Ad un'ora e mezza da Roma c'è il borgo dei murales tornato a vivere grazie alle fiabe: ce ne sono più di 50
Nella Tuscia c’è un paese addobbato con decine di murales a tema fiabeschi. Visitarlo suscita forti emozioni.
Cercate un’idea per una gita fuori porta? Vi portiamo alla scoperta del fortunato borgo Sant’Angelo, un comune in provincia di Viterbo a solo un’ora di distanza da Roma, che grazie ad un’associazione culturale è riuscito a riscrivere il suo destino. Il paese delle fiabe vi aspetta per offrirvi un viaggio nell’arte dei murales e immergervi nei colori degli immensi disegni dai temi fantastici. Si tratta di un’esperienza unica, diversa e divertente.
Sant'Angelo di Roccalvecce: la storia a lieto fine di due coraggiosi fratelli

C’era una volta un piccolo paese di nome Sant’Angelo di Roccalvecce. Era un piccolo borgo nascosto nella campagna viterbese, con poche anime ad abitarlo, per lo più anziani. Nel corso degli anni si era spopolato, era stato abbandonato e dimenticato. Le sue case stavano crollando, i negozi stavano chiudendo tutti e cumuli di immondizia erano stati gettati nelle sue campagne. Nessuno si occupava del paesino e gli abitanti erano oramai rassegnati alla loro triste sorte. Fortunatamente, a riscrivere il destino del borgo ci ha pensato l’Associazione Culturale Arte e Spettacolo (ACAS), fondata dai fratelli Gianluca e Paola Chiovelli. I nostri prodi cavalieri,grazieallaforzadivolontàeall’indomitocoraggio,sono riusciti a rivalorizzare il paese d’origine dei loro nonni, ormai dimenticato, trasformandolo in un paese delle fiabe, grazie ai murales! Come prima cosa hanno ripulito il borgo di Sant’Angelo e recuperato i luoghi storici e simbolici: hanno riattivato la storica fontana della Chiesa di San Michele Arcangelo e restaurato una piccola edicola religiosa, la Madonnella dei Rufoloni. Questa era stata costruita nel 1874 da un brigante del luogo, chiamato Rufolone, per ringraziare la Madonna del Nespolo per avergli salvato la vita. Mailcomunesièrianimatograzieal progetto più importante,iniziato nel 2017: la realizzazione dei grandi murales che tutt'ora decorano le pareti delle case del borgo.Questi disegni hanno tutti come tema quello delle fiabe. E così a poco a poco le mura del paese dimenticato si sono riempite di colore e sono state coperte da personaggi fantastici; giovani e meno giovani sono tornati a riempire le vie del borgo, per ammirare queste splendide opere d’arte.
[foto @Darek i Jola/Shutterstock. com, solo per uso editoriale]
Il paese dove è possibile passeggiare con Cenerentola e Peter Pan

Passeggiando tra i vicoli del paese, potrete ritornare un po' bambini e riconoscere tutte le fiabe che vi hanno accompagnato nell’infanzia: Cenerentola, il Brutto Anatroccolo, Hansel e Gretel, il Giro del Mondo in 80 giorni, Peter Pan, la Bella Addormentata, la Fabbrica di Cioccolato e tante altre. Il primo murales a essere realizzato è stato Alice nel Paese delle Meraviglie, che si può ammirare nella piazza principale del paese. Date un’occhiata all’ora che segna l’orologio del Bianconiglio poiché non è messa a caso; l’orologio indica le 11:27 e ricorda il giorno dell’inaugurazione dell’opera, cioè il 27 novembre del 2017. L’artista che lo ha realizzato è Tina Loiodice che, successivamente,èstataaffiancatadaaltrestreetartists,tuttedonne, tra cui Isabella Modanese, Cecilia Tacco, Daniela Lai, Layla Xing, SteReal (Stefania Marchetto), Stefania Capati e Desiré Di Liberto.
Ogni murales ha uno stile unico, tutti gli artisti hanno la massima libertà di espressione e i soggetti vengono spesso rielaborati in chiave moderna. Le opere di Vera Bugatti ne sono un esempio: in Cappuccetto Rosso e il Lupo, la bambina abbraccia il lupo invece di averne paura, affrontando così il tema della violenza sugli animali. Una curiosità interessante è che alcuni personaggi delle fiabe hanno le sembianze degli abitanti del borgo, come nel murales di Alice nel Paese delle Meraviglie o della Piccola Fiammiferaia. L’intento dell’associazione, infatti, era quello di coinvolgere il più possibile la comunità. Oltre ai dipinti, è possibile osservare anchepiccoleinstallazioni,comelaSpadanellaRoccia(potretecimentarvi nel provare a estrarla per diventare il re del borgo). Ci sono, poi, delle sculture, come Brontolo (non dimenticatevi di strofinargli il naso per avere tanta fortuna!).
Per non perdere alcun murales, è possibile prendere, in qualsiasi esercizio commerciale del paese, la mappa del borgo. Se, inoltre, l’impresa dei fratelli Chiovelli vi piacerà, potrete lasciare una piccola donazione sotto il murales di Peter Pan, anche perché il progetto è in continua crescita. Grazie a questa intuizione, il paese di Sant’Angelo è rinato. Gli abitanti hanno accettato e apprezzato la moderna idea della street art e, dopo un primo momento di impasse, ora sono molte le famiglie che chiedono agli artisti di disegnare il volto dei loro bambini nelle opere. L’arrivo dei tanti visitatori appassionati di favole ha contribuito a far nascere nuove realtà economiche, il numero degli abitantièaumentatoesonostatiriscopertiantichimestieriartigianali.
Se, infine, volete scoprire altri luoghi del viterbese, ci sono dei vecchi sentieri che collegano il borgo ai suoi vicini. Quello più famoso è il Sentiero dei Castelli e delle Fiabe, che va da Sant’Angelo a Roccalvecce e a Celleno, il “borgo fantasma”. Altri bei comuni nelle vicinanze, sono Graffignano e Civita di Bagnoregio, la famosissima “città che muore”.
[foto @Darek i Jola @Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
