I turisti la scoprono per caso: questa città tra le colline dell'Umbria è la più sottovalutata in autunno
L’Umbria cela diversi borghi- gioiello, ma uno, in particolare, merita assolutamente di essere visitato, per conoscere a fondo l’arte e la storia di una delle regioni culturalmente più floride d’Italia.
Per chi ha intenzione di organizzare un viaggio in Umbria, è d’obbligo prenotare un soggiorno o visitare in giornata un vero e proprio gioiello di questa regione dalle mille sorprese. Anche se, purtroppo, ancora poco conosciuto, questo borgo è caratterizzato da un patrimonio storico e culturale di immenso valore, che merita di essere esplorato. Stiamo parlando di Città di Castello, paese le cui antiche tradizioni sono conoscibili in ogni angolo del centro storico, tra vicoletti, palazzi medievali e rinascimentali e monumenti.
L’incanto di Città di Castello, tra opere storiche e d’arte contemporanea

Città di Castello è un incantevole borgo della provincia di Perugia. Nota ai Romani come Tifernum Tiberinum (ancora oggi i locali vengono appellati come “tifernati”), la cittadina domina l’alta valle del Tevere. Fu governata dalle città di Perugia, Firenze e dal Papato e oggi rappresenta il perfetto connubio tra la tradizione storica e la contemporaneità. Per conoscere a fondo la storia contemporanea di Città di Castello, bisogna ripercorrere i luoghi di Alberto Burri, a partire dagli Ex Seccatoi del Tabacco. L’artista ha trasformato questi spazi industriali in un laboratorio ed è qui che sono custodite le sue grandi opere.
Le installazioni di formato più contenuto, invece, si trovano a Palazzo Albizzini, la sede della Fondazione Burri. Questi luoghi rappresentano non solo un importante punto di riferimento per un’immersione a 360 gradi nell’arte contemporanea, ma anche il punto di partenza ideale per visitare il centro storico di Città di Castello. Passeggiando tra le antiche costruzioni medievali e rinascimentali, si rimane affascinati dalla bellezza autentica del borgo, anche grazie al perfetto stato di conservazione delle strutture principali. Il cuore è Piazza Gabriotti, sulla quale affacciano i monumenti più importanti. Innanzitutto, il Palazzo dei Priori, edificato nel Trecento e riconoscibile perlebiforegotichecheabbelliscono il primo piano, e, di fronte, il Duomo dedicato ai Santi Florido e Amanzio, sul quale svetta imponente il campanile circolare romanico. La struttura religiosa, inoltre, ospita un museo, in cui sono conservate numerose opere di Pinturicchio e Rosso Fiorentino. Menzione d’onore per la Torre Civica del XIII secolo, a struttura prismatica, in cui sono affissi degli stemmi di pietra e un affresco di Luca Signorelli.
I due palazzi simbolo dell’influenza della famiglia Vitelli

[foto @simona flamigni/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Tra gli edifici da visitare assolutamente, è impossibile non menzionare Palazzo Vitelli alla Cannoniera, con la facciata decorata a graffito eseguita dal Ghirardi su disegno del Vasari. All’interno, è possibile ammirare un ciclo di affreschi celebrativi della casata dei Vitelli e la Pinacoteca Comunale, dimora di alcune opere di Luca Signorelli e del Pomarancio. Qui è conservato anche il prezioso Stendardo della S.S. Trinità di Raffaello Sanzio.
L’itinerario dei posti storici più significativi di Città di Castello si conclude con Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, splendida testimonianza dell’architettura cinquecentesca. Gli interni sono decorati con affreschi che celebrano le imprese della famiglia Vitelli e il prestigio politico e culturale dei suoi membri. L’elemento più peculiare, tuttavia, è il giardino recintato, dove è possibile contemplare un meraviglioso ed elegante ninfeo rinascimentale.
Sapori della Città di Castello: cosa assaggiare durante la visita
Città di Castello non è nota solo per le bellezze storiche, artistiche e architettoniche, ma anche per la tradizione gastronomica. Qui è possibile assaggiare le specialità umbre, tra cui il tartufo bianco, il vero e proprio fiore all’occhiello del territorio. Ogni ottobre, in onore di questo prodotto, si svolge la Mostra Mercato, che attira appassionati e curiosi da tutta Italia. Nei ristoranti locali, poi, è d’obbligo assaggiare la cd. bagiana, una minestra a base di fave, pomodori e basilico, da gustare con la tigella e un buon bicchiere di vino Colli Altotiberini DOC rosato.
