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Il borgo sospeso sulla rupe di peperino dove si trova l'unico Moai al mondo fuori dall'Isola di Pasqua  

Tra case medievali aggrappate alla roccia, vicoli in pietra e panorami sulla Tuscia, un piccolo paese custodisce una gigantesca scultura di sei metri, realizzata da artisti arrivati dall'Oceano Pacifico.

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A pochi chilometri da Viterbo, Vitorchiano appare all’improvviso, aggrappato a una rupe di peperino che domina la valle come una prua di pietra. Passeggiare nel suo centro storico significa entrare in un borgo medievale rimasto compatto, dove vicoli stretti, profferli e archi in pietra raccontano secoli di vita affacciata sul vuoto. Qui l’elemento naturale e quello costruito si fondono: le case sembrano nascere direttamente dalla roccia vulcanica, creando l’effetto scenografico che è valso al paese il soprannome di borgo sospeso. A rendere unica Vitorchiano è anche la presenza di un Moai alto sei metri, scolpito nel 1990 da artisti di Rapa Nui con il peperino locale, inunsingolare gemellaggio culturale tra Tuscia laziale e Pacifico del Sud. Un piccolo paese, insomma, ma con una storia e un paesaggio capaci di sorprendere anche il viaggiatore più esperto.

Vitorchiano, il borgo sospeso affacciato sulla valle del Vezza

Il borgo sospeso sulla rupe di peperino dove si trova l'unico Moai al mondo fuori dall'Isola di Pasqua

Vitorchiano è uno di quei borghi della Tuscia che colpiscono prima ancora di entrarvi. Il centro storico sorge infatti su un allungato sperone di peperino, modellato dall’azione dei corsi d’acqua che alimentano la valle del Vezza. I fossi che incidono il terreno trasformano il paese in una sorta di isola di roccia, con pareti in molti punti quasi verticali.

Visto dal basso, l’effetto è spettacolare: le abitazioni in pietra appaiono come un prolungamento naturale della rupe, tanto che è difficile capire dove finisca la roccia e dove inizino i muri. È da questa straordinaria continuità visiva che nasce la definizione di borgo sospeso, una formula che descrive bene l’impressione di fragilità e allo stesso tempo di solidità che accompagna il visitatore. Questa posizione scenografica non è solo una meraviglia paesaggistica: nel Medioevo rappresentava un formidabile vantaggio difensivo. I versanti ripidi rendevano complicato l’accesso da più lati, mentre poche porte fortificate permettevano di controllare gli ingressi al paese e proteggere il nucleo abitato.

Vicoli in peperino, piazze raccolte e scorci panoramici da cartolina

Il borgo sospeso sulla rupe di peperino dove si trova l'unico Moai al mondo fuori dall'Isola di Pasqua

Una volta varcate le antiche porte, Vitorchiano rivela un dedalo di vicoli pavimentati in peperino, dove il tempo sembra scorrere più lentamente. Lungo le stradine compaiono i caratteristici profferli, le scale esterne in pietra che conducono al piano nobile delle abitazioni. Sotto le rampe, gli spazi un tempo ospitavano magazzini, botteghe o piccoli ricoveri per animali, sfruttando al massimo ogni metro quadrato di roccia disponibile.

Le facciate grigie sono impreziosite da archi, portali decorati, piccole logge e balconi fioriti. Qua e là compaiono gli stemmi e i simboli SPQR, memoria del legame privilegiato con Roma, che nel 1201 concesse al paese il titolo di Terra Fedelissima. È una sorpresa trovare, in un borgo dell’entroterra laziale, così tanti richiami alla Capitale incisi nella pietra.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata dalla Fontana a Fuso, capolavoro medievale interamente scolpito nel peperino. Gli archetti trilobati, le figure degli Evangelisti da cui sgorga l’acqua e la presenza dell’iscrizione SPQR trasformano la fontana in un vero manifesto di storia civica. A pochi passi, la Torre dell’Orologio e il Palazzo Comunale completano un quadro urbano armonioso e perfettamente conservato.

Il Moai di Vitorchiano, un ponte di pietra tra Tuscia e Rapa Nui

Il borgo sospeso sulla rupe di peperino dove si trova l'unico Moai al mondo fuori dall'Isola di Pasqua

Uscendo dal centro storico e raggiungendo il belvedere, lo sguardo abbraccia la rupe e il profilo serrato delle case. Qui, in una radura affacciata sulla valle, si incontra uno dei simboli più inattesi del borgo: un Moai alto circa sei metri, scolpito nel 1990 da artisti dell’Isola di Pasqua. La storia di questa scultura nasce da un progetto legato alla trasmissione Rai "Alla ricerca dell’Arca" di Mino D’Amato. Una delegazione di discendenti del popolo Rapa Nui, in viaggio per sensibilizzare sull’importanza di tutelare le statue originali dell’isola cilena, individuò nel peperino di Vitorchiano una pietra molto simile a quella lavorata dagli antichi scultori polinesiani.

Utilizzando tecniche e strumenti tradizionali, i maestri Rapa Nui scolpirono sul posto un grande blocco di peperino locale, ricavando una figura antropomorfa dal volto allungato e dai tratti stilizzati, in perfetto stile Moai. Non si tratta di una semplice copia turistica, ma di un’opera realizzata da scultori originari di Rapa Nui, elemento che rende il monumento di Vitorchiano unico nel suo genere. Oggi il Moai è diventato parte dell’identità del paese e rappresenta un potente simbolo di scambio culturale tra due territori lontanissimi, accomunati però dalla stessa natura vulcanica delle rocce e da una tradizione di lavorazione della pietra.

Come arrivare a Vitorchiano e organizzare la visita tra borgo e natura

Il borgo sospeso sulla rupe di peperino dove si trova l'unico Moai al mondo fuori dall'Isola di Pasqua

Vitorchiano si trova nella provincia di Viterbo, ai piedi dei Monti Cimini, e può essere visitato facilmente in giornata sia da Roma, distante poco meno di 100 chilometri, sia dai principali centri della Tuscia. Chi viaggia in auto può seguire le direttrici per Viterbo e poi le strade provinciali che portano al paese, lasciando il veicolo nei parcheggi esterni alle mura, visto che il centro medievale è in gran parte pedonale.

Un buon punto di partenza per la scoperta del borgo è Piazza Umberto I, da cui ci si inoltra a piedi verso le porte storiche e i vicoli interni. L’itinerario può toccare Piazza Roma con la Fontana a Fuso, la Torre dell’Orologio, il Palazzo Comunale e le principali chiese, come quella di San Nicola con i suoi affreschi di scuola viterbese. Dal centro si raggiunge facilmente anche il belvedere con il Moai, seguendo Via della Teverina per poche centinaia di metri fino all’area camper e a Largo Padre Ettore Salimbeni. Da qui il colpo d’occhio sul borgo sospeso è impagabile.

Chi desidera fermarsi più a lungo può approfittare dei percorsi rurali e delle aree verdi che circondano il paese, ideali per brevi passeggiate tra fossi, boschetti e scorci sulla valle. Tra primavera ed estate, eventi come "Peperino in Fiore" e la Sagra del Cavatello aggiungono alla visita il sapore delle tradizioni gastronomiche e delle feste di paese.

 
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