Faenza: la guida completa e aggiornata
Guida Faenza, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Città dell’Emilia Romagna in provincia di Ravenna, incentrata sul ponte con cui la Via Emilia attraversa il Fiume Lamone, Faenza sorge sulla via Emilia tra le città di Imola e Forlì. Si trova ad ovest di Reggio Emilia e più precisamente alle pendici dell'Appennino faentino ed è da secoli sede vescovile della diocesi di Faenza-Modigliana.
E nota in particolare per la produzione storica della ceramica con cui gli artigiani locali creano degli oggetti per la cucina e d’arredo davvero unici. Oltre che faentini, uno dei nomi con cui vengono chiamati i cittadini di Faenza è manfredi, dal nome della famiglia che per secoli governò la città e le cui vestigia sono tutt’oggi visibili. Faenza corrisponde alla Romana Faventia dove Metello nell’82 a.C. sconfisse i partigiani di Mario. Comune di parte Guelfa, nel Medioevo, passò successivamente ai Manfredi, a Cesare Borgia, ai Veneziani e allo stato Pontificio.
L’impianto urbanistico di origine romana subì successive modifiche nel corso dei secoli, adattandosi ai vari stili architettonici che si sono susseguiti; nel corso del XIII secolo, l’insediamento di comunità religiose ne determina l’accrescimento, e successivamente, durante il periodo di dominazione della signoria dei Manfredi vengono apportati alla struttura urbana importanti interventi architettonici ed urbanistici. Nel corso del XVIII secolo si diffonde un’architettura neoclassica che vede come protagonisti gli architetti Giuseppe Pistocchi e Giovanni Antolini, il pittore Felice Giano e lo scultore Antonio Trantanove.
Oggi la città, a causa degli ingenti danni subiti durante il secondo conflitto mondiale, si presenta nell’aspetto alquanto frammentata a causa dell’alternarsi di strutture artistiche con costruzioni moderne. Oltre ad essere una importante città artistica, Faenza è considerata la capitale della ceramica per la sua tradizionale manifattura della maiolica d’arte, largamente esportata fin dall’epoca rinascimentale in tutta Europa.
Nella provincia di Faenza sono presenti diverse aree naturali ed anche aree archeologiche: dopo il fiume Lamone c’è il Borgo Durbecco, un sito archeologico i cui insediamenti risalgono all'XI secolo. Qui si possono anche visitare la chiesa della Santissima Annunziata, la chiesa di Sant'Antonino, la chiesa della Commenda e la famosa porta delle Chiavi. Oltre a questo nella zona sono presenti due siti dove è possibile anche praticare trekking e arrampicata: il Parco carsico della grotta Tanaccia e il Parco naturale Carné. Quest’ultima è una vasta area verde dotata di vari punti di ristoro. I percorsi si svolgono tra boschi, ruderi di antiche fortificazioni medievali e mura rudimentali. Il sentiero principale porta da Croce San Daniele a Ca' Malanca, alta Valle del Sintria. A Cà Malanca si trova il Museo della Resistenza, nello stesso luogo dove si svolse un importante combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale.
Gli eventi di Faenza sono particolarmente famosi: la quarta domenica di Giugno si tiene il Palio del Niballo. Una rievocazione storica che avviene fra i cinque rioni della città. Si tratta di un evento nato nel 1959 ed è accompagnato nelle settimane precedenti dalla Bigorda, cioè gare delle bandiere e dei musicanti. La settimana che precede la festa all’interno dei vari rioni vengono organizzate delle cene propiziatorie e altre attività culturali che mostrano la storia della cittadina. I cinque rioni che partecipano alla manifestazione sono: il rione Bianco, il rione Rosso, il rione Giallo, il rione Verde e il rione Nero. L’evento appartiene alla FIGS, Federazione Italiana Giochi Storici. Ogni 5 Gennaio invece si tiene la Nott de bisò, altro avvenimento legato al Palio durante il quale si beve il tradizionale Bisò, cioè il vin brulè. A sera nel centro della piazza viene dato alla fiamme un grande pupazzo che raffigura un saraceno vestito con i colori del rione che ha vinto nell’anno precedente. In questo modo si bandisce la sfortuna e si attiva la fortuna per l’anno venturo. L’ultimo sabato di Maggio invece si può partecipare alla maratona nota con il nome di 100 km del Passatore. La maratona è molto impegnativa e nonostante sia considerata un evento particolarmente folcloristico della città attira ogni anno più di 1000 partecipanti che si preparano tutto l’anno per correre. Si parte da Firenze percorrendo poi gli Appennini fino ai 900 metri del Passo della Colla di Casaglia e poi si scende nuovamente verso Faenza. Più volte è stata una gara di importanza europea nel 1991 anche come campionato del mondo. Un altro evento sportivo molto sentito è la corsa Coppi-Bartali. Il ricavato di questo evento sportivo viene ogni anno donato ad un ente di beneficenza diverso.
La cucina di Faenza è particolarmente gustosa, e nei vari ristoranti non mancano mai paste fatte a mano come: tagliolini, tagliatelle, quadrettini, maltagliati, gramigna, cappelletti ripieni di carne, strozzapreti e passatelli. Queste paste vengono poi abbinati con sughi freschi a base di pomodoro o verdure di stagione. La pasta tipica di Faenza sono i curzul, che prendono il loro nome dalla particolare somiglianza con i lacci delle scarpe (infatti curzul in dialetto vuol dire laccetti) e che vengono solitamente serviti conditi con il ragù di scalogno, realizzato con pomodoro, scalogno tritato, basilico e qualche spicchio d’aglio, un’altra specialità di Faenza.
Faenza fa parte del gruppo ristretto di città italiane che sono state decorate con la Croce di Guerra al Valor Militare per il Valore dimostrato durante la Guerra di Liberazione. Questo grazie al grande impegno della popolazione locale e per l’attività partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Come altri combattenti decorati al Valore, è membro dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro.














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