In Francia c'è una regione che è la perfetta meta d'autunno in Europa: cosa fare e vedere in Borgogna tra vino e borghi
Vigneti a perdita d'occhio e villaggi che sembrano usciti da una favola rendono la regione francese di Bordeaux una destinazione dove ammirare il foliage e degustare calici d'autore
Gialli dorati, rossi accesi e aranciati che si rincorrono sulle colline ricoperte di vigneti. Il paesaggio si trasforma in un mosaico naturale unico al mondo, diventando la cornice perfetta di tutti quei piccoli e incantevoli borghi medievali che si preparano a riempirsi del profumo dell’uva nel periodo della vendemmia e dell’eco di storie antiche. Perché se c’è una stagione che più di tutte racconta la Borgogna, regione francese a tre ore da Parigi e a meno di due da Lione, quella è l’autunno.
La culla del vino: i climats patrimonio UNESCO
Il vino è la chiave per entrare nello spirito della Borgogna. I vigneti si estendono per circa 29.000 ettari, distribuiti nei dipartimenti di Côte-d’Or, Yonne, Saona e Loira e Nièvre. La loro unicità è racchiusa nei cosiddetti climats, più di 1200 micro-terroir delimitati nei secoli che danno vita a vini di carattere irripetibile. Dal 2015, questi paesaggi viticoli sono riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità UNESCO: un riconoscimento che sottolinea il ruolo fondamentale che la viticoltura ha avuto nella storia, nell’economia e nella cultura della regione. La Borgogna produce ogni anno circa 200 milioni di bottiglie, suddivise in 84 denominazioni AOC, con un equilibrio tra bianchi (Chardonnay, 60 %), rossi erosé (Pinot Noir, 31 %) e Crémant (8 %). È un patrimonio enologico che non ha eguali al mondo, e che in autunno si può scoprire visitando le cantine, partecipando alla vendemmia e percorrendo itinerari tra i filari infiammati dai colori di stagione. L’esperienza dei vini della Borgogna non resta però confinata alle colline francesi. Dall’8 al 14 settembre, a Roma si terrà l’edizione 2025 di Vinòforum nella cornice d’eccezione di Piazza di Siena a Villa Borghese. È uno degli eventi di settore più attesi d’Italia, in occasione del quale sarà possibile degustare anche i grandi vini della Borgogna: un’occasione unica per chi non può viaggiare fino in Francia, ma desidera avvicinarsi a etichette che hanno fatto la storia dell’enologia mondiale. Dallo Chablis al Meursault, fino ai Pinot Noir della Côte de Nuits, Roma diventerà per una settimana il palcoscenico dove la Borgogna incontra i palati italiani.
Borgogna, regno d’autunno
Se c’è una capitale del vino in Borgogna non può essere che Beaune, che in autunno apre le porte di cantine ed enoteche che si trasformano in piccoli teatri del vino. Beaune è una città a misura d’uomo, ancora oggi circondata dalle mura medievali e famosa soprattutto per l’Hôtel-Dieu, conosciuto anche come Hospices de Beaune. Questo edificio del XV secolo nato come ospedale per i poveri, con i suoi tetti smaltati policromi è uno dei simboli più famosi e riconoscibili della regione. Oggi è sede di un museo e soprattutto di una delle aste di vini più celebri del pianeta, che si svolge ogni anno a novembre e richiama collezionisti da ogni angolo del mondo. A nord di Beaune si trova Digione, anticacapitale del Ducato di Borgogna. Definita la città dei cento campanili, Digione conserva un centro storico ricco di fascino, con il Palazzo dei Duchi, oggi sede del Museo delle Belle Arti, e la chiesa gotica di Notre-Dame, celebre per la sua facciata ornata da gargoyle e per la piccola civetta scolpita che, secondo la tradizione, porta fortuna a chi la accarezza. In autunno Digione è un tripudio di mercati, prodotti tipici e atmosfere conviviali. Qui si possono assaggiare specialità come la mostarda di Digione, il pain d’épices, i formaggi della regione e naturalmente i vini della vicina Côte de Nuits, patria di alcuni tra i Pinot Noir più rinomati al mondo. Al di là delle città principali, la Borgognacustodisce borghi medievali e abbazie che raccontano un’anima più intima e spirituale. Vézelay, uno dei villaggi più belli di Francia, è un luogo che in autunno sprigiona un fascino particolare. Arroccato su una collina e circondato da vigneti, ospita la basilica di Sainte-Marie-Madeleine, capolavoro del romanico e patrimonio UNESCO, punto di partenza per il Cammino di Santiago. E proseguendo il tour dei borghi della Borgogna non si può non fermarsi a Noyers-sur-Serein che, con le case a graticcio che si specchiano nel fiume Serein e le stradine in pietra, somiglia incredibilmente ad un quadro a cielo aperto. E se ti dicessimo che in Borgogna c’è il più antico monasterocistercense conservato in Europa? È l’Abbazia di Fontenay, fondata nel 1118 da San Bernardo di Chiaravalle: dichiarata patrimonio dell’umanità e immersa in una valle silenziosa e boscosa, è splendida tutto l’anno ma in autunno sembra svelare il suo volto migliore, il più suggestivo e romantico.
Il modo migliore per scoprire i vigneti della Borgogna? Percorrere la Route des Grands Crus, un itinerario di circa 60 chilometri che da Digione conduce a Beaune attraversando i villaggi più famosi della Côte-d’Or. È conosciuta come la Champs-Élysées della Borgogna, perché lungo questo percorso si incontrano denominazioni leggendarie come Gevrey-Chambertin, Vosne-Romanée, Meursault e Puligny-Montrachet. E quando il viaggio finisce, l’appuntamento è a Roma, dove Vinòforum 2025 offrirà la possibilità di ritrovare quelle stesse emozioni. Quelle regalate da un calice di Borgogna, che dalle vigne dorate della Côte-d’Or si sposta sotto i pini di Villa Borghese.
