In Veneto c'è il lago specchio delle Dolomiti: è nato da un dramma, ma oggi tutti lo amano
Un lago ai piedi delle Dolomiti custodisce una storia drammatica del 1771, tra paesi sommersi, montagne riflesse nell'acqua e sentieri panoramici.
Ai piedi del Monte Civetta, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, il Lago di Alleghe racconta una storia dove il paesaggio da cartolina convive con la memoria di una grande frana settecentesca. Qui l’acqua riflette pareti verticali, boschi di conifere e il profilo del campanile di San Biagio, mentre sotto la superficie si immaginano i paesi sommersi del 1771, tra cronaca storica e leggenda. Oggi questo lago veneto, nato all’improvviso dal crollo del Monte Piz, è una meta amata da escursionisti, famiglie e fotografi, grazie al facile giro ad anello lungo le rive e ai panorami apertisull’Agordino. Camminandotraponti, passerelle e scorci sulle Dolomiti, si percepisce ancora quanto l’evento di oltre due secoli fa abbia cambiato per sempre la geografia della valle, trasformando un territorio di piccoli villaggi in un suggestivo specchio d’acqua alpino.
Il Lago di Alleghe oggi: un gioiello dolomitico nato da una frana

Il Lago di Alleghe si trova nel cuore delle Dolomiti bellunesi, in Veneto, a circa 966 metri di altitudine. È uno dei paesaggi simbolo dell’Agordino: un bacino compatto, circondato da boschi e paesi di montagna, sullo sfondo delle grandi pareti del Monte Civetta e del vicino Monte Pelmo.
A colpire, arrivando da valle lungo la SR203 Agordina, è il modo in cui il lago si inserisce nella stretta conca glaciale: le case affacciate sull’acqua, il campanile di San Biagio che si specchia nella superficie calma, il profilo del Monte Piz che domina la sponda opposta. In giornate limpide il riflesso delle Dolomiti è quasi perfetto, soprattutto al mattino presto, quando il vento è assente.
Quello che oggi appare come un classico lago alpino ha in realtà un’origine recente e drammatica. Prima del Settecento, al posto dell’acqua scorrevano il torrente Cordevole, prati e strade che collegavano piccoli villaggi, poi cancellati dalla frana del 1771.
La frana del 1771 e la leggenda del campanile sommerso

La storia del Lago di Alleghe comincia nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 1771, quando un’enorme frana si staccò dal versante del Monte Piz, noto anche come Monte Forca. Circa 20 milioni di metri cubi di roccia precipitarono nella valle del Cordevole, travolgendo i villaggi di Riete, Marin e Fusine e causando decine di vittime.
L’accumulo di detriti sbarrò il corso del torrente e l’acqua iniziò a risalire la valle, sommergendo campi, strade e altri nuclei abitati come Peron, Sopracordevole, Sommariva, Costa e Torre. A peggiorare la situazione, il 1° maggio 1771 una seconda massa rocciosa cadde nel bacino appena formato, sollevando un’onda che raggiunse Alleghe e danneggiò la chiesa e varie abitazioni.
Da questa vicenda nasce anche la leggenda del campanile sommerso, che vorrebbe le campane ancora udibili sotto l’acqua nelle notti più silenziose. Le fonti storiche raccontano però un esito diverso: il campanile di San Biagio rimase in piedi, mentre furono soprattutto la chiesa e il paese a subire i danni maggiori. La storia delle campane sommerse appartiene quindi più al patrimonio immaginario locale che alla cronaca.
Il giro del Lago di Alleghe: un anello facile tra boschi, ponti e paesini

Per vivere davvero il Lago di Alleghe il consiglio è percorrere il giro ad anello che costeggia entrambe le sponde. Si tratta di un trekking facile di circa 6,3 chilometri, con un dislivello minimo e un tempo medio di un’ora e un quarto, adatto a escursionisti alle prime armi e famiglie abituate a camminare.
Partendo da piazza Kennedy, nel centro di Alleghe, si scende verso il lungolago e si segue la riva in direzione sud, tra casette affacciate sull’acqua e scorci sulle pareti dolomitiche. Raggiunta la frazione di Masarè, un ponte permette di attraversare il Cordevole e guadagnare la sponda opposta, leggermente più alta, da cui si apre una splendida vista d’insieme sul paese, sul Monte Civetta e sulla forma del lago.
Il rientro avviene tra brevi tratti asfaltati e sentieri nel bosco, con una scalinata, un ponte pedonale sospeso e passaggi immersi nella vegetazione fino alla località di Vallazza. L’itinerario è percorribile tutto l’anno, ma in autunno inoltrato e in inverno è bene fare attenzione a tratti umidi o ghiacciati e, se necessario, utilizzare ramponcini.
Come arrivare al Lago di Alleghe e consigli pratici per la visita

Alleghe si trova in provincia di Belluno, lungo la valle del Cordevole, ed è raggiungibile in auto tramite la SR203 Agordina, che collega il capoluogo all’Agordino. Da Belluno sono circa 40 chilometri di strada di montagna, tra pareti rocciose, boschi e piccoli centri abitati; in inverno vanno messe in conto nevicate e possibili limitazioni alla circolazione.
Il paese è uno dei principali accessi al comprensorio sciistico Ski Civetta, collegato a Selva di Cadore, Val di Zoldo e Palafavera. Fuori stagione invernale, gli stessi impianti consentono di salire verso Piani di Pezzè e verso sentieri che attraversano boschi, pascoli e rifugi sulle pendici del Civetta.
Per una passeggiata intorno al lago bastano scarponcini o buone scarpe da trekking, abbigliamento a strati e attenzione alle previsioni meteo. In novembre le giornate sono corte e le zone in ombra restano fredde e umide: meglio partire a metà mattina per godere della luce migliore. A chi è interessato alla storia consiglio una sosta al Parco 11 gennaio 1771, di fronte al Monte Piz, dove pannelli informativi raccontano la frana che ha dato origine al lago.
