Dal Monviso al cuneese, ecco i 4 borghi del Piemonte più belli da visitare in inverno
Aria buona, neve e sentieri perfetti da scoprire in tanti modi diversi: questa regione è il posto giusto per godersi il buono della stagione fredda
A guardare attentamente la sua cartina, si scopre che oltre le solite zone di Roero, Langhe e Monferrato ci sono un mondo, una pletora di luoghi che vale la pena scoprire. Ma se pensavate che l'inverno richiamasse alla mente l'idea di stare a casa e rimandare i viaggi oltre, i borghi del Piemonte sono la meta perfetta per scoprire, a due passi da Torino, i migliori luoghi che conservano l’anima e le tradizioni della regione che fu, l’arte antica delle vecchie generazioni che ancora vivono in questi luoghi affascinanti. Questo è un viaggio in particolare in quelli della provincia di Cuneo ma anche nei paesi che si trovano alle pendici del Monviso, simbolo del Piemonte intero.
Garessio, il borgo a metà tra mare e montagna

Garessio è nella lista dei borghi più belli d’Italia, in primo luogo per la sua posizione. Dove lo trovi un posto dalle cui piste da sci si intravede il mare? La particolarità della posizione di questo borgo nel cuneese è proprio questa: una doppia anima che lo tiene ancorato alla sua regione d’origine e che, d’altro canto, lo spinge già verso gli orizzonti liguri.
E non solo: da qui partono i sentieri su e giù per le Alpi Marittime tra cui il “percorso rosso”, che ti porterà a spasso dal borgo fino a Ceriale, in Liguria. C’è anche il “percorso blu”, un tragitto variegato che da Garessio porta al Castello di Casotto, come alternativa.
Per chi ama lo sci, il posto da visitare e Garessio 2000, gli impianti sciistici della zona. Dalla cima non si vede solo la Liguria ma anche la Corsica: un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Tra una discesa e l’altra no può mancare un assaggio di polenta saracena ma anche i friscioi (frittelle di mele) e la panissa, la tipica polenta di ceci.
Ostana, tradizione occitana sul Monviso

Questi due borghi che si trovano a due poli opposti delle pendici del Monviso hanno comune colori, cultura e tradizioni della cultura occitana. Da queste parti è custodita gelosamente, rendendo sia Ostana che Chianale due punti nevralgici della conservazione della memoria e del passato da un punto di vista culturale.
Ostana ha pochissimi abitanti, non arriva neanche a un centinaio. Esiste dal 1322 e ha una storia antichissima, che si interseca con quella dell’Occitania. La bellezza di questo borgo si scopre passeggiando tra le sue borgate, che compongono l’abitato.
Da La Villo fino a Champanho, passando davanti alle case di Marquét nel mezzo. Un luogo dal fascino incredibile, a cui contribuiscono anche porzioni che una volta erano abitate e ora non lo sono più come La Ruà e di Miribrart, la zona più suggestiva.
Chianale, dove visitare il bosco più grande d'Italia

Chianale, anche lui nella lista dei Borghi più belli d’Italia, si trova nei pressi dell’Alevè, il bosco più grande dell’Italia intera: si estende per più di 800 ettari tra alberi secolari e percorsi di trekking piacevoli. La forza della cultura occitana, anche qui fortissima, si ritrova nella topografia di questi luoghi: Alevé vuol dire “pino cembro” in lingua d’oc. Immerso nella natura della Val Varaita, Chianale è centro vivo di tradizioni che esplodono ogni anno con la festa invernale di Sant’Antonio, a gennaio.
I piatti tipici sono les ravioles, gnocchi di patate con formaggio e condite da una goduriosa colata di burro e la polenta concia cruzetin. In inverno ci si diverte persino scalando cascate ghiacciate, oltre che con lo sci nordico, una delle eccellenze del borgo.
Usseaux, gioiello della Val Chisone

Il viaggio tra i borghi montani più suggestivi del Piemonte finisce nella Val Chisone, a Usseaux. Anche qui la cultura occitana pulsa come non mai, a pochi passi da Torino e a 4 chilometri dal Forte di Fenestrelle. In inverno Usseaux diventa una cartolina: gli appassionati di sci raggiungono Pragelato o Sestriere, due delle località sciistiche più amate e rinomate dell’intera regione, per divertirsi sulla neve.
In estate si esplorano i parchi naturali de l’Orsiera-Rocciavrè e il Gran Bosco di Salbertrand, pieni di flora e fauna tipica. E per assaggiare davvero la tradizione si può dare un morso al formaggio tipico di queste zone, il plaisentif, che nasce dal latte dei primi giorni d’alpeggio.
