In bicicletta sulle vie di Dante: tutti sulla ‘Divina’ Ciclovia
Tra Ravenna e Firenze l’itinerario dei luoghi tra i più amati dal sommo poeta
Un viaggio verso il Paradiso? Forse, di sicuro scoprire quelli che sono stati alcuni dei posti più amati da Dante non vi lascerà indifferenti. È per questo che dal 2011 è nato il ‘Cammino di Dante’, l’itinerario a piedi tra le zone più pregne di occorrenze dantesche – tra Ravenna e Firenze – dove il poeta trascorse gli anni dell’esilio nella sua vita da viandante.
Un lungo cammino tra storia, arte, cultura ed enogastronomia che può essere percorso in bici grazie alla Ciclovia di Dante, un itinerario bike di 225 chilometri realizzato in collaborazione tra le regioni Emilia Romagna e Toscana in occasione della ricorrenza dei 700 anni dalla nascita del poeta.
Alla scoperta della Ciclovia di Dante: i dettagli del percorso

Ventuno tappe tra sentieri più o meno sterrati, molti dei quali risalgono all’epoca etrusca e che possono toccare quota 1500 metri di altezza (il periodo ideale per farlo è infatti tra marzo e novembre). I pannelli informativi tracciano il percorso ad anello della Ciclovia di Dante che parte da Ravenna e prosegue in direzione sud-ovest fino a Firenze attraversando, in andata, luoghi suggestivi come Oriolo dei Fichi, Brisighella, Marradi e la cascata dell’Acquacheta; al ritorno si attraversa invece la valle del Casentino e i borghi magici di Premilcuore, Dovadola e Portico di Romagna. Ogni posto ha avuto un legame speciale con Dante influenzandone la vita privata e le sue opere.
Amanti della letteratura a parte, qui servono mountain biker esperti visto che il percorso ufficiale si snoda in molti tratti sterrati e strade secondarie anche se è possibile definire itinerari alternativi in base al cicloturista. Scorrono gli argini dei fiumi e vecchie mulattiere medievali in quello che rientra tra i 14 cammini storici d’Italia (la descrizione del percorso ciclabile si trova sul sito DanteBike.it).
Sulle vie di Dante, l’itinerario ciclabile parte da Ravenna

Il nastro di partenza si taglia a Ravenna, città che merita una sosta più che approfondita visto il suo patrimonio storico artistico riconosciuto dall’Unesco. Oltre che dai suoi bellissimi mosaici bizantini, impossibile non ricordare che qui a Ravenna nacque Francesca, la sfortunata amante nel suo Inferno.
Si parte dalla Tomba di Dante, il monumento nel centro storico che custodisce le spoglie del poeta, per proseguire su una bellissima ciclabile dentro il Parco naturale della Pineta con venti chilometri immersi nel verde fino ad arrivare vicino Cervia. Da qui è una ciclabile dietro l’altra spostandosi dal fiume Salvio all’entroterra fino a toccare borghi su borghi, uno più bello dell’altro.
Ciclovia di Dante, in andata i borghi da non perdere

Lasciataci Ravenna alle spalle si prosegue in direzione di Oriolo dei Fichi, un piccolo borgo caratterizzato da una torre quattrocentesca dalla cui cima la vista spettacolare spazia tra cascine e vigneti fino agli Appennini. In epoca dantesca questa zona era terra di contesa tra i signori di Faenza e la diocesi di Ravenna, per questo fu costruita la torre a scopo militare. A seguire uno dei tratti più panoramici con 17 chilometri immersi tra calanchi che portano a Brisighella con il suo incantevole centro storico fatto di case color pastello e poi il castello, la torre dell’orologio e la Chiesa del Monticino. Approfittate di questa terza tappa per rilassarvi percorrendo la Via degli Asini, una strada sopraelevata un tempo percorsa dagli asini.
A questo punto si lascia momentaneamente l’Emilia Romagna per fare un breve salto in Toscana, di preciso a Marradi: qui è nato Dino Campana ma il borgo è noto anche per un aspetto più profano, le gustosissime castagne locali. Rientrando al confine con la terra emiliana ci si immerge nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi arrivando nel borgo montano di San Benedetto in Alpe non con poca fatica visto il dislivello in salita.
Godetevi la vista mozzafiato della Cascata dell’Acquacheta la cui presenza si ascolta ancora prima di arrivare: questo suono non era indifferente neppure a Dante visto che lui stesso ne paragona il rombo al Flegetonte, il pauroso fiume di sangue dell’Inferno.
Ultima tappa in andata della Ciclovia di Dante, ecco a voi Firenze

Poteva certo mancare Firenze nell’itinerario dantesco? Assolutamente no. La città natale del sommo poeta è uno dei luoghi più amati al mondo – la culla del Rinascimento - ma, ai suoi tempi, non era certo quella di adesso.
Palazzo Vecchio è uno dei posti più famosi ma per seguire le orme di Dante non ci si può esimere dal visitare la casa natale – sede di un museo dedicato alla sua vita e alle opere – e il cenotafio nella Chiesa di Santa Croce realizzato per ospitarne un giorno il corpo: il monumento mostra il poeta su di un trono sorretto dall’Italia mentre la Poesia piange sulla sua tomba.
Ciclovia di Dante, cosa non perdere sulla via del ritorno

È già tempo di rientrare, si fa per dire. La via del ritorno parte dalla valle del Casentino che era un tempo la dimora dei Guidi, una delle più importanti famiglie nobiliari del Medioevo. Loro furono tra quelli a sostenere il Sacro Romano Impero contro il Papa e per questo rappresentarono un rifugio per Dante quando fu esiliato. Pare abbia trascorso un anno nel castello di Poppi – scrivendo uno dei capitoli dell’Inferno – un’incantevole città murata immersa nella campagna.
Si prosegue verso Premilcuore, piccolo paesino di settecento abitanti che sembra sospeso nel tempo: qui c’è un castello (un tempo della famiglia Guidi), due splendide cascate create dal fiume Rabbi e un ponte romano con tanto di pannello narrante del viaggio di Dante nel canto XIII. A nove chilometri c’è Portico di Romagna, borgo suggestivo incorniciato tra boschi e cascate con un vecchio mulino ad accogliere i visitatori. La sua fama però è dovuta alle origini di Beatrice che di cognome faceva Portinari (ancora oggi si trova qui Palazzo Portinari): godetevi una sosta nei Giardini Comunali Dante e Beatrice.
La tappa successiva è Dovadola, il luogo più antico dell’itinerario dantesco, che conserva un castello anche questo (guarda caso) della famiglia Guidi. E così, con spalle all’Appennino, adesso ci si appresta a concludere in discesa questa esperienza sulle orme di Dante arrivando a Forlì: godetevi il meritato relax in Piazza Saffi ammirando l’Abbazia di San Mercuriale e il Palazzo delle Poste.
