Brisighella: la guida completa e aggiornata
Guida Brisighella, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Brisighella, immersa nella Valle del Lamone, è uno dei borghi più particolari e apprezzabili di tutta l'Italia, e non solo della sua regione di appartenenza, l'Emilia Romagna.
Una delle mete perfette per una vacanza slow tourism in Italia.
Andateci se vi piace: cucina locale, terme, borghi caratteristici.
Per quanto tempo: uno o due giorni.
Il periodo migliore: tutto l'anno.
Da sapere
- Dove si trova Brisighella: geografia, territorio e storia
- Come si vive a Brisighella: clima, qualità della vita e consigli utili
- Cosa sapere su Brisighella: i tesori della città
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Dove si trova
L’antico borgo medievale è avvolto dal verde Parco Regionale della Vena del Gesso, nell’Appennino Tosco-Romagnolo, a metà strada fra Firenze e Ravenna. Lo caratterizzano tre pinnacoli rocciosi, su cui poggiano la Rocca Manfrediana (XIV secolo), il Santuario del Monticino (XVIII secolo), e la Torre detta dell’Orologio (XIX secolo).

Probabilmente per merito dell’amenità del clima e del territorio fertile, Brisighella è stata abitata sin da tempi antichissimi. Alcuni reperti emersi dalla “Grotta Tanaccia”, risalgono al Neolitico e all’Età del bronzo, mentre la necropoli rinvenuta nella frazione di San Martino in Gattara, riporta tracce di popolazioni di origine celtica.
Ma è sotto l’Impero Romano che il comune inizia a crescere, con la realizzazione della via Faentina, percorsa dalle carovane che portavano il sale dalle Saline di Cervia a Roma.
Il nome originale della città potrebbe essere attribuito a una delle tante popolazioni che l’hanno abitata, dal gallico: “brisighella”, dalla radice brix (vetta, altura); dal veneto: “bressichella” (briciola), cioè piccola porzione della Serenissima Repubblica posta in Romagna; ed infine dal greco, “braxica” (cavolo), con riferimento a un luogo adatto alla coltivazione dell’ortaggio.
Di certo vi è il periodo in cui nacque l’attuale centro urbano; nel 1290, Maghinardo Pagani da Susinana, un grande condottiero medioevale della Romagna (citato anche da Dante nella Divina Commedia), fece erigere su uno dei tre colli una torre in grossi blocchi di gesso, in opposizione a Francesco Manfredi signore di Faenza, successivamente ai piedi dell’asperità si sviluppò il borgo.
Come si vive
Questo verdeggiante centro collinare di antiche origini, ha sempre basato la sua economia sull’agricoltura, (produzione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi e uve) integrandola con l’allevamento di bovini, suini e avicoli. Oggi a questi settori della tradizione si è aggiunto il turismo, i visitatori sono attirati dalle bellezze naturalistiche, dalle benefiche acque dei centri termali e dall’ottima cucina, ottenuta grazie a prodotti a chilometro zero.

Brisighella gode di un clima caldo e temperato di tipo mediterraneo, anche se vi sono diversi elementi di carattere continentale. Le estati sono calde e secche, mentre l’autunno e l’inverno sono stagioni piovose, ma non eccessivamente fredde, la temperatura media annuale è di 13.2 °C. (con massime di 23.1 °C e minime di 2.9 °C).
Come muoversi a Brisighella
Il centro storico di Brisighella è facilmente percorribile a piedi, mentre i verdi dintorni invogliano all’utilizzo della bicicletta, inoltre i punti di interesse posti sulle colline sono raggiungibili grazie a sentieri attrezzati con zone di sosta e punti di ristoro.
Gli autobus della linea urbana e extraurbana sono gestiti dalla Cooperativa Trasporti Riolo Terme.
Come arrivare a Brisighella
- In auto: dalle strade statali SS 9 Emilia / Statale 302 in direzione Firenze e SS 3 bis 71-309 Internazionale E/45, uscita casello di Faenza o Imola dell’Autostrada A14.
- In treno: Stazione di Faenza (linea Milano-Lecce/Bologna-Ancona) oppure Stazione di Brisighella (linea Faenza-Firenze via Marradi).
- In aereo: Aeroporto Marconi ( Bologna), Aeroporto L. Ridolfi (Forlì) e Aeroporto Aeradria (Rimini).
Cosa sapere
Brisighella vanta un territorio ancora in parte incontaminato e ricco di risorse, tra i prodotti riconosciuti anche all’estero vi è l’olio extra vergine “Brisighello”, che si fregia della DOP europea. Di grande gusto anche la Carne di Mora Romagnola, dell’antica razza suina autoctona.

Mentre sulle argille dei calanchi cresce il delicato Carciofo Moretto, molto gustosa anche la frutta (le pesche, le nettarine e le albicocche I.G.P. di Romagna) tra cui primeggia la Pera Volpina, ed infine il formaggio conciato con stagionatura nelle grotte di gesso.
Eccellenze della produzione vitivinicola sono il Sangiovese DOC e l’Albana di Romagna DOCG. La Valle del Lamone è inoltre conosciuta per l’arte del ricamo, in particolare a Brisighella e Fognano le scuole più famose, servivano anche la Casa Reale.
A riprova dello splendida cornice naturalistica in cui è immersa, Brisighella è inserita nel circuito della Comunità montana “Appennino Faentino” e del Parco naturale Carnè, è inoltre uno dei Borghi più belli d’Italia e certificato dal Touring Club Italiano con la “Bandiera Arancione”.
Vanta inoltre importanti certificazioni quali “Città Slow” e “Città dell’Olio e del Vino”. La tranquillità che regna nel borgo, con i suoi sentieri e scalinate gessosi, e la serenità dei suoi boschi rendono Brisighella la meta ideale per chi vuole allontanarsi dalla città, sentirsi in contatto con la natura, e contemporaneamente essere avvolto dall’atmosfera mistica di un borgo medievale e dei suoi antichi luoghi di culto.
"Acquistare l'olio "Brisighello" buono e genuino,
assistere alle feste medievali in estate,
mangiare alle numerose sagre paesane tutto l'anno,
visitare la rocca dove visse Caterina Sforza,
visitare la via degli asini (stradina coperta e sopraelevata),
curarsi alle terme."
(PRIMA - da Ravenna)
Il comune in provincia di Ravenna, si distingue per lo stabilimento termale dalle acque sulfuree e salso-iodiche, provenienti rispettivamente dalla sorgente Colombario e dalla sorgente Igea Val D’Amone. Ma anche per i numerosi itinerari che attraversano l’Appennino faentino, tra i più apprezzati “La Corolla delle Ginestre”.
Ed ancora, edifici di grande rilevanza storico-artistica come la cinquecentesca Chiesa dell’Osservanza, la Pieve di San Giovanni in Ottavio del XI secolo, e la Torre dell’orologio, (oggi sede del Museo del Tempo), che sembra essere rimasta ancora lì, come eterna custode della città.













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