Ci abitano solo 153 persone: il borgo del silenzio a un’ora da Roma che sembra essersi fermato al Medioevo
Un luogo che unisce storia e tradizione tra i racconti antichissimi custoditi dalle sue strade
Poche anime ma tante storie da raccontare, custodite tra i muri di questo borgo. Un angolo d'Italia dove trovare pace e serenità, circondati dal verde e da una tranquillità che vi permette di scappare dal caos cittadino per rifugiarvi qui. I suoni della natura, la vita lenta che scorre tra le strade e i vicoli del centro e una quotidianità antica. Ma sempre affascinante.
Alla scoperta di Vivaro Romano
Uno dei borghi più piccoli del Lazio è Vivaro Romano. Ci troviamo precisamente a poco più di 80 chilometri dal cuore della capitale, un paesino incluso nella Città metropolitana di Roma e situato al confine con l'Abruzzo. Un borgo speciale, fino a qualche anno fa considerato come uno dei meno abitati non solo dei dintorni di Roma ma di tutto il Lazio, insieme a Marcetelli e Micigliano. Secondo gli ultimi dati, sarebbero 153 le persone che vivono in questo comune, arroccato su uno sperone di roccia chiamato Colle Gennaro nei pressi del confine della regione con l'Abruzzo e, più precisamente, con la provincia dell'Aquila. Un luogo da visitare e da vivere, che vanta una storia importantissimaallespalle.
La storia del borgo
Tracce di passaggio nel territorio oggi occupato da Vivaro Romano arrivano fin dall'VIII secolo a.C., quando la zona fu abitata dagli Equi, popolo protagonista proprio in questa fetta di Italia. La vicinanza con i Romani portò, nel 302 a.C., allo scontro con la colonia romana di Alba Fucens e alla successiva inclusione nella neonata colonia di Carsioli. Nasce da questi avvenimenti la parola Vivarium, definizione che ha gettato le basi per il nome Vivaro che conosciamo oggi. I riferimenti, in questo caso, sono legati sia all'indicazione di un luogo dedicato prettamente all'allevamento sia alla conformazione di un territorio in cui è possibile trovare numerose fonti sorgive, come nel caso di Vivaro.
Da quel momento, la storia del borgo fu legata alle vicende dell'impero romano per poi passare, in età feudale, sotto il controllo del Ducato di Spoleto e delle diverse signorie che si avvicendarono nel corso delle epoche. Nello stemma di Vivaro Romano spicca un mazzo di rose canine, fiori che colorano le montagne della zona.
Cosa vedere a Vivaro Romano
Una delle attrazioni principali di Vivaro Romano è sicuramente il Castello Borghese, simbolo del borgo situato nel suo centro storico e luogo che ha rappresentato il cuore della vita di questo paesino nel corso della storia. La sua costruzione risale agli inizi del Regno Longobardo ma, in realtà, negli scritti ufficiali il suo riferimento è datato a partire dal 1012. Oggi sono ancora visibili solo alcune parti, come la Torretta rimasta intatta nel tempo, la base della torre gemella e alcune parti del portale d'ingresso verso il Palazzo Baronale. Negli anni Duemila il castello è stato oggetto di lavori di restauro che hanno portato anche alla creazione di un museo, realizzatoperraccontare la storia di questo borgo.
Altri luoghi da non perdere restano la chiesa di San Biagio Vescovo e Martire, la principale del borgo, citata per la prima volta nel 1505 nei documenti ufficiali e protagonista di importanti lavori di restauro nel 1910. Oltre alla chiesa di Sant'Antonio di Padova, presente nel comune dal 1609, e il santuario di Santa Maria Illuminata, realizzato nel XIII secolo.
Come raggiungere Vivaro Romano
Vivaro Romano può essere raggiunto da Roma in auto attraverso l'autostrada A24, imboccando l'uscita di Carsoli Oricola. L'alternativa riguarda anche il treno, da Roma scendendo alla stazione di Carsoli per poi raggiungere Vivaro Romano in autobus, scendendo in Piazza della Peschiera. L'autobus è un'opzione spendibile anche direttamente da Roma, in un viaggio che attraversa la zona della Valle dell'Aniene per poi portarvi a destinazione.
