Ciociaria, non solo terra di Papi: 5 borghi e luoghi immersi nella natura da non perdere a sud di Roma
Acropoli, grotte e non solo: 5 proposte da scoprire a pochi chilometri dalla Capitale
La Ciociaria è una terra dai confini poco definiti, a sud di Roma. C’è chi la confonde con i Castelli Romani, chi addirittura la paragona a Latina e dintorni. In realtà, la sua definizione storica coincide in massima parte con la provincia di Frosinone, in uno spazio che tocca antiche città d’arte e borghi termali come Anagni, Alatri, Ferentino e Priverno.
5 proposte per una gita fuori porta in Ciociaria
Una gita fuori porta in Ciociaria è un mix di cultura e benessere, di verde dei boschi e dell’azzurro dei laghi. Ecco i cinque luoghi che PaesiOnLine ha selezionato per te per scoprire il Basso Lazio nel fine settimana.
Grotte di Pastena

Sono tantissime le grotte della Ciociaria, che si reggono su sistemi carsici interconnessi e ricchi di fascino. Tra queste, le grotte di Pastena (dal nome del comune che le ospita) sono un vero e proprio capolavoro della natura, con due grandi cavità (dette rispettivamente ‘ramo attivo’ e ‘ramo fossile’) nelle quali in passato sono stati trovate sepolture di origine preistorica. L’imponente Fosso Mastro è alto 20 metri e largo 12, ed è il più grande ambiente di tutte le grotte, dove scorre l’acqua e dove è possibile fare delle meravigliose passeggiate pur non essendo speleologi esperti.
Come visitare le grotte di Pastena: il biglietto d’ingresso costa 9 euro, 6 euro per i bambini. Nel fine settimana sono aperte dalle 10.30 alle 18.30 e l’ultimo ingresso avviene un’ora prima della chiusura. I biglietti si acquistano presso la biglietteria (Via delle Grotte, Pastena), che apre 25 minuti prima della prima visita. Maggiori info sul sito ufficiale.
Lago di Canterno

È un piccolo specchio d’acqua poco conosciuto, ma davvero bellissimo. Sembra di trovarsi in un’oasi paradisiaca, quando con la SP123 si arriva dalla vicina Fiuggi al Lago di Canterno. Tra terme e tuffi nell’acqua dolce, questo lago è lungo circa 3 chilometri e largo qualche centinaia di metri, con una forma “a goccia”. I locali vi praticano la pesca, ma per chi vuole concedersi una gita fuori porta in Ciociaria il consiglio è di portarsi il pranzo al sacco e godere della meraviglia che vi circonderà. Abbracciato dal verde di fitti boschi e delle montagne tutt’intorno, quello di Canterno è uno dei laghi più belli del Lazio. La sua, poi, è una posizione strategica per scoprire tutti i borghi intorno: 13 chilometri da Alatri e da Ferentino, 17 da Anagni, circa 25 da Frosinone. Niente male, no?
Perché viene chiamato il ‘lago fantasma’? Quello di Canterno non è un lago ‘stabile’: le sue acque si alzano e abbassano di livello anche di svariati metri, a causa delle cavità carsiche che si trovano sotto e nei dintorni del lago e che ‘assorbono’ l’acqua nei periodi di secca.
Abbazia di Fossanova

Può una delle più belle abbazie d’Italia essere nata dai resti di una fognatura? Secondo la storia più accreditata, l’Abbazia di Fossanova deve proprio il suo nome alla “Fossa Nova”, la cloaca che in epoca storica provvedeva alla dispersione dei liquami di Priverno. Classico esempio dello stile gotico cistercense del primo Duecento, fu benedetta da Innocenzo III il 17 marzo 1208 con la consacrazione dell’altare maggiore. L’impatto scenico di Fossanova è mozzafiato, con l’altissima navata centrale in pietra chiara rischiarata dalla luce del sole, così come è imponente il chiostro esterno e, nella chiesa, il bellissimo presbiterio illuminato da un rosone a forma di fiore. Da vedere la vicina Priverno, borgo immerso tra i monti Lepini e Ausoni.
Cosa comprare a Fossanova: le abbazie, si sa, organizzano parte del loro sostentamento con piccoli negozi interni dove acquistare le specialità preparate dai religiosi. Se Vitorchiano è famosa per le marmellate e Valvisciolo per i liquori, all’Abbazia di Fossanova potrete acquistare dolci e biscotti preparati dalle mani dei frati. Gusto… divino!
Le Acropoli di Alatri e Ferentino

La presenza di popolazioni preromane nell’area del Basso Lazio ha dato origine, indicativamente tra il X e il VII secolo a.C. a numerose acropoli, luoghi deputati sia alla protezione militare che al culto pagano. Ecco che in Ciociaria è possibile ancora oggi scoprire borghi sormontati da mura ciclopiche e strutture imponenti in pietra, che hanno resistito a tremila anni di intemperie, terremoti e trasformazioni urbanistiche. Le più imponenti sono sicuramente quelle di Alatri e Ferentino, ciascuna con una particolarità. L’Acropoli di Alatri, o Civita, conserva ottimamente le antiche mura e al suo interno ospita la Concattedrale di San Paolo, mentre l’Acropoli di Ferentino è un ampio spazio quadrato con possenti mura, dentro le quali ci sono i resti di una cattedrale mai completata, e costruita su un sito di epoca romana.
Terme di Ferentino: se volete concedervi un weekend di benessere, dal 1854 Ferentino ospita le Terme Pompeo. Meno celebri di quelle di Fiuggi, ma non per questo meno belle, offrono pacchetti dedicati alle coppie con fangoterapia, idromassaggio e trattamenti beauty. Maggiori informazioni sul sito termepompeo.it.
Arpino, Borgo arancione del Touring Club Italiano

Come il nome del cavaliere suo più celebre abitante, Arpino è un comune della Ciociaria perfetto per una gita dal sapore antico. Civitavecchia (da non confondersi con il porto di Roma) è la parte più antica del borgo, dove si trova anche qui un’acropoli, presenza che come abbiamo appena visto è comune nei borghi ciociari. Con la sua forma ad arpa, che forse avrebbe dato origine al nome, la cittadina è un gioiello tutto da scoprire. Non solo per Cicerone, che nacque qui nel 106 a.C. e ne descrisse la bellezza, ma per i numerosi siti storici che ospita. La Fontana dell’Aquila Romana, vero e proprio simbolo di Arpino, ma anche la barocca Chiesa di Santa Maria di Civita con la sua facciata convessa e l’imponente Acropoli, risalente al VIII-VII secolo a.C. e sulla quale svetta la Torre di Cicerone, parte forse di un castello, restaurata una decina di anni fa.
La visita ad Arpino non può che concludersi con un pranzo o una cena in uno dei tanti ristoranti locali, come Il Ciclope o La Perla, dove provare la tipica pasta all’uovo, i secondi di carne alla brace e la pasticceria secca locale (ciambelle e tozzetti in testa).
[foto copertina ©Giambattista Lazazzera / Shutterstock.com - solo uso editoriale]
