In Piemonte per (ri)scoprire la città della Funicolare, dove da 130 anni si viaggia su rotaia
Una storica linea su rotaia collega da oltre 130 anni due anime di una città piemontese, tra salite panoramiche, centro antico e memoria urbana.
Mondovì è una città che si capisce davvero solo accettando la sua natura verticale. Nel cuore del Cuneese, tra colline e primi rilievi montani, il dislivello non è un semplice dato geografico: entra nella vita quotidiana, nei percorsi, perfino nel modo di raccontare i rioni. La funicolare che collega Breo e Piazza, in servizio dal 1886 e riaperta nel 2006 dopo una lunga pausa, è lo strumento più concreto per leggere questa geografia urbana. In pochi minuti si passa dal quartiere basso, commerciale e operoso, al borgo alto raccolto attorno a Piazza Maggiore, tra chiese, palazzi storici e veduteapertesul paesaggio monregalese. Per chi ama camminare e osservare le città come fossero sentieri costruiti dall’uomo, quel breve viaggio su rotaia diventa un tratto di cammino essenziale, che unisce la dimensione quotidiana di Breo alla memoria storica e panoramica di Mondovì Piazza.
Una città divisa in quota tra Breo e Piazza

Mondovì nasce e cresce su più livelli, e questo si riflette immediatamente nello sguardo di chi arriva con la curiosità del camminatore. In basso, il rione di Breo è il cuore commerciale, fatto di negozi, servizi e passaggi quotidiani; in alto, Mondovì Piazza raccoglie il nucleo storico, con piazze porticate, palazzi antichi e scorci verso le colline del Cuneese. Prima della funicolare, il collegamento tra questi due mondi era affidato soprattutto a percorsi pedonali in salita: ottimi per chi ama le pendenze e gli scalini, meno immediati per chi doveva spostarsi ogni giorno conorariprecisi. L’impianto entrato in funzione nel 1886 ha cambiato la logica degli spostamenti, trasformando il dislivello da ostacolo a occasione per leggere la città dall’interno, come fosse un sentiero urbano che sale tra case, rampe e brevi affacci sul paesaggio.
La “Fune” del 1886 e la lunga parentesi di chiusura

La funicolare di Mondovì, la “Fune” per i monregalesi, viene inaugurata nel 1886 in una stagione in cui molte città italiane sperimentano nuovi mezzi per superare i dislivelli urbani. Inizia con la trazione a vapore, passa al sistema a contrappeso d’acqua, quindi all’energia elettrica: una sequenza che racconta bene quanto l’impianto sia stato, fin da subito, una macchina viva dentro la città e non un semplice arredo storico. Per gran parte del Novecento la funicolare resta un elemento ordinario del paesaggio quotidiano, finché nel 1975 arriva la sospensione del servizio, legata alla necessità di adeguamenti importanti. Le vetture si fermano, ma il tracciatoele stazioni restano lì, a ricordare quanto quel collegamento abbia inciso sui movimenti tra Breo e Piazza. È una pausa lunga oltre trent’anni, che trasforma l’impianto in memoria condivisa in attesa di una nuova occasione.
La riapertura del 2006 e il viaggio breve che cambia prospettiva

Nel 2006 la funicolare rinasce con un intervento radicale: nuovo impianto, nuove cabine realizzate da Carvatech e firmate nel design da Giorgetto Giugiaro, ma stessa funzione urbana di sempre. Il collegamento Breo-Piazza torna operativo il 16 dicembre 2006, riportando su rotaia un flusso di residenti, studenti e visitatori che, in pochi minuti, superano il dislivello senza ricorrere all’auto. La corsa è breve, e proprio per questo molto leggibile. Si parte dal tessuto fitto di Breo, tra vetrine e strade strette, e si sale velocemente tra murature, rampe e aperture progressive verso il cielo. Arrivati a Piazza, la scena cambia: Piazza Maggiore si apre come un belvedere urbano, con il MuseodellaCeramica, la chiesa di San Francesco Saverio e gli affacci che spingono lo sguardo verso le colline e, nelle giornate limpide, verso le montagne del Cuneese.
Cosa vedere a Mondovì Piazza dopo la funicolare

Per chi visita Mondovì con passo da trekker urbano, la funicolare è il punto di partenza ideale per esplorare la città alta. Sbucando alla stazione di Mondovì Piazza, ci si trova a pochi passi da Piazza Maggiore, un grande spazio porticato che raccoglie alcuni degli edifici più significativi: l’antico municipio, il Palazzo del Governatore, la chiesa di San Francesco Saverio con gli affreschi legati ad Andrea Pozzo. Da qui si può proseguire a piedi tra vicoli, saliscendi e punti panoramici, costruendo un piccolo itinerario urbano che alterna soste culturali e affacci sul paesaggio monregalese. Scesi di nuovo a Breo, la città mostra il suo voltopiùquotidiano, fatto di botteghe e passaggi frettolosi. La forza della “Fune” sta proprio nel tenere insieme queste due anime: in pochi minuti collega la città del lavoro e quella della memoria, offrendo a chi cammina un modo diretto per leggere Mondovì su più livelli.
