Hai mai visto un paese con 167 porte dipinte? Succede nel borgo delle cose dimenticate in Liguria
In questo angolo nascosto dell’entroterra ligure ogni uscio è una storia, ogni soglia un quadro, ogni vicolo una galleria d’arte a cielo aperto
A prima vista è un tipico borgo ligure; dopo pochi passi, però, ci si accorge che qui le porte sono dipinte: decine e decine, ognuna affidata alla fantasia di un artista. Un’idea semplice e rivoluzionaria che, in trent’anni, ha riscritto il destino del paese di Valloria, minuscola frazione di Prelà nella Valle Prino (Imperia), adagiata a circa 437 metri tra fasce di ulivi taggiaschi e pietra grigia.
Valloria, il borgo che ha trasformato le porte in un museo a cielo aperto

[foto @Clara Bonitti/Shutterstock.com/solo uso editoriale]
Il nome Valloria affonda le radici nel latino Vallis Aurea, “valle dell’oro”: un omaggio all’olio che per secoli ha rappresentato la principale fonte di sostentamento economico del territorio. Il borgo di Valloria, oggi frazione del comune di Prelà, compare come piccolo nucleo rurale già in età medievale, legato alla coltivazione dell’ulivo e alla fitta rete di mulini che scandivano la valle. La sua storia è dunque legata profondamente a quell’oro liquido che viene dalle campagne circostanti, ma la sua rinascita contemporanea ha tutta un’altra evoluzione. E ha una data simbolica: 1991, quando un gruppo di amici originari del paese fonda l’associazione Le Tre Fontane – Amici di Valloria (il nome rimanda alle tre fontane della piazza) e decide di chiamare degli artisti a dipingerne le porte. Da allora le porte dipinte sono aumentate di numero di anno in anno fino a comporre un percorso di circa 160 capolavori a cielo aperto che puntellano il cuore del borgo. l’ultimo conteggio ufficiale parla di 167 porte dipinte, ma si tratta di un numero in continua evoluzione che rende ogni visita diversa dalla precedente. Una presenza di murales così massiccia giustifica pienamente la definizione di Valloria che il borgo fornisce di se stesso annunciando con orgoglio la sua identità di borgo in technicolor.
Come si visita: un museo senza biglietto (e senza orari)
La bellezza di Valloria sta anche nella sua fruizione libera: niente biglietti, niente tornelli. Le porte dipinte sono davvero le porte di case, cantine, magazzini, rimesse che si incontrano camminando lungo i caruggi del centro storico. Il percorso ideale per ammirarli tutti e non perdersene neanche uno? Si parte dalla piazza e ci si arrampica tra archi e gradini, certi di trovare una sorpresa ad ogni passo, tra una figura femminile che abita il legno antico, una natura marina che riaffiora in collina, citazioni pop e geometrie astratte.
Valloria con le sue porte dipinte è dunque una galleria d’arte all’aperto che si lascia ammirare gratuitamente e liberamente. E se ti dicessimo che non è l’unico ‘museo’ che puoi visitare qui? Già, perché Valloria è anche un borgo speciale che racconta (e si racconta) nel suo insolito Museo delle Cose Dimenticate. Allestito nel cinquecentesco Oratorio di Santa Croce, il Museo delle Cose Dimenticate di Valloria è una raccolta poetica e concreta di attrezzi, oggetti di uso domestico e di bottega. Dall’utensile agricolo al curioso violino ricavato da cassette di pasta, fino a macchine fotografiche d’epoca, la collezione del piccolo museo di Valloria si fa racconto dove invece sembrerebbe di trovare solo nostalgia, c’è una comunità che siguardaallespalleper spiegare ai viaggiatori com’è stata davvero la vita di un paese di collina. All’uscita, le porte dipinte appaiono come il capitolo più recente di una storia lunghissima.
Come arrivare a Valloria

Valloria si trova a circa 15 km da Imperia, e da qui per raggiungerla basta una ventina di minuti in auto, a seconda del traffico. Si imbocca la SS1 Aurelia fino a Imperia Ovest, poi si risale la Valle Prino toccando Dolcedo e, seguendo le indicazioni per Prelà/Valloria, ci si inerpica per una dolce salita tra fasce di ulivi e casette in pietra. Chi viaggia con i mezzi può contare sui bus di Riviera Trasporti in partenza dalla città; la fermata in paese è comoda per chi prosegue a piedi.
