In Toscana hanno inventato il "teatro povero": niente lusso, ma solo magia per ritrovarsi insieme grazie all'arte
È un piccolo frammento di Medioevo incastonato come un gioiello in uno dei paesaggi più iconici della Val d’Orcia e nasconde tesori che attendono di essere esplorati.
La Val d’Orcia è un angolo di paradiso tutto italiano che, da sempre, ruba gli occhi e il cuore dei turisti di tutto il mondo. Caratterizzata da morbide colline punteggiate da vigneti e borghi dal fascino immortale, è stata riconosciuta nel 2004 dall’UNESCO come Patrimonio mondiale dell’umanità. Racchiusa tra le province di Siena e Grosseto, alle pendici del monte Amiata, offre paesaggi di rara bellezza che sembrano usciti da un quadro rinascimentale.
Qui ci sono autentici capolavori naturali, che hanno persino ispirato alcune delle pellicole internazionali più celebri, come Il gladiatore, Twilight e Il paziente inglese. Tra le meraviglie del territorio si distingue per il suo fascino indiscusso Monticchiello, un piccolo borgo medievale nel comune di Pienza, incastonato come un gioiello nella campagna senese. Arroccato sulla cima di un colle, è una destinazione imperdibile, che regala incantevoli scorci sui panorami più iconici della Toscana.
Le origini di Monticchiello: uno sguardo sul passato

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Secondo le ricostruzioni storiche più accreditate, le origini del borgo di Montichiello risalgono all’epoca etrusco-romana. Il suo passato è costellato da numerosi conflitti e lotte di potere tra le regioni di Siena e Firenze. Dopo secoli di assalti e battaglie, cadde in rovina per un lungo periodo, fino al 26 giugno 1778, quando passò sotto la giurisdizione del Comune di Pienza.
Tra gli episodi più significativi, questa incantevole cittadina toscana viene ricordata particolarmente per l’epico combattimento del 6 aprile 1944, la Battaglia di Monticchiello. Quel giorno i soldati fascisti fecero irruzione all’interno delle mura del borgo per effettuare uno dei tanti rastrellamenti, con l’ordine di assassinare gli abitanti del borgo. Un gruppo di 70 coraggiosi partigiani, capitanati da Walter Ottaviani, riuscì ad affrontare 450 soldati repubblichini i quali, dopo un’estenuante battaglia, furono costretti a ritirarsi.
Cosa vedere a Monticchiello, in Val d’Orcia

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Monticchiello è un piccolo borgo fortificato di sole 200 anime, tra i meglio conservati dell’intera Toscana. Un frammento di Medioevo da esplorare a ritmo lento, che ha conservato inalterati i suoi tratti genuini e caratteristici, che rispecchiano gli incredibili paesaggi della Val d’Orcia. Una volta varcata Porta Sant’Agata ci si trova immersi in un viaggio indietro nel tempo, tra le numerose viuzze, arcate e scalinate che si snodano attraverso le antiche case in pietra ben curate e le tipiche osterie locali in cui degustare le prelibate specialità della cucina toscana.
L’attrazione principale del borgo è la Pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo, una chiesa suggestiva situata in Piazza Commenda, risalente al XII secolo, caratterizzata da un’austera facciata in stile romanico-gotico. Al suo interno sono custoditi pregiati affreschi della scuola senese e la “Madonna col bambino”, un autentico capolavoro del celebre pittore Pietro Lorenzetti. Da non perdere anche la Torre del Cassero, il punto più alto della frazione, in cui un tempo sorgeva la Rocca.
Il Teatro Povero di Monticchiello
Una delle attrazioni principali di Monticchiello è il suo Teatro Povero, una vera e propria istituzione culturale che, dal 1967, ogni anno prende vita con i suoi autodrammi. Il progetto nacque durante un periodo buio che coinvolse l’intera comunità, che decise di raggrupparsi creando una sorta di teatro in piazza, un modo per esorcizzare la crisi dell’epoca e mantenere saldi il senso di appartenenza e i legami sociali. Sbocciò così un teatro-verità in cui gli stessi abitanti diventarono attori, registi e scenografi di uno spettacolo unico e suggestivo che si svolge ancora oggi nei mesi di luglio e agosto.
