Benevento: la guida completa e aggiornata
Guida Benevento, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Benevento è una cittadina inserita in un ambiente idilliaco circondato dall'Appennino Campano tra i fiumi Sabato e Calore.
L'economia di questa città si basa soprattutto sulle attività agricola e in epoca recente si è molto sviluppata anche nel settore della pubblica amministrazione. E’ molto famosa anche dal punto di vista turistico, essendo dopo Napoli e Caserta, una delle città più visitate della regione Campania.
Anticamente nota come Maleventum, forse per i forti venti che la attraversano, il nome venne poi convertito in Beneventum ed infine nell’odierna Benevento. In passato è stata una città di dominazione greca, sannitica, romana, longobarda, pontificia ed infine un comune libero. La città vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico e dal 2011 la Chiesa di Santa Sofia in voto, edificata nel 760 dal duca longobardo Arechi II, è entrata a far parte dell’UNESCO.
A livello geografico Benevento sorge nell'entroterra campano, nella storica regione del Sannio, in una posizione centrale tra il mar Tirreno ed il mar Adriatico. Nella vasta conca in cui sorge, essa si trova circondata da alte colline, in particolare dal massiccio del Taburno Camposauro, dal Monte Mutria del Matese a nord-ovest e dall'alta cortina del Partenio a sud e dai monti Dauni a est.
Due sono le principali risorse idriche della città: il Calore, affluente del Volturno, e il Sabato, che confluisce nel fiume Calore che si trova ubicato oltre il centro. Il territorio è prettamente accidentato e ondulato mentre il clima della città è di tipo appenninico: in inverno abbondanti nevicate con temperature intorno allo 0° e in estate il caldo è afoso.
Secondo altre fonti la città sarebbe stata fondata dal greco Diomede dopo la distruzione di Troia. Le prime fonti documentate risalgono al V sec. a.C. e cioé al periodo delle guerre sannitiche.
Il popolo sannita resistette per molto tempo alle incursioni dei Romani ai quali si arresero definitivamente solo nel 268 a.C. quando i Romani fondarono le loro colonie.
Tuttavia i Romani riconobbero la grandezza degli abitanti di Maleventum che ribattezzata in Beneventum venne gloriosamente rappresentata anche su alcuni importanti monumenti romani come l'Arco di Traiano e il Ponte Leproso.
Durante il Medioevo Benevento fu conquistata prima dai Goti e successivamente dai Bizantini. Nel 571 fu la volta dei Longobardi, che guidati da Zottone conquistarono Benevento.
La dominazione longobarda durò per circa 5 secoli, e nel 1077 la città entrò sotto il dominio pontificio. Il 1266 fu l'anno della battaglia tra Manfredi e Carlo D'Angiò il quale si impegnò per restituire Benevento alla Chiesa.
Nel 1688 un violento terremoto distrusse quasi completamente la città che venne gradualmente portata all'antico splendore da Benedetto XIII. Il '700 la vede dapprima, possedimento di Federico IV di Borbone, in seguito inserita nella Repubblica Partenopea.
Nel 1806 è sotto il dominio di Napoleone ma nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia.
Famoso a Benevento è l’Hortus Conclusus, un antico orto medievale appartenente ai Padri Domenicani che è ancora oggi curato e visitato. Dagli anni 90 ospita un'installazione permanente dell'artista beneventano Mimmo Paladino, esponente della Transavanguardia. L'Hortus nasce come una galleria d'arte immersa nel verde.
Benevento non è solo una città d’arte, ospita infatti l’antico Osservatorio Astronomico del Sannio, il più grande d'Italia noto non solo per la sua ospitalità ma soprattutto per la sua ricettività a livello europeo. Il centro è stato voluto dall'astronomo Antonio Pepe ed è nel quartiere di Pacevecchia, la zona alta della città.
La cucina beneventana presenta molti piatti tipici campana e, data la sua posizione, subisce influssi anche dalle regioni vicine. I primi piatti sono a base di pasta al sugo di agnello o conditi con verdure, come i famosi cavatelli con i broccoli. Ottime invece sono le fiavole preparate con pasta sfoglia e riempite con uova e formaggio. Un altro piatto tipico a base di agnello è il mugniatiello, un involtino a base di interiora, prezzemolo, aglio e legumi. A Natale invece si prepara il cardone, in realtà tradizione del sud più che beneventana in particolare, germogli di carciofo trattati e poi serviti con il brodo. La cucina beneventana presenta numerosi piatti di origine contadina che oggi si mescolano senza problemi a versioni più moderne e sofisticate.
Benevento è famosa anche per la produzione del famoso torrone Strega. Il torrone era già noto nel I secolo d.C. ed il poeta latino Marziale annoverava la cupedia come l’unico progenitore del torrone. Il nome cupedia significa "cose desiderate". Sin dalla sua origine è presentato come un impasto realizzato con pochi e semplici ingredienti: miele, albume d'uovo, mandorle o nocciole. Anticamente era diffuso sia tra le classi ricche come tra quelle povere. Ben poco si differenziava dal torrone moderno, che altro non è che una versione più raffinata di quello precedente.
Una curiosità: Benevento è nota anche come la città delle streghe poiché quando i Longobardi arrivarono nel paese introdussero alcune festività legate al ciclo della natura, come quella di ballare attorno agli alberi di noce. Queste attività spaventarono molto i cristiani del posto che li isolarono. Proprio per questo il famoso torrone di Benevento ha preso il nome da queste antiche pratiche pagane.
Il patrono di Benevento è San Bartolomeo che viene festeggiato il 24 agosto con una grande sagra cittadina e che termina il 25 sera con uno spettacolo pirotecnico che attira un gran numero di spettatori anche dalle cittadine vicine e dalle frazioni.












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