Alla scoperta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi nell’appennino tosco-romagnolo: un viaggio come una volta tra natura, tradizione e ospitalità autentica
Percorsi tra Toscana e Emilia Romagna: trekking, tradizioni, luoghi dove mangiare e dove dormire nel cuore delle Foreste Casentinesi
Itinerario su Google Maps di @Voicesearch.travel
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che si estende tra la Toscana e l'Emilia Romagna, è una delle aree naturali più affascinanti d'Italia. Con i suoi boschi prepotenti, punteggiati da borghi medievali, i suoi corsi d’acqua (che, parafrasando Dante, da ruscelli diventan fiumi) e la sua storia affascinante è la destinazione perfetta per chi desidera sbirciare rispettosamente i cicli della natura profonda e scoprire tradizioni autentiche. Il presidente del parco è Luca Santini che ringraziamo per la sua disponibilità, gentilezza e competenza.

Come base di partenza per le nostre escursioni/incursioni abbiamo designato Stia, un tipico borgo nel cuore del Casentino, soggiornando ogni sera in un luogo diverso al fine di cogliere le sfumature dell’ospitalità, varia e affascinante, della zona.
Se sei curioso di scoprire il nostro itinerario completo "Alla scoperta delle Foreste Casentinesi", puoi trovarlo su Google Maps clicca qui.
Giorno 1
Arrivo a Stia e visita al panno casentinese
Il nostro viaggio casentinese inizia con l'arrivo a Stia, frazione del Comune sparso di Pratovecchio, in provincia di Arezzo, alla confluenza del torrente Staggia con il fiume Arno. Scendiamo all'Ospitale dei Brilli, nel centro della piccola cittadina. Addossata al ponticello della cittadina, la struttura, composta da un ristorante/bar e annessa locanda, a conduzione familiare, ha mantenuto intatte le tradizioni della cucina toscana rappresentando anche un importante ritrovo sociale e conviviale per i residenti.
Dalla mattina alla sera il “movimento” e quattro chiacchiere sono assicurati per tutti. In tavola i sapori autentici del territorio si mescolano con un'atmosfera rilassante nella sua semplicità, offrendo un’esperienza che riporta indietro nel tempo. Il ristorante, con i suoi piatti genuini creati dallo Chef Maurizio, diventa un appuntamento per chi vuole conoscere la vera cucina casentinese. "Ottima anche la colazione che risente del passato da pasticcera di Cinzia, mamma dello Chef..." Puoi leggere la recensione completa della nostra esperienza su Google Maps, con foto e video, cliccando qui.
Dopo un quick lunch, nel pomeriggio intraprendiamo il nostro percorso visitando la fabbrica del Panno Casentinese TACS, alla scoperta delle antiche tecniche di produzione del famoso tessuto autoctono. Utilizzato per secoli, il panno, di vari colori, è diventato un simbolo della zona, amato anche da icone del cinema mondiale, come testimonia il famoso cappottino rosso di Audrey Hepburn, indosssato nel film Colazione da Tiffany. La tappa ci ha consentito di immergerci nelle tradizioni artigianali di questa terra, ancora vive e vitali, grazie all'impegno di piccole ma resilienti realtà locali. Clicca su "Il panno del Casentino tra storia e cinema" per scoprire di più sulla nostra visita alla fabbrica TACS.
"Il panno del Casentino è il protagonista della produzione della manifattura Tacs, a Stia. Il tessuto, proprio di queste terre affascinanti, vive e protegge dal freddo dall'epoca rinascimentale. Oggi i colori più in voga sono l'arancione e il verde. La grande attrice Audrey a Hepburn amava questo panneggio e la tradizione continua con lavori a mano e nuove iniziative per coinvolgere i giovani...". Maggiori dettagli sulla visita e le indicazioni per raggiungere la fabbrica sono disponibili sulla recensione di Google Maps cliccando cliccando qui.
Nel pomeriggio, passeggiata con gli asinelli e visita al Molin di Bucchio
Dopo aver familiarizzato un pochino con le peculiarità della manifattura locale, ci dirigiamo verso l'asineria di Marta, dove, circondati all’aria aperta dalla fitta e verde cornice appenninica, sulla linea di percorrenza della cosiddetta Linea gotica, ci attendono sei adorabili asinelli pronti per accompagnarci a turno in una passeggiata rilassante nel bosco. Marta e i suoi animali offrono un'esperienza unica, soprattutto per i bambini che, grazie al dolce contatto coi mansueti quadrupedi, appaiono integralmente connessi con la natura imponente del Casentino. Per le indicazioni di viaggio, clicca qui per la recensione su Google Maps.

La giornata prosegue con la visita al Molin di Bucchio, uno dei mulini più antichi d’Italia. La struttura in pietra, risalente al XIII secolo e parte di un minuscolo borgo fuori dal tempo, è fisicamente in continuità con una serie di vasche per l'allevamento di pesci, alcune attive altre in attesa di recupero. L’attività di troticoltura, portata avanti con rigore ed entusiasmo, oggi avviene anche in chiave di recupero di specie in via di estinzione, a fini di ripopolamento dei corsi d’acqua casentinesi. In questa minuta carezza paesaggistica, quasi per incanto, storia e innovazione si fondono in un contesto naturale da cui nasce l’Arno. Scopri di più su questo antico mulino, clicca qui per leggere "Nel cuore della Toscana, dove la tradizione incontra l'innovazione: il recupero della troticoltura al medievale Molin di Bucchio".

Dopo questa giornata ricca di esperienze, ben ossigenati, rientriamo all’Ospitale dei Brilli per una succulenta cena toscana a base di primi, funghi e di carne: a seguire un meritato riposo.
Giorno 2: Escursioni e tradizioni sul crinale appenninico
Accompagnati da Emanuele Perez, addetto stampa del parco iniziamo il secondo giorno esplorandone il crinale tosco-romagnolo. Arriviamo all’Hotel/Ristorante Fiumicello, una piacevole e affermata struttura gestita dalla famiglia Perini che, da oltre 50 anni, delizia e accoglie i clienti con piatti tipici, quali tagliatelle, ravioli, spezzatino di asinello (quest’ultimo decisamente imperdibile) e molto altro. Il luogo, gestito da sempre dalla stessa famiglia, è un esempio di passione e tradizione, dove il cibo racconta tutto l’impegno e la bravura dei titolari. Scopri di più su questa esperienza qui.

Dopo aver tacitato il palato, visitiamo il Mulino Mengozzi, un antico mulino ad acqua ancora funzionante in via di esibizione. L’atmosfera intima e naturale del luogo, immerso nel verde e attraversato da piccoli ruscelli, ci permette di abbandonarci completamente nella quiete e nella storia della regione.

La visita si conclude con un’intervista al presidente del Parco, Luca Santini, dalla quale emergono importanti spunti e riflessioni sulla necessità di preservare il patrimonio naturale in modo equilibrato e attento.
VIDEO INTERVISTA DEL 28 AGOSTO 2024 A LUCA SANTINI, PRESIDENTE DEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI
Proseguiamo nel versante romagnolo visitando il Rifugio Pian di Rocchi, bellissimo casale immerso nel verde con tre camere e una lussuosa struttura esterna di glamping (con possibilità, se si è fortunati, di ascoltare l'ululato dei lupi). Infine a Santa Sofia andiamo nel laboratorio artigianale di stamperia a ruggine Peromatto. Questa bottega mantiene viva l'antica tecnica della stampa a ruggine, un metodo tradizionale utilizzato per decorare tessuti con motivi tipici della Romagna. La particolarità di questa tecnica risiede nell'uso di una miscela di ruggine e vinacce che, applicata a mano con stampi di legno, crea disegni unici e dal sapore autentico. Peromatto è il luogo perfetto per chi desidera portare a casa un pezzo di storia e tradizione locale.

La giornata termina con il ritorno a Stia, dove pernottiamo al Via Roma 33, un elegante (e ancor prima sorprendente) boutique hotel che unisce lusso e tecnologia. La struttura è un’oasi di relax con spa e lounge bar.

A Stia una struttura elegantissima attende i fortunati ospiti. Un 4 stelle superiore, del tutto speciale. Camere molto belle e tecnologiche ripartite su due piani: nel mirino una clientela internazionale di alta gamma. Ottime la spa, la piscina e la palestra. Al piano terra ambienti top e raffinata lounge bar. Al ristorante cibo delicato, cocktail originali e abbinamenti di vini alla francese.
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Il personale è altamente professionale e estremamente gentile. Il breakfast è qualcosa che colloca l'ospite su un piano peculiare, avvolgente, perché all'altissima qualità del dolce e del salato si affianca una ricerca cromatica dei piatti, delle posate, delle tazzine e di tutto l'ambiente. Questa attenzione all'armonia tra cibi e colori genera immagini artistiche impensabili per un contesto così apparentemente "ordinario" (il breakfast). I responsabili Jacopo e Sofia, seppur molto giovani, hanno già dato un impronta alla vita della struttura da far impallidire la maggior parte dei soliti 5 stelle..." Puoi leggere la recensione di Voicesearch.travel, completa di foto e video, su Google Maps cliccando qui.
Giorno 3: E-bike nella foresta e visita a Moggiona
Il terzo giorno ci regala un altro sguardo sul Casentino, attraverso le e-bike di Casentinoebike Discovery Tour. Accompagnati da Massimo Schiavo, gentilissimo e molto competente, pedaliamo lungo sentieri sterrati nelle foreste, tra panorami trasognanti conditi da piacevoli racconti su questa avvincente parte della Toscana. Un’esperienza che permette di ritrovare un dialogo, una vicinanza con la natura e riscoprire anche un po’ il senso di avventura della giovinezza.

"Probabilmente si tratta del modo più coinvolgente ed emozionante per conoscere il Casentino meno battuto, collegandosi in modo diretto con l'ambiente arboreo che prorompe in modo stupefacente. Massimo è bravissimo perché in primo luogo ti spiega tutto per manovrare al meglio la bike, poi con grande delicatezza ti fa entrare nel bellissimo mondo delle e-bike che non vuol dire non faticare ma faticare di meno. La foresta è stupenda e Massimo ci racconta anche il quadro storico che ha caratterizzato questi luoghi straordinari.

Dante ne parla e la zona è stata anche oggetto di un rimarchevole accastellamento e di concupiscenza a causa del legno pregiato. Tre ore tra tronchi, piante e panorami selvaggi ci fanno connettere con un'energia superiore, dimenticata. Sarà the call of the wild o l'aria buona e fresca, fatto sta che a fine percorso siamo veramente grati a Massimo per averci fatto vivere per un po' ciò che chi abita in città non può nemmeno lontanamente immaginare: un ambiente naturale, un respiro profondo, interconnesso e benevolo, immerso nel silenzio a tratti scosso dal vento...". Leggi di più sull’esperienza in e-bike nella recensione completa di foto e video su Google Maps cliccando qui.

Moggiona: il museo del Lupo e la visita alla bottega del bigonaio Serafino
Nel pomeriggio visitiamo il borgo di Moggiona, che ospita il museo del Lupo e l’esposizione sulla seconda guerra mondiale, dove approfondiamo la storia della Linea Gotica venendo a conoscenza di come il luogo sia stato colpito dalla furia della ritirata nazi-fascista. Il piccolo borgo, quasi pittato con le sue belle casine, ci affascina grazie alle tradizioni artigianali e la storia dei bigonai, gli antichi artigiani che realizzavano cesti per la vendemmia. Scopri di più su Moggiona e i suoi musei qui.

Concludiamo la giornata tornando a Stia per pernottare all’Albergo Falterona, un accogliente, comodo ed essenziale hotel quattrocentesco nel centro storico del borgo. Bellissima la sua corte interna, ideale per la colazione. Leggi la nostra recensione completa qui.
Giorno 4: Formaggi e castelli
Il nostro ultimo giorno inizia con la visita all’azienda casearia di Gianluca Sestini, che ci racconta la sua vita mostrandoci il processo di produzione dei formaggi.

Una bella occasione per vedere da vicino come si vive lavorando con gli animali, amandoli e sostenendoli malgrado le difficoltà, ma anche per assaggiare i tesori caseari prodotti in modo assolutamente artigianale. Gianluca dispone di circa duecento pecore, dieci mucche e oltre dieci bellissimi cani da pastore (perché nel Casentino i lupi sono di casa). Puoi trovare maggiori informazioni e come raggiungere il luogo della vendita al dettaglio di Gialnula "Casa Righi" cliccando qui.


Infine, visitiamo il Castello di Romena e il Castello di Poppi, due delle più affascinanti fortezze del Casentino, dove si respira la storia medievale che ha segnato queste terre. Il Castello di Romena richiede uno sforzo di fantasia (che paga certamente) perché il perimetro murario, pur essendo solo parziale, è collocato in un contesto veramente affascinante e imperdibile. Il Castello di Poppi invece è integro e, per la sua bellezza e interesse, merita assolutamente una visita completa e senza fretta.

Nella foto sopra: il Castello di Romena

Nella foto sopra: il Castello di Poppi
Dove soggiornare a Stia, nel cuore del Casentino
Durante il nostro viaggio, abbiamo scelto di sperimentare diverse strutture ricettive, ognuna con il suo fascino unico:
- L'Ospitale dei Brilli: Locanda a conduzione familiare, dove la cucina tradizionale toscana impera brillantemente. Perfetto per chi cerca autenticità e calore. Leggi la recensione completa.
- Via Roma 33: Un elegantissimo boutique hotel che combina tecnologia e lusso. Un’esperienza raffinata nel cuore di Stia. Leggi la recensione completa.
- Albergo Falterona: Situato in un edificio storico, è perfetto per chi vuole un soggiorno tranquillo e accogliente in pieno quattrocento Leggi la recensione completa.

Un viaggio tra natura, storia e cultura
Il nostro viaggio nel Parco delle Foreste Casentinesi ci ha regalato esperienze di forte connessione con le foreste appenniniche, diremmo intrinsecamente energetiche, la possibilità di vivere tradizioni secolari e un’ospitalità calorosa caratterizzata da una enogastronomia di eccellenza. Se desideri scoprire questi luoghi incantevoli, ti invitiamo a seguire il nostro itinerario completo su Google Maps qui.
Buon viaggio nella magia del Casentino!






