Il paese delle streghe dove leggende, noce sacro e liquore raccontano un’identità antica
Leggende di streghe, un antico noce sacro e un celebre liquore raccontano l’identità di una città italiana dove storia e folklore si intrecciano da secoli.
Arrivare a Benevento con in testa la leggenda delle streghe significa entrare in un racconto che mescola paure contadine, riti antichi e un’identità urbana ormai consapevole del proprio mito. Nel capoluogo del Sannio basta pronunciare la parola “Janare” perché si aprano storie di donne notturne, di un misterioso noce e di sabba che nessun documento certifica, ma che continuano a vivere nella memoria collettiva. Il confine tra storia e folklore qui va maneggiato con cura: da una parte ci sono i Longobardi, Santa Sofia e l’Arco di Traiano, dall’altra una tradizione orale stratificata, trasformata nei secoli. In mezzo, nell’Ottocento, è arrivato anche il Liquore Strega, che ha trasformato un’ombra del passato in unsimbololuminoso e dorato. Visitare Benevento oggi significa attraversare tutte queste dimensioni, lasciandosi guidare da leggende, pietre antiche e profumi di erbe.
Benevento, città delle streghe nel cuore del Sannio

Chi arriva a Benevento spesso lo fa attirato da un soprannome che pesa quanto un’intera guida turistica: la “città delle streghe”. Nel paesaggio morbido del Sannio, tra colline coltivate e piccoli borghi, questo capoluogo campano custodisce un immaginario potente fatto di Janare, alberi notturni e riti raccontati sottovoce nelle veglie contadine.
La leggenda vuole che, nelle campagne intorno alla città, le streghe si riunissero sotto un grande noce per celebrare danze e sabba. È un racconto che attraversa secoli e si intreccia con la storia longobarda, i resoconti ecclesiastici e la paura del diverso. Oggi, chi viaggia a Benevento scopre che il mito non sostituisce la storia, ma la accompagna: alle spalle ci sono il Ducato longobardo, l’età romana e il successivo dominio pontificio, davanti una città che ha deciso di fare di questo patrimonio immateriale un tassello della propria immagine culturale e turistica.
Janare, noce e paesaggi beneventani tra folklore e racconti

Le Janare sono il volto più noto del folklore beneventano. Nella tradizione popolare campana indicano donne dotate di poteri notturni, capaci di muoversi silenziose tra case e campi, di portare dispetti, malesseri o fenomeni inspiegabili. Di giorno possono apparire come figure comuni del mondo rurale, ma è nel buio che il racconto le vuole attive, legate alla luna, al vento, agli ingressi delle abitazioni.
L’etimologia del nome è discussa: alcune interpretazioni la collegano a Diana, divinità romana connessa alla natura e alla notte; altre richiamano termini che rimandano alle porte, forse perché le Janare agirebbero proprio vicino alle soglie delle case. Nel paesaggio contadino del Sannio, dove ogni rumore notturno un tempo poteva destare inquietudine, queste figure diventavano una chiave per spiegare paralisi notturne, comportamenti insoliti degli animali o malattie improvvise.
Al centro di molti racconti torna il celebre noce di Benevento, albero mai identificato con certezza sulla mappa, ma fortissimo nella mappa mentale della città. Le fonti cristiane medievali descrivono riti pagani longobardi svolti attorno ad alberi sacri; la fantasia popolare ha finito per trasformare quei riti in sabba di streghe, creando un paesaggio immaginario che oggi affascina chi viaggia alla ricerca di storie antiche.
Dal Ducato longobardo al Liquore Strega: storia e identità

Per capire davvero Benevento bisogna affiancare alla leggenda la sua storia documentata. Dopo l’arrivo dei Longobardi in Italia, nel VI secolo, la città divenne il cuore di un potente ducato capace di influenzare a lungo l’Italia meridionale. Di questa stagione resta una testimonianza straordinaria: la chiesa di Santa Sofia, fondata nell’VIII secolo dal duca Arechi II e oggi inserita nel sito UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere”.
Accanto al Medioevo, Benevento custodisce un’eredità romana di primissimo piano: l’Arco di Traiano, celebrativo e maestoso, e il Teatro Romano raccontano il ruolo della città lungo la Via Traiana e la sua centralità nei traffici antichi. Strati successivi, dal dominio pontificio all’Italia unita, hanno aggiunto palazzi, chiese e vicende politiche che vanno ben oltre l’etichetta di città delle streghe.
Nell’Ottocento, però, proprio quella etichetta è tornata protagonista in una forma nuova: il Liquore Strega, nato nel 1860 dalla famiglia Alberti. Erbe, spezie, zafferano e il suo giallo intenso hanno trasformato la strega in marchio, legando il mito a un prodotto simbolo del Sannio. Da qui è nato anche il Premio Strega, istituito nel 1947 e oggi tra i più importanti premi letterari italiani: un filo che collega leggende medievali, industria moderna e cultura letteraria del Novecento.
Visitare Benevento oggi: tra percorsi storici, leggende e sapori

Organizzare un viaggio a Benevento significa costruire un itinerario che tenga insieme pietre antiche e storie invisibili. Per iniziare, vale la pena dedicare tempo al centro storico: la chiesa di Santa Sofia con il suo complesso monastico, l’Arco di Traiano, il Teatro Romano e le vie che conservano l’impronta del lungo passato pontificio offrono una panoramica completa sulla città reale dietro il mito.
Chi è curioso delle Janare può lasciarsi guidare da racconti, visite guidate tematiche e percorsi turistici che, in alcuni periodi dell’anno, propongono la Benevento “stregata” in chiave narrativa, senza pretendere di indicare un “vero” noce delle streghe. È utile ricordare che non esiste un albero certificato o un castello infestato: qui il patrimonio immateriale conta quanto i monumenti e va affrontato con uno sguardo critico ma aperto.
Sul piano pratico, Benevento è raggiungibile facilmente da Napoli e dalla costa campana, diventando una meta ideale per una giornata diversa o un weekend nel Sannio tra storia, leggende e buona tavola. Prima di programmare eventuali visite a spazi produttivi o museali legati al Liquore Strega è sempre consigliabile verificare orari e modalità di accesso sui canali ufficiali.
In tavola, infine, il territorio offre vini sanniti, piatti della tradizione contadina e dolci che dialogano alla perfezione con un bicchierino di Strega. È forse questo il modo migliore per salutare la città: riconoscere che le Janare appartengono al folklore, mentre Benevento continua a vivere nelle sue strade, nelle sue storie e nei sapori che porta nel mondo.
