Autunno in Italia: 5 viaggi tra boschi, foliage e sapori tipici
Sono veri e propri regni d'autunno dove la stagione più romantica dell'anno è bella come non mai
I faggi si vestono d’oro, i larici sfumano nel rame, i vigneti si incendiano di rosso; i borghi si riscoprono lenti, profumano di legna, mosto e castagne. C’è un istante, tra ottobre e novembre, in cui l’Italia sembra un grande atlante di colori.
- 5 mete perfette per inseguire il foliage
- Foreste Casentinesi (Toscana–Emilia-Romagna): la cattedrale dei faggi
- Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: il re è il faggio (e l’orso)
- Foresta del Cansiglio (Veneto–Friuli): bramiti, faggi e altopiani facili
- Langhe (Piemonte): il foliage “di-vino” dei vigneti UNESCO
- Valle Vigezzo e “Treno del Foliage” (Piemonte): 52 km di colori tra Italia e Svizzera
5 mete perfette per inseguire il foliage

Se state cercando un weekend breve ma memorabile, ecco la nostra selezione tra foreste UNESCO, altipiani storici e colline patrimonio dell’umanità.
Foreste Casentinesi (Toscana–Emilia-Romagna): la cattedrale dei faggi
A cavallo tra Romagna e Toscana, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna custodisce alcune delle foreste più intatte d’Europa. Nel cuore del parco si trova Sasso Fratino, prima riserva integrale italiana (1959) e Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2017 come parte delle “Antiche faggete primordiali” europee. Attenzione però: la riserva è inaccessibile al pubblico (salvo ricerca scientifica) proprio per preservarne l’integrità; il foliage si ammira lungo i sentieri delle foreste adiacenti – Campigna, La Lama, Badia Prataglia – dove i faggi si mescolano ad abeti bianchi e aceri. Il parco indica come periodo migliore le ultime due settimane di ottobre e le prime due di novembre: l’altitudine gioca con le sfumatureelevallidiventano una tavolozza naturale. Non perdete la sosta all’Eremo e al Monastero di Camaldoli, immersi nel bosco, fulcro millenario di quella “gestione monastica del bosco” che ha contribuito alla conservazione di questi ambienti. Camminando sul Sentiero Natura o lungo gli itinerari tra Camaldoli e La Verna, il foliage si fa cornice di silenzi e campane.
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: il re è il faggio (e l’orso)
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la parola foliage è di casa. Le faggete vetuste del parco, tra cui Selva Moricento, Coppo del Principe, Coppo del Morto e Val Fondillo, sono gioielli UNESCO, riconoscimento che racconta la storia naturale d’Europa, vista da questi boschi appenninici. Per un weekend, scegliete due luoghi che sarebbe riduttivo definire iconici. Val Fondillo, con il torrente turchese, il Museo della Foresta e i sentieri verso la Grotta delle Fate (tratti iniziali adatti anche alle famiglie), propone itinerari perfetti nella stagione del foliage; è uno dei “cuori verdi” del parco e parte del cluster UNESCO. Il secondo è la Camosciara: una riserva integrale da cui si raggiungono in breve le CascatedelleNinfeedelle Tre Cannelle; il percorso è semplice e scenografico, con possibilità di prolungare l’anello per i più allenati. Base consigliata tra Pescasseroli, Opi, Civitella Alfedena o Villetta Barrea, magari con un affaccio sul lago. Simbolo del parco è l’orso bruno marsicano: elusivo, rarissimo, endemico dell’Italia centrale. Non si viene per cercarlo, ma per rispettarne l’habitat; sapere che vive qui – con cervi, lupi e camosci appenninici – aggiunge profondità alla visita.
Foresta del Cansiglio (Veneto–Friuli): bramiti, faggi e altopiani facili
Tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone si estende il Cansiglio, un altopiano boscoso storicamente noto come “Bosco da Remi” della Serenissima: da qui partivano i tronchi per gli alberi delle navi. Oggi è un santuario del foliage facile e accessibile, con piste forestali, anelli da 4 a 13 km e pochi dislivelli: perfetto per famiglie e principianti. La foresta – circa 7.000 ettari – alterna faggi e abeti e in autunno risuona del bramito dei cervi (tra metà settembre e metà ottobre), un’esperienza naturale intensa da ascoltare con guide locali. Tra i percorsi più amati, l’anello del bosco nei pressi di Campon e le strade bianche verso malghe e casere; la fauna è ricca (caprioli, cervi) e la fotografiaregalascattidacartolina.L’altopiano è comodamente raggiungibile da Vittorio Veneto, Belluno e Sacile; in zona, accoglienti rifugi dove assaggiare minestre d’orzo, selvaggina e funghi.
Langhe (Piemonte): il foliage “di-vino” dei vigneti UNESCO
Quando arriva l’autunno, le colline delle Langhe diventano un patchwork caldo: i filari virano dal giallo al granato, i noccioleti si scuriscono, i castelli sembrano galleggiare su un mare di colori. Non è un caso se il paesaggio vitivinicolo Langhe-Roero e Monferrato sia iscritto tra i siti UNESCO: un “paesaggio culturale” dove natura e lavoro dell’uomo hanno scritto, vigneto dopo vigneto, un racconto unico. Per orientarsi, la terrazza più fotogenica è il Belvedere di La Morra (Piazza Castello): lo sguardo corre tra colline e castelli fino alla cortina delle Alpi nelle giornate terse. Poco lontano, nel vigneto delle Brunate, la celebre Cappella del Barolo (progetto 1999 di Sol LeWitt e David Tremlett) è attualmente chiusa per lavori eriaprirà,salvovariazioni,nell’autunno 2026: resta comunque uno dei simboli della Langa contemporanea. Nel frattempo, puntate sui sentieri tra i vigneti (ad esempio il Sentiero delle Grandi Vigne) e sulle cantine storiche per fare pace con il tempo.
Valle Vigezzo e “Treno del Foliage” (Piemonte): 52 km di colori tra Italia e Svizzera
È il viaggio slow che ha fatto innamorare migliaia di viaggiatori: da Domodossola a Locarno, la ferrovia Vigezzina–Centovalli attraversa 52 km di vallate e boschi di faggi, castagni e larici, con ponti, gole e cascate. Ogni autunno, la linea propone il biglietto turistico del “Treno del Foliage”: per la stagione 2026 è attivo dal 10 ottobre al 15 novembre (verificate aggiornamenti e disponibilità sul sito ufficiale). Fermatevi a metà strada, in Valle Vigezzo, per passeggiare tra i vicoli di Santa Maria Maggiore e scoprire il curioso Museo dello Spazzacamino. Chi ama organizzare il weekend a tema può combinare una tratta in treno con una camminata nei boschi attorno a Malesco o Druogno, oppure con una degustazione di formaggi e funghi locali. La ferrovia è operativa tutto l’anno, ma è in autunno che il viaggio diventa un film in timelapse fuori dal finestrino. Prima di partire verificate sul sito della linea lo stato della circolazione e gli eventuali supplementi per le carrozze panoramiche.
