Saepinum – Altilia, la ‘piccola Roma’ tra le cime del Matese
Forse non lo sai, ma in Molise c’è una antichissima ‘città perduta’ dove, tra pietre resistenti al tempo e imponenti colonne, tornerai all’epoca dei Romani in un batter d’occhio
Altilia Izabela Miszczak - Shutterstock.com
Non dovrai pagare il biglietto d’ingresso, e neanche essere vincolato a orari o lunghe spiegazioni da parte di guide turistiche. Il sito archeologico di Sepino – Altilia è un autentico museo a cielo aperto da vivere liberamente, ma che in quanto a valore storico non ha niente da invidiare a ‘corrispettivi’ più blasonati (e costosi).
Altilia, dove il tempo si è fermato
Siamo nel cuore del Molise, incorniciati dalla corona di montagne del Matese e a neanche mezz’ora di automobile dal capoluogo Campobasso, ed è proprio qui che abbiamo trovato un vero e proprio gioiello archeologico, l’antica città romana di Altilia.
Altilia Saepinum è l’antica zona archeologica della città romana di Saepinum. Essa si apre all’incrocio di due importanti strade: la strada che collega il Matese alla costa e il tratturo Pescasseroli-Candela.
Complessivamente, occupa un’area di circa 12 ettari e si tratta di una delle emergenze archeologiche più importanti di tutta l’Italia centrale (dopo quelle romane). Articolata intorno ai due assi viari perpendicolari del cardo e del decumano tipici dell’urbanistica Romana, la città di Altilia è circondata da una cinta muraria commissionata dall’Imperatore Augusto ai suoi due figli, Tiberio e Druso. Interrompono questa cinta muraria ben quattro porte: Porta Boiano, Porta Tammaro, Porta Benevento, Porta Terravecchia e vi si ergono 35 torri (delle quali oggi sono visibili solo 27).
Custodite dai resti di questa cinta di mura, puoi vedere ancora oggi luoghi e ambienti che ci fanno ben capire la grandezza che la città doveva avere nel suo momento di massimo splendore, e anche solo con una passeggiata tra le rovine ti regalano un incredibile viaggio nel passato.
Camminando nel sito archeologico di Altilia potrai ammirare luoghi cardine della vita pubblica al tempo dei Romani come colonne che sono quel che resta di un tempio, il foro e la cosiddetta Fontana del Grifo. Proseguendo la passeggiata incontrerai ambienti di aggregazione pubblica come il complesso delle terme e il macellum (il mercato), dove sembra ancora di sentir risuonare le voci dei frequentatori.
Il teatro di Altilia tra ieri e oggi
Tra le costruzioni meglio conservate merita un cenno a parte l’anfiteatro con la sua capienza di circa 3.000 posti, la scena e la platea in pietra locale finemente lavorata. Non solo, quello di Altilia è un teatro dalle caratteristiche particolari, a partire dalle vecchie case coloniche che sono state costruite successivamente e che seguono l’andamento semicircolare della platea, e dal corridoio che corre parallelamente al teatro che aveva la funzione di far defluire gli spettatori al termine dello spettacolo.
Ancora oggi il teatro viene utilizzato, anche se di rado, in occasioni speciali oppure per ospitare delle rappresentazioni serali di rara suggestione.

Voto complessivo