WhichPage-GetPartialViewNoCache = 0,0009768
 
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0019536
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009764

È la strada più alta d'Europa: 2800 metri scavati nella montagna, arrivare qui è un'impresa da record  

Tornanti stretti, gallerie scavate nella roccia e pareti innevate accompagnano la salita verso uno dei valichi stradali più alti e impegnativi delle Alpi.

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0009768

C’è un momento, salendo verso il Passo dello Stelvio, in cui la strada smette di essere solo asfalto e diventa una linea narrativa sulla montagna. Curve che si rincorrono, gallerie scavate nella roccia, cambi di luce improvvisi: ogni tratto racconta un pezzo di storia, dall’ingegneria ottocentesca alle imprese del Giro d’Italia. Chi arriva quassù, in auto, in moto o in bicicletta, si muove dentro un paesaggio che è insieme valico di confine, museo a cielo aperto e balcone naturale sul gruppo Ortles-Cevedale. 758 metri tra Lombardia e Alto Adige, non è solo una meta da segnare sulla cartina: è un’esperienza che chiedepreparazione, attenzione alle condizioni della montagna e un minimo di consapevolezza su dove si sta passando. Perché questa strada, nata per ragioni strategiche, oggi è uno dei simboli più riconoscibili delle Alpi italiane.

Una grande strada imperiale nel cuore delle Alpi

È la strada più alta d'Europa: 2800 metri scavati nella montagna, arrivare qui è un'impresa da record

Prima di diventare set fotografico per motociclisti e ciclisti, la strada del Passo dello Stelvio è stata un progetto politico. Quando l’Impero austriaco avviò i lavori, nel 1820, l’obiettivo era collegare Milano al Tirolo senza dipendere da territori stranieri considerati instabili. A quell’epoca i valichi alpini erano infrastrutture strategiche quanto i porti, e la scelta di puntare a quasi 2.800 metri racconta l’ambizione di Vienna. L’ingegnere Carlo Donegani dovette immaginare un tracciato percorribile da carri e diligenze con mezzi tecnici minimi rispetto a oggi. In cinque anni prese forma una strada di circa 50 chilometri con 82 tornanti e sei gallerie, sostenuta da muri, taglinellamontagna, punti di sosta e case cantoniere. Molto è stato adeguato al traffico moderno, ma l’ossatura del percorso resta quella pensata nell’Ottocento, quando lo Stelvio collegava due regioni dello stesso impero.

Due versanti, due salite: Prato allo Stelvio e Bormio

È la strada più alta d'Europa: 2800 metri scavati nella montagna, arrivare qui è un'impresa da record

Affrontare lo Stelvio da Prato allo Stelvio o da Bormio significa vivere due esperienze diverse sulla stessa montagna. Dal lato altoatesino, la salita è un lungo esercizio di regolarità: circa 25 chilometri, oltre 1.800 metri di dislivello e i celebri 48 tornanti che disegnano una serpentina quasi ipnotica sopra Trafoi. Ogni curva è numerata, un dettaglio che piace ai ciclisti e ai viaggiatori attenti alla progressione della quota. Sul versante valtellinese la scenografia cambia. La strada penetra nella valle del Braulio, si infila in gallerie strette, sfiora pareti verticali e tratti in cui neve e acqua rimodellano il paesaggio per mesi. Qui il senso dimontagna è più chiuso, quasi canyon. I due tracciati si incontrano al valico, dove una breve deviazione porta verso il Passo dell’Umbrail e la Val Müstair svizzera, storicamente collegati ai traffici locali ben prima dell’apertura della grande arteria ottocentesca.

Dal mito del Giro d’Italia alle salite dei cicloamatori

È la strada più alta d'Europa: 2800 metri scavati nella montagna, arrivare qui è un'impresa da record

Se oggi il nome Stelvio richiama immediatamente una salita ciclistica, il merito è anche del Giro d’Italia. L’ingresso del passo nella corsa, nel 1953, ha cambiato la percezione di questa strada. In quella tappa Fausto Coppi trasformò gli ultimi chilometri in una scalata decisiva, rovesciando la classifica ai danni di Hugo Koblet e firmando uno dei capitoli più raccontati della Corsa Rosa. Da allora, quando appare in altimetria, il passo è sinonimo di giornata chiave. Il titolo di Cima Coppi, assegnato al punto più alto del Giro, ha consolidato la fama del valico. Oggi migliaia di cicloamatori inseguono la loro versione di quellafatica:dosare lo sforzo per decine di chilometri, convivere con l’aria più rarefatta, gestire una discesa fredda e tecnica. Nelle giornate chiuse al traffico motorizzato, il silenzio restituisce alla strada un ritmo quasi lento, fatto di respiri, rapporti corti e tornanti che scorrono uno dopo l’altro.

Un passo nel Parco nazionale dello Stelvio

È la strada più alta d'Europa: 2800 metri scavati nella montagna, arrivare qui è un'impresa da record

Oltre la retorica dei primati altimetrici, lo Stelvio è soprattutto un valico incastonato in un grande paesaggio protetto. La strada attraversa il Parco nazionale dello Stelvio, che sale dai fondovalle intorno ai 700 metri fino ai 3.905 dell’Ortles. In pochi chilometri si passa da boschi di conifere a pascoli, pietraie e ambienti d’alta quota dove gli alberi scompaiono e restano solo rocce, ghiaccio residuo e praterie sottili. Chi arriva in auto o in moto ha la possibilità di fermarsi sul passo e imboccare i sentieri verso lo Scorluzzo o la Punta delle Tre Lingue, dove le vecchie opere militari raccontano la Prima guerra mondiale. La concentrazione di alberghi, rifugi e negozi sulvalico va letta anche alla luce di questa doppia vocazione: strada di transito e punto di partenza per escursioni. Resta però una regola di fondo, valida per tutti: la montagna detta ancora tempi, condizioni e limiti della visita.

 
Ascolta i podcast
 
Annunci pubblicitari
ContentInfoPostDetail-GetPartialView = 0,0283216
Video del mese
FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0029305
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009768

Ogni Comune italiano è un viaggio unico

comuni non comuni

Caricamento in corso...

FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0019527
GuideOfMonthBanner-GetPartialView = 0,00293
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009768

paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

Note Legali | Note redazionali | Privacy Policy | Cookie Policy | Cambia Impostazioni Privacy Policy

È vietata la riproduzione anche parziale - Valica Spa non è responsabile dei siti collegati.

Valica
©2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Vietata la riproduzione Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur
Footer-GetPartialView = 0,0009768
AdvValica-GetPartialView = 0