I 3 ponti più belli di Roma che raccontano 3000 anni di storia della Città Eterna
A Roma si possono attraversare ponti che testimoniano la storia, la cultura e l’arte della capitale e che uniscono la bellezza architettonica alle leggende.
Roma, definita già ai tempi antichi “caput Mundi”, espressione usata anche da Ovidio nella sua opera Amores, è certamente la città che merita ancora oggi questo appellativo. La leggenda narra che venne fondata da Romolo il 21 Aprile 753 a.C., per questo è tradizione festeggiare il cd. Natale di Roma proprio in questo giorno. La capitale d’Italia è un museo a cielo aperto, con le sue innumerevoli fontane, chiese e capolavori di artisti illustri, come Raffaello, Bernini e Michelangelo. Senza dimenticare i numerosi luoghi di culto che proteggono capolavori di inestimabile valore, come il Mosé diSanPietroinVincoliola Pietà nella basilica di San Pietro. I riferimenti architettonici e artistici sono infiniti e ammirabili un po' ovunque, sia nei quartieri centrali sia nelle periferie della capitale. Ma è nel centro storico di Roma, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1980, che si possono percorrere i suoi bellissimi ponti, che regalano una sensazione unica.
Ponte Milvio: il ponte più famoso e romantico di Roma

Le bellezze della "città eterna" sono raggiungibili percorrendo i diversi vicoli e attraversando i numerosi ponti, che si snodano per il centro storico della città, simboli di epoche lontane, come Ponte Milvio. Ponte Milvio, o Ponte Molle, collega Piazzale Cardinal Consalvi a Piazzale Ponte Milvio, famoso per la battaglia tra l’imperatore romano Costantino I e Massenzio del 28 ottobre 312. Dopo aver battuto Massenzio, Costantino I divenne l’unico re d’Occidente. Si narra che, poco prima dello scontro, ebbe una visione di una scritta nel cielo "In hoc signo vinces", cioè "Vincerai sotto questo segno".
Ponte Milvio è uno dei ponti più conosciuti di Roma, con il suo gioiello, la Torre Valadiar. La struttura, formata da sei arcate con le quattro interne più alte, nel corso dei secoli fu più volte restaurata, e offre un'incantevole vista sul Tevere. Viene spesso appellato con l'aggettivo "molle", probabilmente perchè era solito essere ricoperto dalle acque del fiume. Nella sua parte sud del ponte, è possibile ammirare la statua dell’Immacolata a sinistra e a destra la statua di San Giovanni Nepomuceno. Nella parte a settentrione, a sinistra, invece, è presente il Cristo nell’atto di ricevere l’acqua benedettae,adestra,SanGiovanniBattista con il piatto contenente l’acqua. Le statue attualmente presenti sono copie; le originali si trovano al Museo a Palazzo Braschi.
Oltre che per la sua storia leggendaria, Ponte Milvio è diventato famoso, negli ultimi anni, come luogo d'amore. Per un certo periodo di tempo, gli innamorati attaccavano lungo i suoi parapetti dei lucchetti e ne gettavano la chiave nelle acque del Tevere, come simbolo di un legame infinito. Questo gesto è nato dalla scena iconica del film tratto dal romanzo di Federico Moccia “Ho voglia di Te”.
Ponte Fabricio: il ponte più antico di Roma

Ponte Fabricio è il ponte più vecchio di Roma e collega l’isola di Tiberina alla sponda sinistra del Tevere, o più precisamente dall’antico ghetto ebraico, a Rione Trastevere. Ponte Fabricio è detto anche "quattro capi", poiché la leggenda narra che i quattro architetti, incaricati da Papa Sisto V, durante i lavori entrarono in contrasto tanto che, quando il ponte fu completato, il Papa li fece decapitare sul posto. Sul punto, in loro memoria, venne inserito un unico blocco di marmo con le quattro teste, a testimoniare che sarebbero rimasti uniti per sempre, al contrario del loro legame nella vita terrena. Sul Ponte Fabricio è presente la TorredellaPulzella,conunainteressanteparticolarità, anch’essa è legata a un’antica leggenda. Sulla muratura della torre si può, infatti, ammirare una testa di piccole dimensioni legata alla storia di una giovane nobildonna vissuta nel 1350, rinchiusa nella struttura per non aver sposato un nobile scelto dalla sua famiglia.
Ponte Sant'Angelo: il percorso tra arte e storia

Per anni, il Ponte Sant’Angelo è stato il luogo dove veniva eseguita la pena capitale e l'esposizione dei corpi dei condannati. Fu voluto dall’imperatore Adriano per collegare il suo castello alla riva sinistra del fiume Tevere e, da sempre, è avvolto nel mistero e nella leggenda. In origine, il ponte era chiamato Ponte Aeliano o Pons Aelius e solo alla fine del VI secolo prese il nome proprio dalla statua dell’arcangelo Michele che si trova sulla sommità del castello. Il ponte è uno dei più belli d’Italia e del mondo; costruito nel 134 d.C. con i cinque archi in pietra, è famoso per le statue dei santi Pietro, che tiene in mano lechiavi del cielo, ePaolo,chestringeunaspadaalle sue estremità, e per quelle dei 10 angeli che lo adornano su tutta la sua lunghezza, disegnate da Giovan Lorenzo Bernini. Inizialmente, erano altre le statue posizionate nel ponte, ma furono distrutte. Solo nel 1669 Clemente IX fece realizzare dal Bernini le nuove sculture con i simboli della passione di Cristo, come l’angelo con la colonna, l’angelo col flagello, con la corona di spine, col velo, con la tunica, con i chiodi, con la croce, con la spugna e l’Angelo con la lancia.
