Esiste ed è bellissimo. Alla scoperta del Molise
Tutti i tesori della regione italiana che neanche gli italiani conoscono
L’hanno chiamata l’Ohio italiano, perché per settimane nel 2018 le sue vicende politiche hanno tenuto con il fiato sospeso un paese intero. Eppure non si direbbe da una regione di soli 300mila abitanti, incastonata tra gli Appennini e così ben celata al turismo di massa che per molti non esiste neanche.
Il Molise è una regione che sale agli onori della cronaca con cadenza puramente occasionale, ma che per contro meriterebbe i riflettori accesi molto più spesso, anche grazie a un patrimonio storico, culturale ed enogastronomico che potrebbe fare concorrenza diretta anche alle più blasonate regioni italiane.
Una regione ancora oggi poco conosciuta, ma capace di incantare anche il turista più vissuto, dalle vette del Matese fino alle spiagge di Campomarino, recentemente premiate con la Bandiera Blu 2018.
Un vero e proprio tour alla scoperta del Molise più autentico e tradizionale, dove i ritmi del quotidiano scorrono lenti e la natura è ancora incontaminata, permettendoci di riscoprire una calma serafica adatta per una vacanza non convenzionale nel cuore d’Italia.
I luoghi del Molise
Tra grandi spazi verdi e antiche architetture, l’ultimo edificio che ci si aspetterebbe di trovare è un imponente santuario neogotico. Succede che a Castelpetroso, nell’isernino, si possa visitare l’ottocentesco Santuario della Madonna Addolorata, con le sue magnifiche guglie e la grande cupola che svettano sui boschi tutt’intorno. Uno scenario idilliaco di fede, che soprattutto in inverno rende questo luogo tra i più belli di tutto il Molise.

Battuto da quasi tutti gli schieramenti politici durante l’ultima campagna elettorale, Bagnoli del Trigno è un borgo dalle sembianze straordinarie. Letteralmente arrampicato su uno sperone di roccia, questo piccolo borgo di appena settecento abitanti è un susseguirsi di piccole case e chiese ai piedi del massiccio roccioso sul quale venne costruito l’inespugnabile Castello Sanfelice.

Feudo sannita e luogo con quasi tre millenni di storia sulle spalle, Saepinum è uno dei siti archeologici più importanti del Centro-sud Italia. Conquistata dai romani dopo lunghe e sanguinose battaglie, Sepino (detta anche Altilia) è oggi un incredibile museo a cielo aperto, dove ammirare le mura perimetrali romane, i portali d’accesso, il grande anfiteatro, la basilica forense e il foro romano, in un quadro d’insieme che sembra uscito da un libro di storia.

Delizie e sapori della cucina molisana
In molti li associano alla vicina Puglia, ma i cavatelli sono originari proprio del Molise. Qui sono riconosciuti come PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), e oltre a essere parte integrante del mangiare delle feste, vi sono dedicate molte feste: tra le più frequentate ci sono le sagre di Cercemaggiore, Pietracatella, Petrella Tifernina e Trivento.
Il Molise è anche terra di buon vino, come il Tintilia, ed è proprio con il vino che si prepara una bevanda (anzi, la bevanda secondo i molisani!) davvero peculiare: lo scattone. Si tratta di un preparato a base di vino rosso e acqua di cottura della pasta, che secondo la tradizione sarebbe un vero toccasana contro raffreddori e malanni di stagione. Provare per credere!

Fede e misteri negli eventi molisani
La tradizione cattolica è ancora molto sentita in Molise, e scandisce i tempi delle feste e delle celebrazioni di piazza, come nel caso dei Misteri di Campobasso.
Questa antichissima processione, che si tiene in occasione del Corpus Domini, vede la presenza di statue viventi di angeli e demoni, che rappresentano l’eterno conflitto tra il bene e il male, sfilare nel centro storico del capoluogo molisano in un susseguirsi di scene dal pathos unico.
Una festa alla quale accorrono non soltanto i campobassani, ma turisti provenienti da ogni parte della regione e d’Italia, per assistere a un rito la cui “resa artistica” viene fatta risalire al Settecento.
Di particolare bellezza è infine la Festa di San Basso a Termoli, lungo la breve (ma intensa!) costa molisana. Qui, nel mese di agosto, si tiene l’antica Processione a mare, in un incontro tra la terra e le acque che simboleggia il rapporto delle genti con il pescoso Adriatico, sul quale ancora oggi dominano i trabucchi, simbolo della pesca “a raso spiaggia”.

