La terrazza più romantica al mondo si trova in Italia: qui puoi toccare mare e monti con un dito
Un'antica strada del V secolo a.C. conduce verso gli "Occhi di Giove", un affaccio unico in Italia: ecco perché è così speciale.
È, molto probabilmente, l'unico luogo in Italia da cui, in un colpo solo, si possono ammirare due laghi vulcanici, una delle più importanti città artistiche e culturali al mondo, il mare e le sue isole più conosciute, vaste pianure, colline e montagne. Sì, esiste davvero un posto del genere, ed è il panorama che si presenta davanti agli occhi di chi affronta un'escursione sulle pendici del Monte Cavo che, con i suoi 950 metri s.l.m., è la seconda vetta più alta dei Castelli Romani, situata nella città di Rocca di Papa. Un posto che vale la pena di essere raggiunto!
La scalata al monte che conquistò persino gli antichi Romani

Per raggiungere gli Occhi di Giove, l'affaccio panoramico del Monte Cavo, si percorre la strada conosciuta come Via Sacra, un percorso in basolato che venne tracciato per collegare Alba Longa al Tempio di Giove Laziale. Due nomi che ai più diranno poco, ma che storicamente hanno segnato le origini e l’espansione di Roma. La prima sarebbe stata fondata addirittura nel XII secolo a.C. da Ascanio, figlio di Enea. Il tempio, invece, sarebbe stato consacrato da Tarquinio Prisco, quinto Re di Roma, e qui vi si celebravano i trionfi dei consoli in guerra.
Una realtà millenaria, che ha visto passare nelle sue innumerevoli trasformazioni (tempio pagano, eremo cristiano, monastero, hotel) personaggi di ogni ordine e grado, da Papa Pio IX al Re Francesco II di Borbone, da Armando Diaz a Luigi Pirandello. Proprio allo scrittore siciliano appartengono queste parole, che racchiudono l’essenza di un panorama – quello del Monte Cavo – che spazia oltre ogni immaginazione:
[...] gli «insetti umani» che, a piedi o su somarelli, s’inerpicavano fin lassù, a circa mille metri sul livello del mare. E per vedere che cosa infine? I laghi d’Albano e di Nemi: un paio d’occhiali insellato su quel gran naso con la punta all’insù, ch’è il Monte Cavo. (Luigi Pirandello, "Pallottoline", 1902)
Come arrivare agli Occhi di Giove

Oggi percorrere la Via Sacra è una delle più belle esperienze di trekking a Rocca di Papa, facile e indicato pressoché a tutti, vista l’assenza di tratti realmente scoscesi. Una full immersion nel verde dei Castelli che viene spezzata nella sua realtà idilliaca solo dalla vetta del Monte Cavo, popolata da una selva di antenne radiotelevisive che da decenni hanno reso impossibile la visita all’antico romitorio e a quanto rimane del tempio dei Latini.
L’escursione a Monte Cavo, passando per la Via Sacra, si svolge per larga parte in una zona boschiva piuttosto fitta, ma che via via lascia spazio a piccoli scorci panoramici. Lungo la salita si incontrano alcuni punti decisamente interessanti, tra cui l’Edicola di Santa Rita, una piccola cappella presso la quale, ogni 22 maggio, si tiene un pellegrinaggio dei fedeli locali.
Non lontano, un curioso masso di tufo – materiale molto presente in questa zona di origine vulcanica – richiama la forma di un orangotango (ma le interpretazioni sono innumerevoli). Forse originario del periodo romano, oppure lo scherzo di un buontempone del passato, uno dei ciottoli che compongono l’antica strada di pellegrinaggio ha una forma fallica. Non una novità, che si pensa che le raffigurazioni apotropaiche sono presenti nell’iconografia dell’Urbe (basti pensare agli affreschi ritrovati a Pompei).
Il vero punto d’interesse della camminata, che si può affrontare in circa un’ora partendo dai Campi d'Annibale, è, però, il terrazzo panoramico comunemente chiamato Occhi di Giove, od occhialoni. Il motivo? Da qui si possono ammirare, insieme, il Lago Albano e il Lago di Nemi. Un panorama che ha pochissimi eguali in Italia. Uno simile esiste in Basilicata, in corrispondenza dei Laghi di Monticchio, ma è molto meno esteso.
Nelle giornate più fortunate, quelle spazzate dai venti di tramontana che sgombrano il cielo da nuvole e smog, lo sguardo arriva lontanissimo: si distingue facilmente il Circeo (65 chilometri), ma con condizioni favorevoli si può arrivare a vedere Ventotene (120 chilometri).
Il centro di Roma, dal quale le processioni muovevano dapprima verso il Tempio di Diana Cacciatrice a Nemi e poi fin qui, sembra quasi di toccarlo con mano; del resto il Colosseo dista appena 24 chilometri in linea d’aria. Addirittura potrebbe essere visibile il Lago di Bolsena (106 chilometri), che Pirandello raccontò di aver visto nel suo soggiorno rocchigiano, nel 1905. Qual è il periodo più bello per salire fino ai quasi mille metri del Monte Cavo? La primavera, quando la natura in fiore si risveglia e dipinge tutto il crinale incontaminato della montagna di verde, o l’inverno, quando è più probabile trovare una giornata dal cielo terso o un candido manto di neve che protegge questo luogo del cuore.
