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Appassionati di birdwatching a rapporto, ecco i posti più belli per godersi lo spettacolo in Italia  

L'osservazione degli uccelli è un passatempo perfetto per chi ama il contatto nella natura. E nel Bel Paese, i luoghi migliori per farlo sono questi

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Se la natura è la vostra passione e i volatili i vostri migliori amici allora il birdwatching è quello che fa per voi. Dalle campagne alle coste, dalle montagne alle zone più umide, i luoghi di ritrovo per le specie di uccelli più belli e rari sono davvero infiniti ed osservarli nel loro ambiente naturale può diventare una missione per itinerari turistici di qualità con famiglia al seguito.

Pur essendo un hobby praticabile nei parchi cittadini (o semplicemente dalle finestre di casa propria) è nato negli anni un vero e proprio turismo basato sul birdwatching, con la creazione di strutture ricettive vicine alle zone più note per l’osservazione. E allora siete pronti? Vi servono solo tre cose: un binocolo per gli avvistamenti, una guida per riconoscere le varie specie e un taccuino per gli appunti.

Dove fare birdwatching in Italia

Il nostro Paese vanta diversi ecosistemi in cui vivono circa cinquecento esemplari di volatili, migratori e non. La varietà è ricca così come i luoghi da scoprire alla ricerca del birdwatching da sogno: ecco il viaggio in Italia da nord a sud.

Dalla Foresta del Tarvisio al Delta del Po, inizia il volo

Si parte dalla regione friulana e più precisamente dalla millenaria foresta alpina del Tarvisio grande ben ventiquattro mila ettari toccando i confini di Austria e Slovenia. Qui sono diverse le specie di rapaci come l’aquila reale, la civetta nana, il grifone, il gallo cedrone e ben tre tipi di picchio (nero, cenerino e tridattilo).

Scendendo giù per l’Italia una tappa obbligata è il Delta del Po dove arrivano appassionati da tutto il mondo in occasione della Fiera Internazionale del Birdwatching. Questa zona è popolata da specie stanziali e migratorie tipiche soprattutto delle aree umide, si contano circa trecento tipologie di uccelli tra fenicotteri, aironi, cicogne, gabbiani vari, anatre e oche (e sono solo alcuni).

Arrivando in Toscana fermatevi nell’oasi del lago di Massaciuccoli - in provincia di Lucca – che ospita cormorani, aironi rossi e cenerini, falchi di palude e i cavalieri d’Italia.

 
 
 
 
 
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Dal Parco Nazionale d’Abruzzo ai Monti della Tolfa, si plana sul centro Italia

Un’altra area naturalistica top per il birdwatching è il Parco Nazionale d’Abruzzo dove si ritrovano alcuni dei rapaci più grandi del nostro territorio, vedi l’aquila e il gufo reale o il falco pellegrino. E poi è possibile avvistare altre specie tipiche del contesto montano come il picchio dorso bianco e quello muraiolo, il gracchio e il fringuello alpino o il merlo acquaiolo.

Arrivando nei pressi di Roma merita una sosta l’area collinare dei Monti della Tolfa nel Lazio piena zeppa di rapaci di ogni genere: nibbio reale e bruno, albanella, biancone, falco pellegrino e pecchiaiolo, poiana insieme a cuculi e upupe in quantità.

 
 
 
 
 
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Il birdwatching nel sud Italia, si arriva in Puglia

Un paradiso naturale oltre che un sogno per chi ama il birdwatching. Eccoci in Puglia, esattamente nelle Saline di Margherita di Savoia che offrono una varietà di volatili per ogni stagione come limicoli e rapaci, sterne, mignattini, anatre e gabbiani, gli svassi e lo splendido airone bianco maggiore.

Restando in terra pugliese altra tappa è quella di Gravina di Laterza, un’oasi particolare caratterizzata da una gola rocciosa che fa da dimora a molte specie rare come il capovaccaio - un avvoltoio che rischia di estinguersi - il gufo reale, il corvo imperiale, la monachella e lo zigolo.

 
 
 
 
 
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Il volo a planare si chiude nelle isole, dove fare birdwatching in Sicilia e in Sardegna

Chi l’avrebbe detto che lo Stretto di Messina oltre ad essere popolato da viaggiatori in arrivo o in partenza dal continente (e dai famosi pesce spada che lo attraversano) è anche meta di appassionati di birdwatching da tutta Europa? I rapaci la fanno da padrone con la grandiosa migrazione che avviene in primavera: da aprile a maggio si possono avvistare il falco pecchiaiolo, il gheppio, il nibbio bruno, l’aquila minore e il capovaccaio. Non solo, lo Stretto è frequentato anche da molte cicogne bianche e nere.

In terra sicula ci sono altre due mete predilette dagli appassionati di birdwatching, le Saline di Priolo e Linosa. La prima è una riserva meravigliosa, nata nel 2000 dopo un’operazione di bonifica, che ospita centinaia di specie migratrici e stazionarie: anatre e limicoli, fenicotteri, falco di palude, gabbiano roseo e corallino, e altri ancora. L’isola di Linosa ospita la seconda colonia per grandezza di tutto il Mediterraneo della berta maggiore con circa diecimila coppie. Nel periodo estivo l’esperienza da non perdere è il viaggio in barca per rintracciarle mentre in autunno si può assistere alle migrazioni del pettirosso pigliamosche, dello zigolo e del luì. 

Arrivando in Sardegna la destinazione prescelta per il birdwatching è l’isola di Carloforte con la sua oasi selvaggia che riesce ad offrire habitat diversi per uccelli diversi. Protagonista qui è il falco della regina, una rarità per gli appassionati, anche perché fa il nido sulle scogliere a picco sul mare: quale spettacolo migliore della natura? E poi non mancano falchi pellegrini, il gabbiano corso (anche questo raro) e il marangone dal ciuffo.

In direzione Cagliari ci sono gli stagni costieri del capoluogo con oltre duecento specie di volatili tipici delle zone umide, sia migranti che nidificatori, che sorvolano l’area tutto l’anno. E così il via vai di anatre, limicoli, aironi, sterne, gabbiani e fenicotteri (stupenda la magia della loro nidificazione).

 
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