Dimenticati di Re Artù: la vera spada nella roccia è italiana. Si trova qui, e tutti possono ammirarla
A Chiusdino esiste un luogo in cui storia e leggenda si fondono nel raccondo della "spada nella roccia". Immergiamoci nel mistero delle colline toscane.
È un viaggio nella leggenda e nel mistero quello in cui vogliamo condurvi oggi, un’avventura che parla di cavalieri e antiche profezie e che comincia in una delle regioni più suggestive della nostra penisola: la Toscana. Ci troviamo in un piccolo borgo in provincia di Siena, più precisamente a Chiusdino, immersi in uno splendido paesaggio tra le morbide valli e i filari di oliveti della campagna della Val di Merse. Abbarbicato sulla cima di un colle, si trova l’Eremo di Montesiepi, un antico monastero cistercense che sorveglia dall’alto l’Abbazia di San Galgano, posta ai piedi della collina. Al suo interno, è custodito uno dei prodigi più enigmatici della storia, la leggendaria spada nella roccia, un celebre mito che pare essere ispirato proprio a una reale vicenda avvenuta in questi luoghi alla fine del XII secolo. Qui, infatti, è possibile ammirare una spada che fu letteralmente incastonata nella pietra da un giovane e prode cavaliere più di 800 anni fa. No, non stiamo parlando di Re Artù, ma di Galgano Guidotti, il terribile soldato che conficcò la sua arma all’interno di queste mura come segno di rinuncia a una vita dissoluta e violenta.
Chiusdino: l’Eremo di Montesiepi e la leggenda della spada nella roccia di Guidotti

Secondo la leggenda, Galgano Guidotti fu un valoroso cavaliere, ma dedito a una vita frivola e immorale. La sua esistenza cambiò radicalmente la notte di Natale del 1180, quando apparve davanti ai suoi occhi l’Arcangelo Michele che gli chiese di seguirlo. La figura celeste lo condusse sulla cima di un monte dove ebbe un’ulteriore visione: i 12 Apostoli che lo invitavano a lasciare i piaceri della vita terrena, indicandogli la via per il Paradiso. E così, il cavaliere estrasse la sua spada, la incastonò con forza nella roccia e da quel giorno è rimasta lì intatta, come simbolo della fede e della devozione di un uomo che dedicò la restante parte della sua vita a Dio e alla preghiera, illuminando la strada e ilcuoredichiunqueglistesseaccanto. Morì l’anno successivo, a soli 33 anni, e nel 1185 la Chiesa cattolica lo proclamò Santo. Intorno alla sua spada fu, poi, costruito un edificio: l’Eremo di Montesiepi, conosciuto anche come la Rotonda di Montesiepi. Pochi anni dopo, i monaci cistercensi edificarono la vicina e imponente Abbazia di San Galgano, caduta in rovina nel corso dei secoli e di cui oggi sono visibili le sole mura. L’Eremo di Montesiepi si distingue per la sua particolare forma cilindrica, coperta da una cupola emisferica a fasce alternate, realizzate in cotto e travertino. Consacrato ufficialmente nel 1185 dal vescovo di Volterra, al suo interno è possibile ammirare gli splendidi affreschi diAmbrogioLorenzetti,ormaiparzialmentedeteriorati,che raffigurano scene della vita di San Galgano e dell’Annunciazione. L’attrazione principale resta, tuttavia, la leggendaria spada attualmente protetta da una teca di vetro, ma altrettanto affascinante è la lastra medievale sulla quale è scalfita un’incisione che ricorda ai pellegrini la vita dopo la morte, rimasta incredibilmente intatta fino ai nostri giorni.
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Visitare l’Abbazia di San Galgano a Montesiepi: consigli utili

L’Abbazia di San Galgano fu edificata dai monaci cistercensi intorno al 1220 e rappresenta uno dei più grandi esempi di architettura gotico temperata esistenti nella regione Toscana. L’imponente edificio a croce latina contribuì alla formazione di un complesso religioso maestoso e suggestivo, che rendeva onore alla ferrea devozione del Santo. Con il tempo, però, il ricordo di San Galgano si affievolì e lentamente l’abbazia cominciò a deteriorarsi, perdendo il suo iniziale prestigio. Durante il XX secolo, la costruzione fu sottoposta a opere di recupero e di restauro con l’obiettivo di rallentarne l’inarrestabile declino e oggièpossibileammirarelesueantiche mura che, seppur prive del tetto, incantano e sorprendono per la loro eleganza architettonica. Un luogo ricco di fascino e mistero che ha ispirato persino alcune delle più famose pellicole internazionali, come Il paziente inglese di Anthony Minghella, Sole a catinelle di Checco Zalone e Il riposo del guerriero di Roger Vadim. Per la visita all'Abbazia di San Galgano e al vicino museo, è previsto un biglietto unico al costo di 6 euro o ridotto a 5 euro. Il complesso è apertp tutti i giorni con orario continuato, ma per maggiori dettagli consigliamo di consultare il sito ufficiale.
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