Il nido dell'aquila a meno di due ore da Roma: è il borgo delle montagne che guarda dall'alto laghi e vallate
Storia millenaria, paesaggi mozzafiato e sapori autentici, questo borgo è una perla tutta da scoprire
Quando si arriva a Collalto Sabino difficilmente verrebbe da pensare che questo piccolo borgo, che oggi conta meno di 400 anime, in passato sia stato l'epicentro di numerose - e cruenti - battaglie. Anzi, si può dire che l'esistenza stessa di questo piccolo Comune sia legata ad aspetti bellici, essendo nato esclusivamente per creare una sorta di avamposto difensivo. Del resto basta ammirare Collalto Sabino per capire il motivo di questa peculiarità: il paese infatti si trova arroccato su uno sperone roccioso a circa 630 metri di altitudine, una manna per chi attorno al X secolo doveva difendersi dalle frequenti incursioni provenienti da Sud. Allora è bene spiegare dove ci troviamo.
Siamo nella parte più meridionale della provincia di Rieti, praticamente al confine tra il Lazio e l'Abruzzo. Non a caso il vicino più immediato di Collalto Sabino è Carsoli che fa parte della provincia dell'Aquila. Se queste demarcazioni al giorno d'oggi hanno valore geografico e amministrativo, nei secoli scorsi invece significavano il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno dei Borboni. Adesso vi sarà facile immaginare quante battaglie sono state combattute in questo borgo dall'anno mille fino alla nascita del Regno d'Italia. Mettendo da parte per un attimo la storia, vediamo allora perché vale la pena visitare questo paese che si trova a meno di due ore da Roma, una destinazione ideale per chi - almeno per qualche ora - avesse voglia di fuggire dai trambisti della città, immergendosi in un contesto che sembrerebbe essere fuori dal tempo.
Alla scoperta di Collalto Sabino
Una domanda a questo punto potrebbe sorgere spontanea: perché visitare Collalto Sabino? I motivi sono molteplici. Per prima cosa occorre sottolineare come questo borgo sia rimasto sostanzialmente immutato da secoli, sfuggendo prima alle logiche del cemento e poi a quelle del cercare di strizzare l'occhio al turismo di massa. In passato questo luogo era celebre per la sua importanza strategica di avamposto difensivo, con il sistema di difesa di allora - dalle mura alle torri - che è ancora ben visibile anche al giorno d'oggi. Il fiore all'occhiello poi è il Castello di Collalto, una rocca perfettamente conservata che oggi è diventata una struttura ricettiva molto ambita anche per le cerimonie.
Oltre al Castello Baronale c'è molto altro da vedere. La Chiesa di Santa Maria Assunta è una perla romanica che si sposa perfettamente con i vicoli in pietra del paese. Poi c'è la frazione di Ricetto che è un altro piccolo gioiellino medievale e, altro particolare non di poco conto, ci sono passeggiate da fare che regalano delle vedute da cartolina sulla Vallerano e su boschi e laghi circostanti. Infine un consiglio: il periodo migliore per visitare questo borgo è la primavera, quando esplodono i colori della campagna e la temperatura è perfetta per fare una passeggiata.

Cosa si mangia
Detto dell'aspetto storico e paesaggistico, c'è anche quello enogastronomico da non sottovalutare. Cosa si mangia allora a Collalto Sabino? A tavola qui si può gustare il meglio della cucina sabina: la pasta fatta in casa condita con sughi a base di carne di agnello o cinghiale, le zuppe di legumi e farro, i formaggi pecorini stagionati e i salumi artigianali. Poi c'è l'olio, autentica eccellenza del posto con la Sabina DOP.
Come arrivare a Collalto Sabino
Vediamo infine come arrivare a Collalto Sabino. In auto ci sono due opzioni, in base da dove arrivate. Da Roma si può arrivare tramite l'Autostrada A24 uscendo a Carsoli/Oricola e proseguendo poi verso la Sabina. In alternativa si può prendere la Salaria in direzione Rieti uscendo verso Poggio Mirteto, proseguendo poi per la Bassa Sabina. Senza dubbio questo è il tragitto più panoramico.
