A quasi 1800 metri d'altezza sugli Appennini del Lazio c'è il piccolo lago che 50 anni fa divenne improvvisamente famoso
Tra montagne isolate, sentieri nel bosco e un mistero che segnò la cronaca italiana, questo specchio d’acqua continua ancora oggi ad attirare escursionisti e curiosi.
Ci sono laghi che si raggiungono in auto e laghi che, invece, si conquistano passo dopo passo. Il Lago della Duchessa appartiene alla seconda categoria: appare all’improvviso dopo una lunga salita e colpisce per il suo carattere appartato, essenziale, quasi remoto. È una meta che non punta sull’effetto facile, ma su silenzio, quota e paesaggio d’alta montagna.
Dove si trova il Lago della Duchessa e perché colpisce subito

Il Lago della Duchessa si trova nel territorio di Borgorose, in provincia di Rieti, all’interno della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa. Si trova a 1788 metri di quota, in una conca d’altura circondata dal Monte Murolungo, dal Monte Morrone e dal gruppo Costone-Uccettu. Già la sua posizione spiega molto del fascino del luogo: è isolato, lontano da strade e servizi, e conserva un aspetto severo ma leggibile, fatto di praterie, rocce calcaree eversantiaperti.L’arrivo è sempre molto concreto: dopo il bosco e i valloni, il lago compare in uno spazio ampio e silenzioso, dove il rumore dominante è spesso solo quello del vento. Questo senso di distanza dal fondovalle è uno degli elementi che rende l’escursione particolarmente memorabile.
Origine glaciale e paesaggio carsico: un bacino raro nell’Appennino

Dal punto di vista geologico, il lago è considerato uno dei più interessanti bacini appenninici per la sua origine glaciale unita a un marcato contesto carsico. La conca sarebbe legata alla fusione di antiche doline poi colmate da acqua piovana e neve sciolta. Un dettaglio importante è l’assenza di immissari ed emissari: il lago dipende quasi esclusivamente dalle precipitazioni, e questo spiega le sue forti oscillazioni durante l’anno. Poco distante si trova la Grotta dell’Oro, cavità che conferma la natura carsica dell’area e arricchisce il quadro ambientale con inghiottitoi, depressioni e fenomeni sotterranei tipici dell’Appennino centrale. Osservato da vicino, il paesaggio non è maibanale:sotto l’apparente semplicità della conca si legge una storia geomorfologica complessa, che rende il Lago della Duchessa un luogo raro nel Lazio montano.
Come arrivare: Cartore, Vallone di Fua e Vallone del Cieco

Per chi vuole raggiungerlo a piedi, il punto di partenza principale è Cartore, frazione di Borgorose da cui inizia l’itinerario più frequentato. Il sentiero sale verso il Vallone di Fua, uno degli accessi più noti, e prosegue nel Vallone del Cieco, dove la faggeta rende il cammino più ombroso e regolare. Più in alto si arriva a Le Caparnie, zona di pascoli che segna il passaggio verso ambienti più aperti e ventosi. Esistono anche accessi secondari, citati spesso dagli escursionisti più esperti, come quelli dal versante di Corvaro attraverso Valle Amara e Valle dell’Asino, oppure da Prato Capito. Altri itinerari, più impegnativi, passano dal Rifugio Vincenzo Sebastiani e da Vena Stellante.Inognicaso, è un’uscita da affrontare con attenzione: quota, meteo e neve possono modificare molto tempi e difficoltà.
Stagioni, fauna e atmosfera di un lago che cambia volto

Uno degli aspetti più interessanti del Lago della Duchessa è la sua continua trasformazione. In primavera il livello dell’acqua cresce e il bacino appare più pieno, limpido e ben definito; in estate tende invece a ritirarsi, mostrando rive più fangose e un aspetto meno uniforme; in inverno la conca può sparire sotto neve e ghiaccio. Questa variabilità stagionale è parte integrante della sua identità. Anche la fauna contribuisce al valore naturalistico dell’area: tra prati umidi e margini del lago vive il raro tritone crestato, specie significativa per questo ambiente d’alta quota, mentre sulle creste non è insolito osservare rapaci e altra fauna montana. Ma il tratto che molti ricordano più di tuttorestail silenzio.Qui l’isolamento non è un dettaglio: è una caratteristica concreta del paesaggio e dell’esperienza, e fa del lago una meta escursionistica autentica, sobria e ancora poco addomesticata.
