Cortina 70 anni dopo: ecco com'è cambiata la città che tornerà a ospitare le Olimpiadi invernali 2026
Cortina 2026: riprogettazione urbana e sciistica all'insegna della sostenibilità
Settant’anni dopo il 1956, Cortina d’Ampezzo torna a essere protagonista assoluta dello sport mondiale con i XXV Giochi olimpici invernali. La Regina delle Dolomiti, che già allora seppe incantare il mondo con la bellezza delle sue piste e del suo paesaggio, oggi si presenta profondamente trasformata, sospesa tra la sua tradizione alpina e le sfide contemporanee legate alla sostenibilità, alla logistica e al lascito che l’evento porterà al territorio.
Cortina 1956: la Regina delle Dolomiti si apre al mondo

Il cuore delle Olimpiadi 1956 fu il trampolino Italia, le piste delle Tofane e lo stadio del ghiaccio all’aperto, simboli di un’epoca in cui il turismo montano iniziava a strutturarsi. Le Olimpiadi di Cortina 1956 furono un punto di svolta nel turismo montano italiano, e contribuirono a conferire alla città di Cortina quell'aura di esclusività chic che la contraddistingue da ormai 60 anni.
Cortina 2026: riprogettazione urbana e sciistica all'insegna della sostenibilità
Oggi, a distanza di sette decenni, Cortina si prepara ad accogliere nuovamente atleti e spettatori da tutto il mondo con infrastrutture rinnovate e servizi aggiornati alle esigenze di un evento globale. La Pista Olympia delle Tofane, teatro di storiche discese femminili, è stata dotata di sistemi tecnologici avanzati e di un nuovo impianto elettrico ridondato per garantire la sicurezza e la continuità durante le dirette televisive. Il cantiere più discusso è certamente quello dello Sliding Centre, il rinnovato tracciato di bob, skeleton e slittino. Dopo anni di dibattiti, i lavori sono ormai quasi completati, con l’obiettivo di ottenere l’omologazione definitiva entro l’inverno. Accanto all’impianto sportivo, è prevista anche la valorizzazione di strutture storiche come il Bob Bar e la Cabina S, che diventeranno spazi di narrazione della memoria olimpica.
Non meno significativa è la costruzione del Villaggio Olimpico di Cortina, concepito con 377 unità abitative mobili e riciclabili, che al termine dei Giochi saranno riutilizzate secondo principi di economia circolare. Si tratta di un esempio concreto di come le Olimpiadi possano lasciare in eredità soluzioni di sostenibilità ambientale e sociale.
L’intero evento, che coinvolge più regioni, prevede 98 interventi tra impianti sportivi e infrastrutture di trasporto, per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro. Tuttavia, secondo i report civici di monitoraggio, solo una parte delle opere sarà completata entro febbraio 2026. Per questo motivo, il governo e la società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 hanno scelto di concentrare gli sforzi sulle sedi di gara, rinviando alcune opere stradali e di mobilità al periodo post-Olimpiadi, con la logica di una legacy che proseguirà fino al 2028.
Cortina si trova quindi al centro di una trasformazione che va ben oltre le due settimane di competizioni. La città e il suo comprensorio vivono una fase di grande fermento: hotel ristrutturati, servizi potenziati, nuove soluzioni di accessibilità pensate per residenti e turisti. Al tempo stesso, la sfida è garantire che i benefici non si esauriscano con l’evento, ma rimangano come patrimonio per la comunità.
Le Olimpiadi del 2026 rappresentano dunque un ritorno al passato e uno sguardo al futuro. Cortina, con la sua eleganza senza tempo, il paesaggio dolomitico patrimonio UNESCO e l’energia di una città che si rinnova, si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia olimpica. Sarà l’occasione per celebrare lo sport, ma anche per mostrare al mondo come una località di montagna possa reinventarsi mantenendo intatta la propria identità.
