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I musei all'aperto mozzafiato da vivere in primavera  

La cultura en plein air dei musei all'aperto, gioielli storico-artistici da visitare nella stagione più bella dell'anno: scopriamoli tutti!

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Primavera in arrivo e con lei, la regina delle stagioni, la voglia di fare attività all’aria aperta (restrizioni permettendo). E se è preferibile non affollare le città nei weekend di marzo possiamo comunque trovare qualche compromesso per abbinare natura e cultura.

Un’alternativa al solito trekking è quella di esplorare uno dei tanti musei en plein air, spazi plasmati dalla natura e modellati dall’uomo che si apprezzano a tutte le età. In Italia ce ne sono tantissimi, ecco qualche idea da mettere in agenda.

La Scarzuola , la città-teatro in Umbria

L’Umbria è una regione che fa primavera anche solo a pensarla, con i suoi colori, le colline verdi e i borghi senza tempo. Uno di questi vi farà rimanere senza fiato: La Scarzuola in provincia di Terni. Si tratta di un posto magico quasi surreale, un set cinematografico che di finto non ha nulla, è tutto vero e realizzato da uno degli architetti più famosi del Novecento. Tommaso Buzzi qui costruì la sua città ideale e simbolica, un luogo fatto di scale, strade alternative, giardini mistici, passaggi attorcigliati, forme esoteriche: la Scarzuola potrebbe definirsi una città-teatro ma è difficile descriverne la bellezza a parole.

Musei all'aperto da vivere in primavera

La mano e la mente di Buzzi probabilmente miravano all’idea di una scenografia teatrale, dove si ritrovano stili e richiami artistici e architettonici diversi, da Villa Adriana e Villa d’Este all’Acropoli passando per Bomarzo. Il risultato è una fusione magistrale con labirinti, anfiteatri, torri e colonnati, per una grande opera a cielo aperto.

L’architetto Buzzi realizza La Scarzuola tra il 1958 e il 1978 - rimanendo però incompiuta – e lo fa su un terreno acquistato da lui stesso dove si dice che avesse vissuto San Francesco d’Assisi (in quel punto nacque infatti una chiesa e un convento). La Scarzuola si trova in località Montegabbione ed è possibile visitarla su prenotazione: se passate in Umbria spostatevi dai classici itinerari e fateci una tappa, non ve ne pentirete.

Etroubles, in Valle d’Aosta il borgo medievale diventato galleria d’arte

Spostandoci in montagna, esattamente in Valle d’Aosta in cima alla Valle del San Bernardo (a 1270 metri di altitudine) c’è un altro borgo meraviglia che, oltre ad essere tra i più belli d’Italia, ha deciso di regalarsi quel salto in più aggiungendo all’atmosfera fiabesca anche la dimensione artistica. Siamo a Etroubles, sulle tracce della via Francigena che collegava Canterbury in Inghilterra a Roma, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, dove tra montagne innevate e casette dai soffitti di legno c’è una sorpresa per gli appassionati del mondo dell’arte.

Musei all'aperto da vivere in primavera

Dal 2005 è nato il progetto ‘A Etroubles, avant tout sort passes’ che ha trasformato il borgo valdostano in un museo a cielo aperto: una vera e propria galleria d’arte permanente che si snoda tra i suoi vicoli ospitando opere di artisti di fama internazionale con il supporto della Fondation Gianadda di Martigny. E così nello splendido scenario delle montagne della Valle d’Aosta, camminando tra le stradine in ciottolato del borgo di Etroubles, potrete imbattervi in opere d’arte contemporanee posizionate tra angoli pittoreschi, fontanili e abitazioni in pietra con affreschi sulle facciate. L’itinerario inizia e termina con le sculture in legno degli artisti locali Giulio Schiavon e Siro Viérin e alcune creazioni di Chicco Margaroli e Franco Balan.

Continuando potrete ammirare opere di pittori e scultori italiani come il pugliese Salvatore Sebaste, i ferraresi Alberto Gambale e Sergio Zanni, il milanese Carlo Brenna e il ferrarese Andrea Granchi. E poi si passa al fronte internazionale con talenti come lo scultore francese Albert Féraud e la pittrice Evelvne Otis Bacchi; non mancano gli svizzeri tra cui spiccano i nomi di Hans Erni e Yves Dana. Saranno i rintocchi del campanile quattrocentesco di Etroubles a svegliarvi da quello che a tutti gli effetti potrebbe sembrare un viaggio in una fiaba.

Arte Sella, in Valsugana il bosco-museo da favola

A mezz’ora di auto da Trento nella cornice della Valsugana c’è un museo a cielo aperto dove la natura diventa regina incontrastata e artista senza eguali. Arte Sella è un bosco incastonato tra le Alpi dove le opere diventano installazioni da scoprire tra tronchi magici, chiocciole giganti e ‘cattedrali’ da visitare, una favola da vivere per adulti e bambini. È dal 1986 che i boschi della Val di Sella ospitano questa manifestazione internazionale di arte contemporanea che a definirla semplice esposizione artistica le si fa un torto.

Musei all'aperto da vivere in primavera

Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio processo creativo, un itinerario dove è la natura a farla da padrone stando alla base di ogni opera seguita costantemente dall’artista che in essa trova l’ispirazione e l’evoluzione (ogni creazione non può essere statica e fissa, e capiamo bene il perché). Foglie, sassi, rami e tronchi sono i materiali usati per comporre le opere disposte all’aperto e in sintonia con il ciclo vitale. Arte Sella si snoda su due itinerari: l’area di Malga Costa, un chilometro facilmente percorribile, e il più difficoltoso percorso ArteNatura con tratti in salita.

La prima zona comprende un grande parco dove è possibile ammirare opere monumentali come il Teatro di Arte Sella o il trabucco di Montagna: qui ci si incontra per performance e spettacoli vari. Spettacolare la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri, una costruzione gotica naturale con navate alte dodici metri, una superficie di 1200 metri quadri e 80 colonne di rima intrecciati: immaginate come sarà immensa tra vent’anni quando gli alberi diventeranno adulti. Non perdete il giardino di Villa Strobele che accoglie opere realizzate da architetti internazionali.

Dal verde al blu del MAM, a San Benedetto del Tronto il Museo d’Arte sul Mare

Il litorale costiero è già di suo un palcoscenico verso la bellezza pura che solo il mare riesce a trasmettere, se a questo aggiungi opere artistiche di livello mondiale il risultato non può che essere meraviglioso. Mare e arte si fondono al MAM di San Benedetto del Tronto, un museo permanente all’aperto che si snoda lungo il molo sud della cittadina marchigiana: in continua evoluzione il numero di creazioni scultoree e pittoriche di artisti italiani e internazionali lungo un chilometro di costa che si trasforma in percorso espositivo con il mare a fare da sfondo.

Musei all'aperto da vivere in primavera

Inaugurato nel 2012 e unico nel suo genere, il MAM ospita ad oggi 196 opere di cui 171 sono sculture e 25 murales, una collezione che cresce dopo ogni edizione del Simposio internazionale ‘Scultura Viva’ a cui partecipano artisti provenienti da trentasette nazioni e cinque continenti. Il primo tratto della passeggiata – sia pedonale che ciclabile – parte dal Faro del centro costeggiando l’antico monumento de ‘Il Pescatore’: cinquecento metri destinati alla scultura con opere realizzate in basso e altorilievo sui blocchi in travertino allineati sulla passeggiata e trasformati in statue vive dagli artisti.

Originale e suggestiva l’idea di scolpire proprio quelle rocce solitamente destinate solo a proteggere il porto turistico e che ne diventano invece cornice estetica di livello. Nella parte finale della passeggiata si possono ammirare decine di splendidi murales (dodici metri quadrati ciascuno) realizzati da wall painters italiani e stranieri di chiara fama. Due le chicche da non perdere al MAM: l’immensa opera in bronzo di Mario Lupo (alta otto metri) dedicata al gabbiano Jonathan Livingstone e il gruppo scultoreo in travertino di Giuseppe Straccia che rappresenta una Natività in ‘versione balneare’.

Il parco della Biodiversità a Catanzaro, l’arte immersa nella flora mediterranea

Rotolando verso sud c’è una tappa da non perdere se vi trovate nella ventosa Catanzaro, un museo a cielo aperto che coniuga la ricchezza della biodiversità ad una collezione di opere d’arte contemporanee. Ecco un altro bellissimo esempio di natura che fa rima con cultura, un polmone verde nella città calabrese di circa sessanta ettari, interamente dedicato alla flora e fauna mediterranea con un giardino botanico che raccoglie più di ventimila specie di piante.

Musei all'aperto da vivere in primavera

E così passeggiando nel paesaggio bucolico tra un labirinto verde e un laghetto dei cigni – oltre a un enorme parco giochi – ecco che compaiono le opere disposte lungo il parco, installazioni ‘open air’ che si fondono armonicamente nel contesto che li circonda. Una collezione permanente di ventitré opere di artisti nazionali e internazionali in un susseguirsi di installazioni che spaziano da ‘Electric Kisses’ di Dennis Oppenheim al ‘Cast Glances’ di Tony Cragg con la sovrapposizione di due profili umani in movimento continuo; il mondo instabile e precario rappresentato da Michelangelo Pistoletto o i sette elementi in ferro di Antony Gormley in cui le figure sono tutte allineate sull’orizzonte in una dimensione che coinvolge spazio e tempo.

Simbolico e maestoso ‘L’uomo che misura le nuvole’ di Jan Fabre che vede un uomo in cima ad una scala da biblioteca protendere le braccia verso il cielo, con una riga da geometra tra le mani, nell’atto di misurare gli oggetti celesti. E poi ‘I testimoni’ di Mimmo Paladino, l’installazione composta da quattro figure immobili e misteriose, dei pensatori privi di espressività pronti ad esprimere l’essenza dell’umanità. Buon viaggio nell’arte!

 
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