempietto di San Rocco

200 anni prima che in America, il primo Pentagono al mondo è stato costruito in questa splendida città italiana

La chiave per leggere la Mole Vanvitelliana è la sua organizzazione interna. Tutto ruota attorno a un grande cortile centrale, vero cuore funzionale del complesso. Gli edifici corrono lungo i cinque lati del perimetro, creando un anello continuo di spazi che in origine dovevano permettere di separare persone e merci in base al rischio sanitario, garantendo controlli e percorsi differenziati.

Al centro della corte si alza il tempietto di San Rocco, piccolo gioiello neoclassico dedicato al santo invocato contro la peste. La sua posizione, esattamente al fulcro geometrico e simbolico della Mole, racconta in modo eloquente la vocazione originaria del luogo. Intorno, i canali che isolano l’edificio dalla terraferma completavano il sistema di sicurezza: il mare come fossato naturale, la pianta pentagonale come strumento razionale per organizzare flussi, spazi e sorveglianza in uno dei porti più attivi dell’Adriatico.

Dal lazzaretto di Vanvitelli alla storia del porto di Ancona

200 anni prima che in America, il primo Pentagono al mondo è stato costruito in questa splendida città italiana

Quando Luigi Vanvitelli arriva ad Ancona, la città sta vivendo una fase di rilancio del porto sotto il pontificato di Clemente XII. L’obiettivo è rendere lo scalo più efficiente e sicuro, in un Mediterraneo dove il traffico di merci e persone porta ricchezza ma anche il rischio costante di malattie. La Mole Vanvitelliana nasce esattamente in questa cornice: un grande lazzaretto capace di isolare e controllare ciò che arriva dal mare.

Il lavoro di Vanvitelli non si limita alla Mole. Nel porto progetta anche l’Arco Clementino, in dialogo ideale con l’Arco di Traiano di epoca romana, ancora ben visibile poco distante. In pochi passi si attraversano secoli di storia portuale: dalla Roma imperiale al Settecento pontificio fino alle infrastrutture contemporanee. La Mole permette così di scoprire un Vanvitelli meno monumentale rispetto alla Reggia di Caserta, ma attentissimo a coniugare funzionalità, sicurezza e qualità architettonica al servizio del commercio marittimo.

Visitare oggi la Mole Vanvitelliana: cosa vedere e come organizzarla

Oggi la Mole Vanvitelliana è uno dei poli culturali più vivaci di Ancona. Al suo interno trovano spazio mostre temporanee, festival, iniziative espositive e il Museo Tattile Statale Omero, dedicato a un’esperienza dell’arte che coinvolge in modo particolare il tatto. L’accesso ai vari ambienti dipende dal calendario degli eventi, quindi è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale o i canali turistici della città prima di programmare la visita.

Dal punto di vista pratico, la Mole si raggiunge facilmente a piedi dal centro e si inserisce perfettamente in un itinerario che includa il porto storico, l’Arco di Traiano, l’Arco Clementino, piazza del Plebiscito e la salita verso la cattedrale di San Ciriaco sul colle Guasco. Dalle zone più elevate si apprezza l’originale geografia di Ancona, costruita su un promontorio che abbraccia il mare. Guardando in basso, quel pentagono sull’acqua racconta come un antico presidio sanitario si sia trasformato in uno spazio aperto a visitatori, arte e cultura. 

 
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