Il Gran Canyon della Toscana: tra acque turchesi e pareti colorate per tuffarsi nel cuore della Lunigiana
Una gola stretta, scolpita dall’acqua, nasconde pareti dalle sfumature insolite e piscine naturali immerse tra i boschi.
Nel cuore della Lunigiana, al confine tra i comuni di Pontremoli e Zeri, gli Stretti di Giaredo sono uno di quei luoghi che ti restano addosso a lungo. Qui il torrente Gordana si fa strada dentro una gola stretta, scavata in rocce dalle venature rosse, verdi e grigie, dove l’acqua disegna pozze profonde e corridoi da attraversare a piedi e a nuoto. Non è la classica escursione in montagna: è un vero trekking fluviale, da vivere d’estate quando il livello del torrente lo permette e le temperature rendono più piacevole l’immersione nell’acqua fredda. Questo“GranCanyon della Toscana”, come viene spesso chiamato, fa parte di un’area naturale protetta di grande valore geologico e ambientale. Un paesaggio appenninico sorprendente, incastonato tra borghi storici, castelli e boschi, che racconta la faccia più selvaggia e autentica del nord della Toscana.
Dove si trovano gli Stretti di Giaredo e perché sono speciali
Gli Stretti di Giaredo si trovano nel nord della Toscana, in Lunigiana, tra i territori comunali di Pontremoli e Zeri, nella provincia di Massa-Carrara. Qui il torrente Gordana si infila in una gola stretta e profonda, creando uno dei canyon naturali più affascinanti dell’Appennino tosco-emiliano. Vengono spesso definiti il “Gran Canyon della Toscana” per l’impatto visivo delle pareti che incombono sull’acqua, ma le dimensioni sono quelle di una forra appenninica, raccolta e intima. Il tratto comunemente percorso in escursione misura circa un chilometro, solo una porzione della lunga gola che accompagna il Gordana dal borgodi Noce di Zeri fino alla zona di Giaredo, poco distante da Pontremoli. A colpire è soprattutto il contrasto: fuori dal canyon il paesaggio è quello tipico della Lunigiana, con boschi, prati e borghi in pietra; pochi passi più in là, ci si ritrova immersi in un corridoio roccioso dove il sole filtra a fatica e l’acqua scolpisce forme sorprendenti.
Rocce colorate, canyon e paesaggi del Gordana

Gli Stretti di Giaredo sono il risultato di un lungo lavoro di erosione del torrente Gordana, che nasce a Zeri, scende verso Pontremoli e poi entra nel sistema idrografico del Magra. Lungo il suo corso l’acqua ha scavato strati di roccia, creato passaggi ravvicinati, pozze profonde, piccoli salti e corridoi dove le pareti sembrano quasi toccarsi. Non si tratta di un unico canyon lineare, ma di una sequenza di gole alternate a tratti più aperti, dove il greto del torrente torna ad allargarsi e a ricevere luce. È proprio la varietà a rendere speciale l’escursione: un susseguirsi di vasche turchesi, rapide, massi levigati e curve improvvise. Le roccesonounospettacolo nello spettacolo: strati sovrapposti, pieghe e venature che cambiano dal grigio all’ocra, dal rosso alle sfumature verdi. Quando il sole entra nelle strette finestre della forra, l’acqua può diventare di un blu intenso o di un verde scuro quasi ipnotico, confermando la fama degli Stretti di Giaredo come uno dei canyon più colorati della Lunigiana.
Area protetta, natura appenninica e trekking fluviale

Il canyon degli Stretti di Giaredo si inserisce nella Valle del Torrente Gordana, riconosciuta come Zona speciale di conservazione secondo la Direttiva Habitat europea. Parliamo di circa 250 ettari di territorio protetto, importanti sia per le peculiarità geologiche sia per gli ambienti naturali che si alternano lungo il corso d’acqua. Nelle porzioni più chiuse della gola l’umidità resta sempre alta: muschi, felci e piccole piante colonizzano le pareti, mentre nei tratti più aperti fanno la loro comparsa alberi e arbusti tipici dei rilievi della Lunigiana. Le pareti rocciose raccontano il lavoro dell’acqua: superfici lisce, cavità, solchi e massi incastratitestimoniano la forza del Gordana durante le piene. Qui non si viene per una semplice passeggiata o per fare il bagno come in un normale torrente di montagna: l’esperienza è quella del trekking fluviale. Si cammina sul greto, si entra e si nuota nelle pozze, si superano passaggi scivolosi. Proprio per la delicatezza dell’ecosistema, è fondamentale rispettare le regole dell’area protetta: non lasciare rifiuti, non danneggiare le rocce, non disturbare la fauna.
Come organizzare la visita agli Stretti di Giaredo
L’accesso agli Stretti di Giaredo avviene solitamente con un tratto di avvicinamento a piedi lungo la valle del Gordana, fino a raggiungere il greto del torrente e l’ingresso della forra. Da qui il percorso diventa più tecnico: si cammina su pietre bagnate, si affrontano vasche dove non si tocca e brevi tratti a nuoto. saper nuotare è indispensabile, non un dettaglio secondario. L’acqua resta fredda anche in estate: per questo è consigliato affrontare il canyon nei mesi più caldi, con muta, casco protettivo, giubbotto salvagente e scarpe da trekking o da canyoning con buona aderenza. Sandali aperti e scarpette leggere non sono adatti. Prima di partireèessenzialecontrollare le previsioni meteo e l’eventuale rilascio d’acqua dalla diga a monte, perché un temporale lontano può far crescere rapidamente la portata. Molti visitatori scelgono di affidarsi alle guide ambientali locali, che di solito includono attrezzatura tecnica e assicurazione. Le uscite vengono organizzate soprattutto tra giugno e settembre, con durata complessiva di circa cinque ore. Tenete presente che all’interno della gola il cellulare spesso non prende: meglio avvisare qualcuno del proprio programma e verificare sempre in anticipo condizioni del torrente, date e modalità di accesso aggiornate.
