Un'imponente opera architettonica custodisce secoli di storia, migliaia di metri quadrati di affreschi e un primato mondiale.
74 metri d'altezza e 36 di diametro: in Piemonte c'è il santuario la più grande cupola ellittica al mondo
Nel cuore delle colline tra Mondovì e il Monregalese, il Santuario di Vicoforte è una tappa imperdibile per chi ama intrecciare arte, paesaggio e spiritualità durante un viaggio in Piemonte. Conosciuto come Santuario Regina Montis Regalis, custodisce la cupola ellittica più grande del mondo, un colosso barocco alto circa 74 metri che domina il piccolo centro e dialoga con le montagne sullo sfondo. Qui l’architettura monumentale incontra secoli di devozione popolare, nati attorno a una semplice immagine della Madonna, trasformata nel tempo in un grandioso complesso religioso. Oggi il santuario affascina tanto i pellegrini quanto i viaggiatori curiosi, grazie auneccezionaleciclo di affreschi mariani e a un percorso guidato che permette di salire dentro la cupola, camminando tra scale di cantiere, corridoi tecnici e scorci panoramici inattesi sulla valle e sulle volte dipinte.
Dove si trova il Santuario di Vicoforte e perché merita il viaggio

Il Santuario di Vicoforte si trova in Provincia di Cuneo, a circa sei chilometri da Mondovì, nel cuore delle colline del Monregalese. La sua sagoma imponente emerge dal paesaggio rurale, tra campi, filari e piccoli centri che introducono idealmente alle Langhe. Arrivando in piazza Carlo Emanuele I, la facciata e le quattro torri campanarie anticipano la monumentalità degli spazi interni.
Per chi viaggia in Piemonte, Vicoforte rappresenta una sosta ideale in un itinerario tra Cuneo, Mondovì e i vigneti collinari. L’elemento che lo rende unico al mondo è la cupola ellittica, primato architettonico riconosciuto a livello internazionale. Ma oltre al dato tecnico, ciò che colpisce è l’insieme: il grande complesso barocco, la dimensione raccolta del paese e la possibilità di abbinare la visita del santuario a percorsi enogastronomici e culturali nel territorio circostante.
La cupola ellittica più grande del mondo e la salita Magnificat

Il cuore architettonico del Santuario di Vicoforte è la sua cupola ellittica: 37,15 metri sull’asse maggiore, 24,80 metri su quello minore, per un’altezza complessiva di circa 74 metri. Non è la cupola più grande in assoluto, ma detiene il primato mondiale tra le strutture ellittiche, frutto di un progetto che nel Settecento mise alla prova tecniche costruttive e conoscenze statiche dell’epoca.
La geometria ovale, appoggiata su terreni con caratteristiche diverse tra il lato orientale e quello occidentale, rese necessario un complesso sistema di murature e contrafforti. Fu l’architetto Francesco Gallo, originario dell’area monregalese, a trovare la soluzione definitiva nel XVIII secolo, completando la copertura e il cupolino.
Oggi questo capolavoro si può vivere da vicino grazie al percorso guidato Magnificat. Attraverso scale interne e camminamenti storicamente usati dalle maestranze, si risalgono 266 gradini fino a circa 60 metri di altezza. Casco e imbragatura permettono di muoversi in sicurezza tra murature, strutture portanti e scorci ravvicinati sugli affreschi, normalmente visibili solo da lontano. Per chi preferisce un’esperienza più leggera, è disponibile anche un itinerario breve con 130 gradini e quota massima di circa 23 metri.
Origini, leggenda e affreschi: la storia del Santuario di Vicoforte

Prima del grande santuario barocco, a Vicoforte esisteva soltanto un pilone votivo con l’immagine della Madonna con Bambino, probabilmente quattrocentesca. Secondo la tradizione, il pilone fu voluto da un fornaciaio per ringraziare la Vergine di una grazia ricevuta e divenne, col tempo, un punto di devozione contadina nella campagna.
La svolta arrivò nel 1592 con il celebre episodio del colpo di fucile: un giovane cacciatore avrebbe colpito accidentalmente l’immagine mariana e da quel punto sarebbero sgorgate gocce di sangue. La leggenda, non verificabile scientificamente, ebbe però un fortissimo impatto sul culto locale, attirando pellegrini sempre più numerosi.
Nel 1596 il duca Carlo Emanuele I di Savoia decise di promuovere la costruzione di un grande santuario, affidando il progetto all’architetto Ascanio Vitozzi. L’obiettivo era duplice: celebrare la Vergine e creare un possibile mausoleo dinastico per la casa sabauda. I lavori subirono rallentamenti, ma tra Sei e Settecento il complesso assunse l’aspetto attuale.
All’interno, la cupola offre oggi uno dei più vasti cicli di affreschi a tema unitario al mondo: circa 6.032 metri quadrati di pittura dedicata alla storia della salvezza attraverso la figura di Maria. Dopo un primo tentativo non riuscito, il cantiere decorativo fu affidato a Mattia Bortoloni per le figure e a Felicino Biella per le scenografie architettoniche, concluso nel 1752. Il risultato è un intreccio di scene bibliche, angeli, prospettive illusionistiche e luce naturale proveniente dalle grandi finestre del tamburo.
Informazioni pratiche per visitare Vicoforte e il suo territorio

Il Santuario di Vicoforte si raggiunge facilmente in auto da Mondovì e dal casello autostradale dell’A6 Torino-Savona, seguendo le indicazioni per Vicoforte e piazza Carlo Emanuele I. Nei dintorni sono disponibili parcheggi e servizi per i visitatori, mentre l’area intorno al complesso è piacevole da esplorare a piedi prima o dopo la visita.
L’accesso alla basilica consente di ammirare la grande navata, l’immagine della Madonna con Bambino e la struttura che sostiene la gigantesca copertura ellittica. Per la salita alla cupola è necessario partecipare alle visite guidate organizzate da Kalatà – Magnificat, con un calendario stagionale che prevede aperture da marzo a inizio gennaio e orari modulati tra feriali, weekend e festività.
Sono disponibili due formule: salita completa, con 266 gradini fino a circa 60 metri, e percorso breve, con 130 gradini e quota inferiore. Le tariffe pubblicate per il 2026 indicano 18 euro per il percorso integrale e 8 euro per quello ridotto, con riduzioni per alcune categorie. È consigliato prenotare online e verificare sempre orari, condizioni di accesso e possibili modifiche in occasione di celebrazioni religiose.
Concluse le visite, vale la pena spostarsi verso Mondovì, in particolare nel rione alto di Piazza, e proseguire poi verso le colline che collegano il Monregalese alle Langhe, tra borghi panoramici, prodotti tipici e cantine dove assaggiare i vini del territorio.
