Il Santuario più fresco d'Italia: dal '700 il Piemonte ospita un luogo della fede amatissimo dagli escursionisti
Tra pascoli d'alta quota, antichi sentieri e panorami alpini, un luogo di culto immerso nella montagna richiama da secoli pellegrini e appassionati di escursionismo.
A 1.760 metri di quota, nel cuore dell’alta Valle Grana, il Santuario di San Magno è uno di quei luoghi che raccontano le Alpi piemontesi meglio di qualsiasi guida. Qui la montagna non è solo scenario, ma parte viva di una storia che intreccia fede, vita pastorale e cammini alpini. Il complesso, nel territorio di Castelmagno, domina una conca verde attraversata dalla strada che sale verso il Colle Fauniera, tra pascoli, malghe e sentieri che si aprono sulle Alpi Cozie. In estate il santuario diventa un crocevia di pellegrini, escursionisti e ciclisti, attratti dagli affreschi quattrocenteschi e cinquecenteschi, ma anche dalla possibilità di esplorare un territorio modellato per secolidaipastori.D’inverno, invece, neve e gelo restituiscono a questo “santuario più fresco d’Italia” la dimensione di presidio isolato, sospeso tra il silenzio dei versanti e il ritmo lento delle comunità montane che ancora lo frequentano.
Dove si trova il Santuario di San Magno e perché andarci

Il Santuario di San Magno si trova nel comune di Castelmagno, in provincia di Cuneo, in una conca erbosa dell’alta Valle Grana a 1.760 metri di altitudine. La strada che lo raggiunge prosegue poi verso il Colle Fauniera, valico alpino amatissimo dai ciclisti e punto di accesso a numerosi sentieri. Fin dal primo sguardo capisci che non è una chiesa “di paese”: l’edificio si staglia isolato, circondato da pascoli, pendii e dorsali, con i lunghi porticati che segnano la facciata. Questa posizione spiega il suo ruolo: San Magno è da secoli un santuario di frontiera tra mondo religioso e cultura pastorale.Inestate accoglie pellegrini, camminatori e viaggiatori in auto alla ricerca di fresco, silenzio e panorami aperti sulle Alpi Cozie; d’inverno torna a essere un luogo quasi sospeso, raggiungibile solo quando le condizioni della neve lo permettono, ideale per chi cerca un’esperienza di montagna autentica e poco turistica.
Affreschi, cappella Allemandi e tracce del mondo romano
Dietro l’altare maggiore del santuario si nasconde il cuore più antico del complesso: la cappella Allemandi, realizzata intorno al 1475. Qui si conservano affreschi attribuiti a Pietro da Saluzzo, mentre nella navata adiacente troviamo le pitture realizzate nei primi anni del Cinquecento da Giovanni Botoneri, frate francescano. Le pareti raccontano episodi della vita di Cristo e raffigurano santi legati alla tradizione della Legione Tebea, alla quale la devozione locale collega anche San Magno. Per le comunità alpine di allora, in gran parte analfabete, queste immagini erano un vero catechismo dipinto: scene, gesti e simboli spiegavano il Vangelo con un linguaggio visivoimmediato. La storia del luogo, però, va ancora più indietro. Nel 1894, durante lavori al pavimento, sono emerse sepolture, oggetti antichi e un frammento di altare romano dedicato a Marte, oggi murato sotto il porticato. È la prova che questa altura era frequentata e probabilmente sacra già in epoca romana, a conferma di una continuità di culto legata alla protezione delle attività agricole e pastorali.
Fede, mandrie e Castelmagno: un santuario dentro il paesaggio alpino

Il Santuario di San Magno è intimamente legato alla vita dei pastori della Valle Grana e al famoso Castelmagno DOP, formaggio simbolo di questi alpeggi. Per secoli qui l’economia è dipesa quasi interamente da mandrie e pascoli: non stupisce quindi che San Magno sia venerato come protettore del bestiame. In passato i fedeli conducevano le mandrie fino al porticato del santuario, tanto che nel Seicento una visita pastorale impose l’installazione di un cancello per impedire agli animali di entrare negli spazi sacri. L’architettura stessa rivela questa vocazione all’accoglienza. I porticati laterali, costruiti nell’Ottocento, ospitavano i locali per il riposo e il ristoro di chi saliva dopoore di cammino. Oggi la grande festa del 19 agosto, nel pieno della stagione d’alpeggio, richiama fedeli e curiosi da tutta la valle e dal Cuneese. Il soprannome di “santuario più fresco d’Italia” non è solo un vezzo giornalistico: a quasi 1.800 metri il clima può cambiare in fretta, e anche in piena estate è bene avere con sé una giacca.
Come arrivare al Santuario di San Magno e quando visitarlo

Per raggiungere il Santuario di San Magno in auto si parte in genere da Cuneo, si segue per Caraglio e si risale tutta la Valle Grana superando Pradleves, Campomolino e la frazione Chiappi, fino alla conca dove sorge il complesso religioso. La strada prosegue poi verso il Colle Fauniera, ma è già dal santuario che partono numerosi sentieri escursionistici di diversa durata e difficoltà, ideali per esplorare gli alpeggi e le creste delle Alpi Cozie. La stagione migliore va in genere da giugno a ottobre, quando la strada è normalmente libera da neve e il santuario è aperto alle visite. In luglio e agosto glientilocaliorganizzano spesso visite guidate dedicate agli affreschi della cappella Allemandi e della navata Botoneri. Orari, celebrazioni e condizioni di accesso possono variare in base al meteo e al calendario religioso: prima di partire è sempre consigliabile verificare le informazioni aggiornate sui siti turistici del Cuneese o contattare direttamente la parrocchia di Castelmagno.
